Edizione n.21 di mercoledì 17 giugno 2026
Prima pagina
Canton Ticino, Capolago e le storie nascoste del lago
Ritorna dal 6 al 12 luglio 2026 in Canton Ticino il laboratorio accademico Transversal Territory, che dal 2022 coinvolge studenti e abitanti in un percorso collettivo di osservazione diretta e rilettura del paesaggio quotidiano del Mendrisiotto tra spazi urbani e naturali con scambio e collaborazione tra partecipanti.
Unico nel suo genere, il progetto, promosso dall’Accademia di Architettura dell’Università della Svizzera Italiana in collaborazione con la Città di Mendrisio, mira a rendere visibili le interazioni tra l’ambiente urbano, le sfide ecologiche e quelle relative al corpo e a sviluppare una comprensione approfondita delle dimensioni spaziali, sociali e somatiche della vita urbana.
Ideatori e direttori sono i docenti dell’ateneo Mansoureh Aalaii, medica, coreografa e scrittrice, e Antoine de Perrot, architetto, ricercatore urbano e artista visivo. La partecipazione - da solo o in compagnia - è aperta a tutti e gratuita. Non si domanda prerequisito, ma solo curiosità.
La ricerca di quest’anno si concentra sull’area di Capolago, punta alla scoperta delle storie nascoste del lago e si concluderà con una mostra pubblica. Attraverso fotografia, video, installazioni artistiche, esplorazioni, pratiche interdisciplinari e momenti condivisi, propone un’esperienza immersiva di una settimana in cui il territorio viene letto e reinterpretato, anche nelle sue zone meno frequentate o apparentemente marginali.
Finora i quartieri studiati del Mendrisiotto sono stati: Rime Brecch (2022), Acqua Fresca (2023), Rancate, Mendrisio nord (2024), Ligornetto, Genestrerio e Besazio (2025).
Contatto: +41 (0)78 8034040; mail@transversal-territory.org; www.transversal-territory.org
Nelle foto (@USI): i docenti Mansoure Aalaii e Antoine de Perrot; locandina Transversal Territory 2026.
Galleria di base del San Gottardo, la svolta del trasporto ferroviario europeo
Il 1° giugno 2016 aprì di fatto le porte al futuro del trasporto pubblico in Svizzera e ridisegnò le coordinate ferroviarie europee. Da allora la Galleria di base del San Gottardo, la galleria ferroviaria più lunga al mondo, ha visto transitare sui suoi cinquantasette chilometri di lunghezza 276.000 treni merci e 169.000 treni passeggeri.
I collegamenti tra il nord e il sud della Svizzera e dell’Europa, lungo l’asse del traffico merci Genova–Rotterdam, sono radicalmente mutati. Insieme ai tunnel di base del Monte Ceneri, grazie al quale il traffico regionale in Ticino è profondamente cambiato con la nascita di una S-Bahn, e del Lötschberg, costituisce il cuore della Nuova ferrovia transalpina (Nfta).
Con la ferrovia di pianura e il corridoio di quattro metri i convogli viaggiano ora a velocità più elevate e possono trainare un maggior numero di carri con carichi più pesanti rispetto alla vecchia linea di montagna.
Il completamento della Galleria di base del Monte Ceneri nel 2020 ha reso la Svizzera interna ancora più vicina.
Da allora il Ticino beneficia di una S-Bahn efficiente con tempi di percorrenza dimezzati nel triangolo composto da Lugano, Locarno e Bellinzona. Il traffico merci è diventato più rapido. I convogli possono viaggiare a velocità più elevate e trainare un maggior numero di carri con carichi più pesanti rispetto alla vecchia linea di montagna.
MANUTENZIONE
A tutt’oggi, poi, conserva la sua importanza la linea panoramica. Con 1400 passeggeri al giorno che la percorrono a bordo dei treni «Gottardo» della Schweizerische Südostbahn (Sob), la storica tratta di montagna, completata nel 1882, rimane una valida alternativa in caso di chiusura della galleria di base del San Gottardo, come attestato durante la chiusura parziale a causa del deragliamento nel 2023.
Per mantenere le elevate prestazioni della galleria, le Ferrovie Federali Svizzere investono ogni anno circa 35 milioni di franchi in manutenzione. L’elevata intensità di traffico genera usura da abrasione dei freni e dei materiali metallici, che viene rimossa con sistemi di pulizia robotizzati.
Oltre agli interventi di manutenzione notturni effettuati ogni fine settimana, sono necessari anche interventi a intervalli più lunghi. Tra questi rientra la sostituzione del sistema di comunicazione radio in galleria, la cui conclusione è prevista entro il 2027. Questi lavori assicurano che il tunnel rimanga operativo e sicuro per le generazioni future.
Nelle foto (@Ffs): Galleria di base del Gottardo; traffico 2025.
Lago d’Orta, Fabbriche del Gioco nel Parco della Fantasia
Si arricchisce nel Forum di Omegna, sul lago d’Orta, il percorso di intrattenimento educativo composto dal Museo Rodari e dal Moca–Museo omegnese del casalingo. Il Parco della Fantasia Gianni Rodari ha recentemente Inaugurato Le Fabbriche del Gioco, un terzo museo dedicato al mondo del giocattolo, della creatività manifatturiera e dell’immaginario legato all’infanzia.
L’iter museale, curato da Pino Boero, esperto di didattica rodariana, e realizzato con la creatività di Aurora Meccanica, si sviluppa come un grande viaggio ispirato all’universo del pedagogista e scrittore Gianni Rodari (Omegna 1920 - Roma 1980). I visitatori attraversano ambienti tematici, installazioni ludiche, giochi analogici e digitali, esperienze immersive e attività interattive pensate per famiglie, scuole e turisti.
“Le Fabbriche del Gioco” nasce con l’obiettivo di valorizzare la tradizione industriale e produttiva del territorio omegnese, storicamente legata al design, alla creatività e alla produzione di oggetti e giocattoli. A riconoscimento del suo progetto culturale ha concesso il suo patrocinio l’Assogiocattoli, associazione nazionale delle imprese del settore giocattolo, della prima infanzia, del carnevale, delle festività e dell’intrattenimento.
Nella foto (Parco Rodari): Omegna, Le fabbriche del gioco.
Avanza il Terzo Valico ferroviario fra Genova e Tortona
Altra tappa decisiva per la realizzazione del Terzo Valico ferroviario fra Genova e Tortona, uno dei passaggi più significativi e complessi dell’intera opera ferroviaria strategica che collegherà il sistema portuale ligure con il Nord Italia e l’Europa centrale.
A Voltaggio, nell’Alessandrino, il 21 maggio 2026 è stato abbattuto il diaframma sul secondo binario, direzione nord, della tratta Castagnola (comune di Fraconalto) - Vallemme (nel comune di Voltaggio). Alla cerimonia hanno partecipato il ministro delle infrastrutture e dei traporti Matteo Salvini, il commissario straordinario Calogero Mauceri e l’assessore regionale del Piemonte Enrico Bussalino.
L’intervento, realizzato dal General Contractor guidato da Webuild per conto di Rete Ferroviaria Italiana, segna il completamento di un tratto di circa 2,8 chilometri per ciascun binario scavato in condizioni geologiche particolarmente difficili, anche per la presenza di gas naturale, affrontate con soluzioni tecnologiche avanzate e rigorose misure di sicurezza.
Il Terzo Valico dei Giovi è una nuova linea ferroviaria ad alta velocità e alta capacità in costruzione in direzione sud-nord fra Genova e Tortona. Inserito nel Corridoio europeo Reno-Alpi della rete TEN-T, rivoluziona il trasporto ferroviario merci e passeggeri, riducendo fino a circa un’ora i tempi di percorrenza tra Genova e Milano e aumentando capacità e affidabilità del trasporto ferroviario, in particolare per il traffico merci.
Quando entrerà in funzione, il Terzo Valico consentirà sia di potenziare i collegamenti merci tra la Liguria, il Nord Italia e l’Europa, sia di rendere più veloci i collegamenti passeggeri fra Genova, Torino e Milano. Ad oggi gli scavi hanno superato gli 83 chilometri di gallerie realizzate su circa 86,9 complessivi, raggiungendo circa il 96% degli scavi in galleria lungo il tracciato complessivo dell’opera. Il costo ad oggi finanziato è di 8,498 miliardi di euro.
Nella foto (Piemonte Informa): abbattimento del diaframma Castagnola-Vallemme.
Galleria del San Gottardo, in funzione i rilevatori di deragliamento
Nella galleria di base del San Gottardo la rottura di una ruota causò, nell’agosto 2023, il deragliamento di un treno merci. Per prevenire eventi di questo tipo e ridurre l’impatto in caso di incidente, le Ferrovie Federali Svizzere hanno avviato una serie di misure per incrementare la sicurezza del traffico merci internazionale su rotaia.
RILEVATORI AI PORTALI
In una decina di punti della linea che conduce alla galleria di base del San Gottardo, nella notte tra il 10 e l’11 maggio 2026, le Ffs hanno messo in servizio rilevatori di deragliamento, installati su una sezione particolarmente sensibile, in particolare prima del cambio di binario ai portali della galleria di base del San Gottardo. Su questa tratta, infatti, sia i treni viaggiatori sia i treni merci circolano a velocità elevata e, per cambiare binario, devono percorrere i cosiddetti scambi ad alta velocità.
Questi rilevatori sono l’unica tecnologia infrastrutturale comprovata per rilevare un deragliamento. Nel caso, ritenuto improbabile, di un nuovo incidente, il loro obiettivo è evitare la collisione tra due treni.
I rilevatori non sono tuttavia in grado di evitare i deragliamenti. Indispensabile è pertanto una migliore manutenzione dei carri merci e un adeguamento delle norme in materia di responsabilità civile per il traffico merci su rotaia.
MANUTENZIONE CARRI MERCI
Cuore del problema è un miglioramento drastico della manutenzione dei carri merci.
Oggi, in caso di incidente per un difetto del carro, la responsabilità ricade sull’impresa di trasporto ferroviario e non sul detentore del carro, che conseguentemente rimane poco incentivato a investire più del minimo indispensabile nella sicurezza.
Senza la modifica del diritto in materia di responsabilità civile anche la più avanzata tecnologia non basta. Per le Ffs le disposizioni emanate dall’Ufficio federale dei trasporti vanno nella giusta direzione e concorrono a un’equa ripartizione dei rischi nel traffico merci su rotaia.
Nella foto (Ffs): Galleria Gottardo, rilevatori di deragliamento.
Treni, collegamento diretto anche Svizzera–Londra
È già la principale destinazione del traffico aereo dalla Svizzera, ma è pure consistente la domanda da parte della clientela di collegamenti ferroviari diretti con il Regno Unito. Secondo alcuni studi, esistono buone possibilità di mercato e aspettative dei viaggiatori internazionali per collegamenti ferroviari diretti con un tempo di percorrenza di sei ore tra Zurigo e Londra, di cinque ore tra Basilea e Londra e di cinque ore e mezzo tra Ginevra e Londra.
A marzo 2026 Ferrovie Federali Svizzere e Sncf Voyageurs si sono accordate per sviluppare nuove linee. A ruota, l’11 maggio 2026, le due imprese hanno compiuto un ulteriore passo, firmando insieme con Eurostar un memorandum d’intesa per un collegamento diretto tra la Svizzera e Londra.
La composizione dell’alleanza è ideale per rispondere a questa sfida: Sncf Voyageurs lavora già in stretta collaborazione con le Ffs e un collegamento diretto con Londra circolerebbe sul territorio francese, mentre Eurostar gestisce da oltre trent’anni anni i collegamenti ferroviari attraverso l’Eurotunnel tra l’Europa continentale e il Regno Unito.
Il passo successivo a quella che viene considerata una pietra miliare è l’analisi di possibili orari e concetti d’esercizio. I risultati serviranno a definire le tappe più importanti per l’eventuale introduzione di un collegamento diretto dalla Svizzera a Londra.
I tre partner mirano a offrire il più rapidamente possibile un collegamento diretto con Londra e portano avanti il progetto con continuità. Tuttavia, all’introduzione della nuova offerta si arriverà attraverso diverse tappe, tra cui la preparazione delle formalità di ingresso, delle infrastrutture necessarie e di accordi intergovernativi, oltre alla messa a disposizione di treni e tracce adeguate. L’attuazione sarebbe fattibile al più presto nel corso degli anni 2030.
Nella foto (Daniele Cazzaniga): Londra.
Varese, le “matricole” di piazza Monte Grappa
I prossimi studenti di Giurisprudenza a Varese saranno matricole di un modello che è già sperimentato in diversi atenei e prevede l’insediamento delle attività didattiche giuridiche, economiche e umanistiche nei centri urbani.
Il 30 marzo 2026 la rettrice dell’Università dell’Insubria Maria Pierro e il presidente della Camera di commercio Mauro Vitiello hanno firmato un accordo quadro, che destina per dieci anni all’ateneo una porzione dell’edificio camerale nel cuore della città.
La nuova sede sarà riservata agli iscritti al corso di laurea magistrale a ciclo unico in Giurisprudenza, attualmente erogato al Campus di Bizzozero, che oggi conta circa trecentocinquanta studenti complessivi con oltre centotrenta matricole.
L’immobile verrà adeguato, a carico della Camera di commercio, alla realizzazione di due aule da novanta/cento posti ciascuna, spazi comuni per gli studenti – sale studio e aree ristoro –, uffici per i docenti e un ufficio di segreteria. In attesa del completamento dei lavori, una parte dell’immobile già ritenuta idonea all’uso universitario, tra cui la Sala Campiotti, verrà ceduta in concessione transitoria. Le attività didattiche prenderanno avvio già da settembre con l’inizio dell’anno accademico 2026-2027.
L’accordo tra Università e Camera di commercio non si limita a questo. È prevista anche una collaborazione articolata su più fronti: promozione di tirocini curriculari ed extracurriculari; innovazione e sviluppo territoriale attraverso progetti di ricerca condivisi in ambito giuridico ed economico e iniziative comuni; rigenerazione urbana e attrattività con eventi, attività culturali e scientifiche nel centro cittadino, orientamento per gli studenti e collaborazioni con le istituzioni locali.
Nella foto (Uninsubria): accordo tra Uninsubria e Camera di Commercio Varese.
Rho Fiera Milano, un Salone sempre più Mobile
Lo si percepiva già tra i padiglioni e la conferma è arrivata dai numeri ufficiali, l’edizione numero 62 del Salone del Mobile, tenutasi a Rho Fiera Milano dal 16 al 21 aprile 2024, ha visto un aumento di tutti gli indicatori, dimostrando di essere la fiera di settore più importante a livello internazionale.
Parlano le classifiche. Si sono registrate 370.824 presenze complessive, con un +20.2% rispetto al 2023. Aumento del +28,6% degli operatori, con un 65,6% che arrivano dall’estero: Cina al primo posto, seguita da Germania, Spagna, Brasile, Francia. Presenze incrementate anche per giornalisti (5.552 accreditati), pubblico (36.122) e studenti (14.683, +28.6%). Un ulteriore riconoscimento della preminenza internazionale del Salone e dell’intero settore è arrivato inoltre dallo scegliere Milano e la sua rassegna per celebrare la Prima Giornata Nazionale del Made in Italy.
Numeri a parte, la visita in prima persona a padiglioni e Fuorisalone - un caleidoscopio di prodotti di ultima generazionei, showroom, allestimenti in palazzi storici, performance, mostre, conferenze che coinvolge l’intera città - ha evidenziato sì la forza catalizzatrice a livello internazionale dell’evento, ma anche i rischi del sovraffollamento.
Mercoledì 17 accedere ai padiglioni richiedeva una buona dose di pazienza: gli stand delle aziende più note avevano code e code all’ingresso - accade da qualche edizione - e una volta sbarcati all'interno la ressa era tale da far fatica a informarsi su nuove produzioni, specifiche e aspetti tecnici. Molti stand hanno puntato all’instagrammabilità piuttosto che al contatto con gli operatori, per la felicità dei presenti stranieri.
Soluzioni e ideazioni interessanti ce n’erano? Eccome! In quantità e qualità, il Salone non delude. Proprio per questo, è un peccato che approcciare, vagliare e “fare propria” tale offerta, soprattutto da parte dei vari mondi professionali, fosse reso difficile dallo stesso successo della manifestazione.
Fuori dai padiglioni si respirava l’aria del Fuorisalone, e questa è una novità probabilmente collegata con il ridisegno del percorso di fruizione realizzato quest’anno. Lungo corso Italia si è moltiplicata l’offerta di champagne bar, dj-set, chioschi con tagliolini al tartufo e sandwich all’aragosta, forse per offrire agli operatori stranieri costretti a passare l’intera giornata in Fiera un anticipo dell’effetto party che si vive in città, e non far loro pensare che si stiano perdendo il meglio della festa.
Musica simile anche per il Fuorisalone in città. Giorni perfetti per coltivare le relazioni pubbliche, partecipare a proposte e conferenze come si fosse a un festival e dare un’occhiata alle novità, ma solo se si esce di casa con un mirato programma delle opportunità. Per informazioni dettagliate, meglio anche in questo caso prendere il nominativo del referente, il QR code del prodotto e rimandare la diretta o l'approfondimento al dopo fiera, una volta che gli stranieri abbiano preso l’aereo del rientro, i dj-set allestiti dagli showroom siano smontati, i furgoncini per i cocktail partiti, insomma, quando Milano riprende il suo ritmo - andante con brio - consueto, e si possono rimettere in ordine i pensieri senza quel divertente, festaiolo, internazionale, cacofonico mix di stimoli.
In attesa della prossima edizione.
Carla Iurilli
Long Covid, ipertensione arteriosa, ictus e infarto tra gli effetti del virus
Negli ultimi mesi diversi studi scientifici hanno dimostrato che l’ipertensione arteriosa di nuova insorgenza è una sequela (Long Covid) dell’infezione da Sars-CoV-2. Le dimensioni del problema e i meccanismi responsabili sono stati spiegati in un articolo dell’Università dell’Insubria, firmato dal professor Fabio Angeli con Martina Zappa, biotecnologa dell’Insubria, e Paolo Verdecchia, ricercatore cardiovascolare di Perugia, e pubblicato il 17 ottobre 2023 nella sezione «Clinical Insights» della rivista European Journal of Internal Medicine.
Grandi database hanno analizzato i dati per un totale di quasi un milione di persone ed è emerso che l’insorgenza di valori pressori superiori alla norma interessa il 9% di chi è stato colpito da Covid-19 (quasi il doppio dell’incidenza osservata nella popolazione non colpita dall’infezione). In altre parole, nove persone su cento con Covid-19 svilupperanno nei mesi successivi alla fase acuta dell’infezione abnormi livelli di pressione arteriosa.
Già in altri importanti articoli Fabio Angeli, Martina Zappa e Paolo Verdecchia hanno spiegato come il Covid-19 generi complicanze cardiovascolari; nel nuovo lavoro chiamano in causa gli effetti dei frammenti del virus, che, permanendo per mesi nel nostro organismo dopo l’infezione acuta, alterano le capacità dei nostri meccanismi regolatori.
«In considerazione dell’elevato numero di infezioni da Sars-CoV-2 che si registra su scala mondiale», ha dichiarato Fabio Angeli, «l’insorgenza di uno stato ipertensivo dopo l’infezione è una delle sequele più allarmanti in termini epidemiologici anche perché espone i soggetti colpiti da questo fenomeno ad un aumentato rischio di eventi cardiovascolari come l’ictus e l’infarto».
Precisa e chiara la sua conclusione. «Uno screening per verificare i valori di pressione arteriosa nei mesi seguenti l’infezione ed eventualmente ridurli con la terapia per evitare eventi cardiovascolari - ha aggiunto - è oggi una delle priorità della cardiologia preventiva e merita appropriati e specifici percorsi e risorse».
Nella foto (Uninsubria): il professor Fabio Angeli.
Un giornale, tante storie
Cari lettori,
un piccolo annuncio connesso al Corriere del Verbano. Esce in questi giorni per l'editore Manni “Corpo 8”, romanzo in cui racconto dall'interno non tanto il giornale quanto le persone che lo crearono e le epoche cui appartennero. Vicende storiche e fatti del quotidiano che mi è piaciuto riannodare e a me stessa ricordare in tutta la loro varietà e intensità.
Ho ben presente come ci siano nuclei familiari che hanno seguito le edizioni scavalcando i decenni, con abbonamenti passati di padre in figlio e di luogo in luogo. Alcuni non hanno mai smesso di seguirlo il Corriere del Verbano addirittura dalla fondazione e i discendenti ancora ci leggono nella formula digitale. Tradotto in anni, vuol dire 1879-2023. A loro ho ricorrentemente pensato mentre prendeva forma “Corpo 8”.
Proprio poche settimane fa mi è tornato tra le mani un indirizzario dei primi del Novecento, vissuto, leggibile però, con nomi e nomi che si sono perpetuati e ci hanno accompagnati senza interruzione in uno scambio reciproco, andato oltre la consuetudine.
Scrivere “Corpo 8” è stato naturale sbocco, il romanzo è venuto avanti da sé. Si è costruito pezzetto dietro pezzetto ogni volta che mi sono passati sotto gli occhi anniversari, annotazioni, lettere, documenti, schizzi, atti di nascita e di morte, fotografie amatissime; e vecchi impaginati, strappi di menabò, firme di collaboratori, cartellette tipografiche, residui di punzoni e matrici con l'amaro-dolce dell'inchiostro.
Nel tempo si setaccia si sperde si recupera si va e si torna dai mondi che ci hanno contenuti. L'ho quindi prima di tutto scritto per me il libro, semplicemente per affetto e perché ne ho sentito il bisogno; ma raccontare questa storia ha inevitabilmente significato ricomporre un bersò collettivo, dialogante, e con piacere vi faccio partecipi della sua nascita.
Elena Ciuti



















