Edizione n.21 di mercoledì 17 giugno 2026
Prima pagina
Croce Rossa Luino e Valli, intitolazione Ponte di Germignaga
Domenica 14 giugno il Ponte Luino-Germignaga verrà intitolato ai Volontari della Croce Rossa Italiana Luino e Valli. Sarà questo Il momento più solenne delle celebrazioni che si terranno dal 6 al 14 giugno 2026 per festeggiare i quarant'anni del Comitato di Luino.
Un corteo accompagnato dalla Fanfara della Croce Rossa Italiana partirà (ore 10) da piazza XX Settembre a Germignaga e raggiungerà Luino attraversando il ponte che collega i due comuni. Nel corso della giornata, nell’area Svit di Luino, si svolgeranno i saluti istituzionali (ore 12) e una simulazione di emergenza aperta al pubblico (ore 15).
L’intero programma si concluderà a Palazzo Verbania (ore 17) con un aperitivo di ringraziamento aperto al pubblico.
ALTRI APPUNTAMENTI
Venerdì 12 giugno (ore 20.30) a Palazzo Verbania si terrà un incontro dedicato al Diritto internazionale umanitario, tema centrale per il Movimento Internazionale della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa.
Sabato 13 giugno invece, nell’area Svit di Luino centro, saranno dedicati alla comunità screening sanitari gratuiti (dalle 9 alle 12), attività formative sulle manovre salvavita (dalle 15 alle ore 19), momenti conviviali e, in serata (ore 20.45), un concerto degli Asilo Republic, organizzato in collaborazione con la Nuova Pro Loco Città di Luino. Inoltre i giovani della Croce Rossa organizzeranno attività didattiche pensate per i bambini durante tutto il fine settimana.
MOSTRA FOTOGRAFICA
Sempre sabato (ore 18), verrà presentato a Palazzo Verbania il progetto "Un ponte verso l'inclusione" sull’invecchiamento attivo ed il contrasto alle solitudini involontarie. Poi si procederà alla consegna delle benemerenze ai volontari distintisi nel servizio e all'apertura di una mostra di immagini e memorie storiche su quattro decenni di attività sul territorio.
Da martedì 9 giugno a domenica 14 giugno a Palazzo Verbania sarà aperta una mostra del fotografo delle missioni internazionali umanitarie della Croce Rossa Italiana Ibrahim Malla, che sarà possibile incontrare domenica 14 giugno durante l'aperitivo di chiusura (ore 17).
Tra gli appuntamenti c’è anche l’inaugurazione della nuova ambulanza 4x4 in dotazione del comitato per il servizio di emergenza ed urgenza sul territorio.
La settimana di celebrazioni si chiuderà, domenica 14 giugno (ore 19.30), nella Colonia Elioterapica di Germignaga con la tradizionale Foundation Dinner, dedicata a volontari, sostenitori e amici della Croce Rossa (prenotazioni CRI di Luino tel. 0332.510.444).
Nelle foto: locandine 40 anni Cri Luino.
Verbania, Tullio Pericoli e i paesaggi dei nostri tempi
La figura e l'opera di Tullio Pericoli attraverso i paesaggi dei nostri tempi è il tema della personale “Terre inquiete”, allestita dal 30 maggio al 1° novembre 2026 al Museo del Paesaggio di Verbania a cura di Elena Pontiggia, Un percorso di cinquanta opere, metà delle quali inedite, offre uno sguardo ampio sulla ricerca dell’artista, da sempre attenta al dialogo tra paesaggio, memoria e identità e coerente con l’evoluzione del suo linguaggio.
Per Tullio Pericoli, nato nel 1936 a Colli del Tronto e dal 1961 residente a Milano, «la pittura non deve raccontare in modo troppo dichiarato ma filtrare il racconto con la complessità e molteplicità di significato delle immagini».
Informazioni: Museo del Paesaggio di Verbania, mostra Terre Inquiete di Tullio Pericoli, 30 maggio–1 novembre 2026. Visite guidate (ore 15.30): 6 giugno, 11 luglio, 8 agosto, 19 settembre, 17 ottobre. Biglietto (comprensivo anche di visita a Gipsoteca Troubetzkoy, Pinacoteca, collezione Arturo Martini): 8 euro intero; 5 ridotto. Biglietto unico con Giardini Botanici di Villa Taranto 18 euro intero, 13 euro ridotto. Info: segreteria@museodelpaesaggio.it - www.museodelpaesaggio.it
Nelle foto (Museo del Paesaggio): locandina mostra Tullio Pericoli; Verbania, Pericoli, Racconti della terra; Verbania, Pericoli, Verticale; Verbania, Pericoli, Luoghi caldi.
Gianni Rodari, dal Vecchio al Nuovo Mondo in nome dei bambini
Un viaggio tra nonsense e immaginazione, a partire dal dialogo tra il piemontese Gianni Rodari (1920-1980) e l’argentina María Elena Walsh (1930-2011) con uno sguardo alle influenze degli inglesi Lewis Carroll (1832-1898) ed Edward Lear (1812-1888).
È il corso di formazione per insegnanti “Giocattoli di parole. Gradite un po’ di te?”, promosso dal Parco della Fantasia “Gianni Rodari” di Omegna in attesa dell’apertura del nuovo museo digitale sul gioco.
Questo momento di formazione dedicato alla scuola si terrà sabato 14 marzo 2026 nel Forum di Omegna. A guidare l’incontro sarà Laura Martín Osorio (Universidad Nacional de Cuyo – Alma Mater Studiorum Università di Bologna). Partecipazione gratuita con prenotazione obbligatoria: tel. 0323 887233; e-mail: info@rodariparcofantasia.it.
Nella foto: locandina del corso.
Tour remiero sul Lago Maggiore, bandiera federale alla Canottieri Luino
Una bandiera nautica recante le storiche fattezze della prima bandiera federale con cucito sopra l’attuale logo della Federazione Italiana Canottaggio, il logo di GiroVogando e un trittico di colori simboleggiante l’alba e il tramonto sul mare. È il guidone ufficiale del primo circuito di GiroVogando, l’evento di remo-turismo della Federazione in programma dal 17 al 23 settembre 2023 lungo le sponde lombarda, piemontese e svizzera del Lago Maggiore.
I consiglieri federali Luciana Reale e Fabrizio Quaglino, il 23 giugno, lo hanno consegnato al presidente della Canottieri Luino Luigi Manzo durante la presentazione del tour di vogatori, svoltasi il 23 giugno a Maccagno con la partecipazione anche dei sindaci Fabio Passera di Maccagno e Enrico Bianchi di Luino e della delegata di Sport e Salute per la Provincia di Varese Donatella Bianchi. Durante il convegno sono stati inoltre illustrati i progetti FIC/Sport e Salute sul territorio e la tesi di laurea sul tema del remo-turismo sul lago Maggiore di Aurora Taietti, prima atleta e oggi membro dello staff tecnico della Canottieri Luino.
TAPPE E DISTANZE
La prima edizione di GiroVogando sarà organizzato dal Circolo Canottieri Luino e, attraverso i 120 chilometri di percorso previsto, toccherà alcune delle più splendide località affacciate sul lago Maggiore.
Si comincerà domenica 17 settembre 2023 con la cerimonia di apertura e la presentazione di tour e regole di sicurezza. Il percorso globale di 120 chilometri sarà scandito in cinque tappe secondo questo programma:
*Lunedì 18 settembre 2023, Maccagno-Luino-Caldè (sosta); Laveno-Cerro-Reno (Arolo), 24 km;
*Martedì 19 settembre, Reno (Arolo)–Ispra–Angera, 16 km;
*Mercoledì, 20 settembre, Angera-Stresa–Isole-Feriolo, 27 km;
*Giovedì, 21 settembre, Feriolo–Pallanza-Cannero, 23 km;
*Venerdì, 22 settembre, Cannero-Ascona–Maccagno, 30 km. Cerimonia chiusura e cena commiato.
*Sabato 23 settembre, visita di Luino e partenze.
Foto Canottaggio.org
Amianto, 1 milione per rimozione da edifici privati
Un altro passo verso la completa rimozione dell'amianto dalle coperture degli edifici privati in Lombardia. A disposizione dei cittadini c'è un milione di euro, stanziato il 27 ottobre 2020 dalla giunta regionale. I finanziamenti saranno a fondo perduto fino alla concorrenza massima del 50% dell'importo della spesa ammissibile e, in ogni caso, con soglia massima del contributo pari a 15 mila euro per ogni intervento.
Sul territorio lombardo rimane ancora notevole, soprattutto negli edifici privati, la quantità di manufatti contenenti amianto e la loro eliminazione rimane un obiettivo prioritario. Al finanziamento saranno ammesse le spese sostenute per la rimozione e lo smaltimento di manufatti contenenti cemento-amianto, vinyl-amianto e amianto friabile, oggetto di denuncia all'Agenzia tutela della salute competente alla data di presentazione della domanda di finanziamento.
INTERVENTI AMMISSIBILI
Potranno essere finanziati unicamente: i progetti i cui lavori saranno iniziati e realizzati dal giorno successivo alla data di pubblicazione sul Burl del bando; i lavori per i quali non sia stato ottenuto altro finanziamento pubblico; gli interventi che saranno realizzati nei comuni lombardi e gli interventi che si concluderanno entro il 15/10/2021.
Tra le opere finanziabili, i lavori di rimozione dei manufatti, i costi di trasporto e di smaltimento dei rifiuti, oltre gli oneri della sicurezza ed amministrativi relativi all'esecuzione dei lavori di rimozione dei manufatti contenenti amianto come ad esempio i ponteggi, l'allestimento del cantiere, la predisposizione e la presentazione del piano di lavoro.
Laveno, riapertura biblioteca Antonia Pozzi
I lavori per la sicurezza dell’intero palazzo sono finiti e a Laveno Mombello, dal 21 maggio 2026, la biblioteca comunale Antonia Pozzi ha ripreso, dopo due anni, la piena operatività con l'accesso diretto agli scaffali e la riapertura delle aule studio.
Ora a Villa Frua ritorna lo “scaffale aperto” e aumentano le sale studio con spazi dotati di arredi più moderni e funzionali a un ambiente accogliente. Una terza sala, affacciata direttamente sulla nuova piazza della Villa e richiesta dal Consiglio comunale dei giovani, sarà accessibile ininterrottamente tutta la settimana e ospiterà anche un servizio bar.
Resteranno inoltre regolarmente aperti gli spazi della sede di Piazza Italia, che continua a operare secondo le proprie modalità.
Nella foto (Comune Laveno): Nuove sale studio biblioteca.
Porto Valtravaglia, lavori e scoperte nel Centro religioso di Domo
Le significative caratteristiche del centro religioso di Domo sono state più volte analizzate anche in contesti di studi e approfondimenti storici mettendo in evidenza le peculiarità dei singoli monumenti ivi presenti. Il complesso è caratterizzato da ben quattro edifici storici: la Chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta (chiesa iemale di impostazione medievale ma ampliata a fine ‘700), la Chiesa si Santo Stefano (chiesa estiva anch’essa di origine medievale e con un significativo insieme di affreschi cinquecenteschi), il Battistero Carolingio e l’ex Oratorio di San Filippo, teatro parrocchiale di cui ricorre proprio quest’anno il centenario della costruzione.
Un primo progetto per il recupero del Centro religioso di Domo, a firma dell’architetto Carolina Sangermani con la collaborazione del geometra Maurizio Isabella, è stato presentato nel 2021 e approvato l’anno successivo dalla Curia (prat. 1070/2021) e dalla Soprintendenza di Milano (prot. 27084 del 25/10/2022). Il progetto prevedeva il rifacimento della copertura e della soletta (con altri interventi minori) all’ex Oratorio di San Filippo e un restauro integrale del battistero di Domo con il rifacimento delle coperture, il consolidamento della volta, l’eliminazione di tutte le superfetazioni, il ripristino di tutte le aperture originali (tre finestre e la porta a sud), il restauro delle facciate.
LAVORI E SCOPERTE
I lavori hanno permesso di mettere in sicurezza l’importante monumento carolingio (databile tra la fine del IX secolo e l’inizio del successivo) e gli interventi interni hanno evidenziato significative caratteristiche originali. Le tre finestre erano state interrotte da una cornice ottocentesca mentre un improvvido tavolato aveva occultato la porta originale. L’eliminazione degli intonaci interni ha rimesso in luce l’antico impianto a pianta ottagonale, seppure con qualche imprecisione esecutiva.
La rimozione degli intonaci di fine ottocento ha rimesso in vista vaste porzioni di intonaco originale e altri dettagli costruttivi indispensabili per una più approfondita conoscenza del manufatto (tessitura e malta originale delle murature, inserimenti medievali, intonaci carolingi). È riemersa, inoltre, una porzione di affresco quattro/cinquecentesco raffigurante San Giovanni Battista. Di quest’opera non era nota la presenza neppure attraverso le visite pastorali, pertanto è stata una importante scoperta del tutto inattesa.
Nel corso dei vari interventi è stata anche tentata una prospezione archeologica al di sotto della parte centrale dell’attuale pavimento (realizzato attorno al 1960). Dalle notizie pervenuteci dai parroci precedenti (in particolare da don Carlo Agazzi Rota) non sembrava essersi conservato nulla delle antiche strutture legate al battistero.
L’intervento condotto dalla ditta Archeostudi di Bergamo, sotto la direzione del suo responsabile Roberto Mella Pariani e la supervisione della funzionaria di zona della Soprintendenza Archeologica Daniela Locatelli, ha portato alla rimozione di una serie di macerie depositate nel corso dell’esecuzione dell’attuale pavimento (1960).
RIEMERSA LA VASCA BATTESIMALE ORIGINALE
Nel corso degli scavi sono stati reperiti molti lacerti di almeno due pavimentazioni antiche con impasti a base calce e, alla profondità di circa 80 centimetri, è riemersa la vasca battesimale originale carolingia.
La vasca, ad immersione, a base ottagonale con orientamento pari a quello del battistero, presenta un intonaco di finitura in cocciopesto come parte della malta di allettamento delle pietre. Il fondo della vasca è stato demolito in epoca imprecisata e scavi precedenti avevano raggiunto quote inferiori. Rimangono alcune tracce su alcuni lati della vasca della quota del fondo, posto a circa un metro al di sotto dell’attuale pavimento. Una porzione della vasca, probabilmente in corrispondenza dello scarico originale, è stata demolita in epoca imprecisata.
Nelle murature attorno rimangono tracce di un piano per la presenza, in origine, di uno o due gradini per poter raggiungere il fondo della vasca. Sono ora in corso rilievi e analisi per meglio comprendere questo del tutto inedito manufatto, la cui scoperta ha decisamente aggiunto nuove informazioni a tutto il monumento originale.
LAVORI E FINANZIAMENTI
I lavori, preventivati in circa 300.000 euro, sono stati finanziati per 190.000 euro dalla Conferenza Episcopale Italiana attraverso l’otto per mille (prot. 1759/2023 del 2/3/2023) e con altri 80.000 euro mediante il Bando Cariplo “SOS Patrimonio” del 2023 (rif. 2023-3546).
Un particolare ringraziamento va alla CEI e alla Fondazione Cariplo per aver dato alla parrocchia di Domo la possibilità di un intervento così rilevante. Un ringraziamento anche a don Luca Ciotti, parroco di Domo e di altre cinque parrocchie, per aver sempre creduto, seguito e collaborato all’impegnativa impresa e a tutte le ditte intervenute sui due monumenti.
È possibile effettuare una donazione pro restauri mediante bonifico bancario utilizzando l’IBAN:
IT72D0306909606100000197432 su Banca Intesa intestato a Parrocchia Santa Maria Assunta Domo.
Essendo opere di restauro autorizzate dalla Curia e dalla Soprintendenza, le offerte sono deducibili dalle tasse. Inviando copia del bonifico (o strumenti tracciabili) a parrocchievaltravaglia@gmail.com verrà prodotta la certificazione da allegare alla dichiarazione dei redditi.
Maurizio Isabella
Nelle immagini (foto M.I.): Interno ed esterno del Battistero e la Vasca originale.
Tra Cori e Sesto Calende, un’“Ala” in nome di Alessandro Marchetti
Un nuovo spazio museale ricorda un pioniere dell’aviazione italiana del Novecento. All’ingegnere Alessandro Marchetti (Cori, 16 giugno 1884 – Sesto Calende, 5 dicembre 1966) la sua terra natale ha reso omaggio inaugurando, il 16 maggio 2026, il Museo Alessandro Marchetti “Ala”, che accoglie documenti storici, fotografie, materiali dedicati alla carriera di un progettista di velivoli entrati nella leggenda del volo mondiale.
Dagli idrovolanti Savoia-Marchetti S.55, protagonisti delle trasvolate atlantiche di Italo Balbo negli anni 1930, ai velivoli Siai-Marchetti SF-260, impiegati ancora oggi per l’addestramento dei piloti militari italiani, il nome Marchetti è strettamente legato allo sviluppo industriale e tecnologico della città sestese, cresciuta anche attorno alle attività della Società Idrovolanti Alta Italia (SIAI-Marchetti) avviata il 12 agosto 1915.
L’iniziativa del comune laziale riveste un particolare interesse anche per il territorio di Sesto Calende e del Varesotto.
L’inaugurazione dell’Ala Marchetti non è stata solo un evento culturale dedicato a una figura di rilievo mondiale dell’ingegneria aeronautica, ma una occasione di valorizzazione della memoria storica condivisa tra Cori e Sesto Calende. A testimonianza del legame identitario tra i due territori, non a caso alla cerimonia hanno partecipato rappresentanti del Gruppo Lavoratori Seniores Siai Marchetti e amministratori della cittadina sul Lago Maggiore,
Nella foto: locandina dell’inaugurazione dell’Ala.
“Prati stabili” e paesaggio della pianura lombarda
Sono un contenitore di biodiversità fondamentale per la filiera agricola e una specificità del paesaggio della pianura lombarda. I “prati stabili” sono prati non dissodati per molto tempo, anche fino a un centinaio di anni, e rappresentano un ecosistema produttivo complesso tra Mantova e gli altri territori della Bassa, da Cremona a Lodi, Milano, Brescia e Bergamo.
Alla loro tutela e valorizzazione è dedicata una legge approvata a maggioranza il 25 luglio 2025 dall’assemblea regionale, che introduce anche una Consulta e una “Giornata” regionale e per il 2025 finanzia con centomila euro le attività di comunicazione e sensibilizzazione.
CARATTERISTICHE E RETE
Il “prato stabile” si caratterizza per la presenza di diverse specie erbacee, che, secondo la stagione di sfalcio, possono caratterizzare il fieno con sfumature in grado di conferire al formaggio sapori e aromi anche molto diversi tra loro. È lasciato a coltivazione spontanea, di norma senza diserbanti e senza antiparassitari ma con grande cura e attenzione affinché non si diffondano specie vegetali indesiderate danneggiando le sue caratteristiche.
Le pratiche agricole a cui è sottoposto sono lo sfalcio, l’irrigazione e la concimazione, che nella maggior parte dei casi, in presenza di stalle, è organica. Cuore di questo sistema di biodiversità di trentamila ettari complessivi è Mantova con settemila ettari. La rete dei prati stabili mantovani, la maggior parte ricompresi nel Parco del Mincio, costituisce un esempio unico in Lombardia per estensione, qualità e impatto sulla filiera lattiero-casearia.
Nella foto (LNews): “prati stabili" della Lombardia.
Apicoltura, ristoro ai danni delle gelate
Una buona notizia per il settore apistico nazionale. Il governo ha stanziato 5 milioni di euro come ristoro dei danni derivati dalle gelate di aprile 2021 e nella sola Lombardia stimati in 15 milioni di euro. La notizia è stata data dal sottosegretario alle politiche agricole Gian Marco Centinaio.
I cambiamenti climatici e i prezzi dei prodotti esteri stanno danneggiando pesantemente l'apicoltura lombarda e italiana. In Lombardia gli apicoltori sono 7.443 e gli alveari 176.442. «Le gelate di aprile - ha reso noto l'assessore regionale Fabio Rolfi - hanno causato danni al settore per 15.359.273 euro e solo nella nostra regione importiamo miele per 15 milioni di euro l'anno. Il 75% del cibo è frutto del lavoro di impollinazione e senza api non avremmo circa il 60% di frutta e verdura, così come migliaia di piante da fiore».
Di seguito il numero degli alveari e la stima dei danni per le gelate di aprile 2021 per singola provincia in Lombardia:
*VARESE 18.593; danni 2.983.416 euro;
*COMO 14.084; danni 2.083.550 euro;
*SONDRIO 13.437; danni 1.854.000 euro;
*MILANO 16.302; danni 1.379.779 euro;
*BERGAMO 22.625; danni 2.304.829 euro;
*BRESCIA 26.530; danni 2.233.090 euro;
*PAVIA 22.357;
*CREMONA 9.434; danni 123.322 euro;
*MANTOVA 10.871; danni 143.814 euro;
*LECCO 9.752; danni 1.712.975 euro;
*LODI 4.609;
*MONZA BRIANZA 7.848; danni 540.498 euro.
LOMBARDIA: alveari 176.442; danni. 15.359.273 euro.
















