Edizione n.21 di mercoledì 17 giugno 2026

Prima pagina

Lombardia, 800.000 euro per aree archeologiche e siti

In terra varesina finanziati 6 dei 23 progetti regionali

Ci sono anche sei aree archeologiche e siti Unesco del Varesotto tra i ventitré progetti finanziati con 800mila euro da un bando regionale della Lombardia. Sono: 1) parrocchia e 2) cripta di Santa Maria del Monte di Varese, 3) Golasecca Archeologia Multimediale, 4) chiesa di San Biagio di Cittiglio, 5) Monastero di Torba a Gornate Olona, 6) palafitta di Bodio Lomnago. Le graduatorie sono state annunciate il 29 luglio 2017 dall’assessora alle Culture, Identità e Autonomie Cristina Cappellini.
Questi i progetti finanziati in provincia di Varese, il soggetto beneficiario e la sede dell'intervento:
- BODIO LOMNAGO, 'Archeologia subacquea, promozione e divulgazione', Comune di Bodio Lomnago, contributo previsto: 14.000 euro.
La palafitta di Bodio e quella presso Cazzago Brabbia furono scoperte contemporaneamente all'Isolino nel 1863. A partire dal 2005 sono stati avviati interventi di archeologia subacquea ai fini di ricerca e tutela, delimitando il perimetro della palafitta e recuperando materiali in ceramica e selce. Il progetto prevede la realizzazione di una delimitazione galleggiante che consenta l'individuazione del sito di Bodio ai fini di informazione, tutela e sicurezza. A Cazzago Brabbia, invece, verrà effettuata una ricerca subacquea sulla palafitta Ponti per determinare e georeferenziare i limiti del sito e raccogliere campioni per le analisi archeologiche.
- CITTIGLIO, 'Studio e valorizzazione del sagrato della chiesa di San Biagio', Università degli Studi dell'Insubria, contributo previsto: 22.500 euro.
Il progetto intende proseguire le indagini archeologiche ed antropologiche dell'ex area cimiteriale esterna della chiesa di San Biagio in Cittiglio per giungere ad una migliore e completa contestualizzazione storico-archeologica e paleodemografica del sito. Il progetto prevede attività di rivalutazione e valorizzazione del sito attraverso un moderno approccio metodologico.
- GOLASECCA, 'Golasecca Archeologia Multimediale' (GAM), Comune di Golasecca, contributo previsto: 63.067 euro.
L'area di Golasecca fu il centro dell'omonima civiltà della prima Età del Ferro, presente nell'ambiente sud alpino fino alla confluenza del Ticino con il Po e caratterizzata dal rito crematorio e dalle tecniche in campo ceramico. Il progetto prevede la riorganizzazione dell'area espositiva di Golasecca, anche in raccordo con il museo di Sesto Calende, con la creazione di un Centro multimediale sulla Civiltà di Golasecca, di una Sala specialistica archeologica con l'esposizione dei reperti di proprietà dell'Amministrazione comunale e di una sala laboratorio con i servizi collaterali di educazione ambientale, laboratori interattivi, simulazione archeologica e animazione culturale. Verrà inoltre inserito un bookshop dedicato e verranno organizzate attività multimediali immersive e visite alla necropoli del Monsorino.
- GORNATE OLONA, MONASTERO DI TORBA, 'Il Cantiere della conoscenza. Studi e ricerche. 4ª campagna di scavo - anno 2017', Fai, Monastero di Torba, contributo previsto: 11.835 euro.
Il Monastero è di proprietà del Fai dal 1977, anno della donazione di Giulia Maria Mozzoni Crespi. Nel 2016 i visitatori sono stati 20.000. Dal 25 giugno 2011 l'area di Castelseprio-Torba con il Castrum, la Chiesa di Santa Maria Foris Portas e la Torre è iscritta nella Lista del Patrimonio mondiale dell'Unesco all'interno del sito seriale 'I Longobardi in Italia. I luoghi del potere (568-774 d.C.)'.
- VARESE, 'Il patrimonio tra ricerca e valorizzazione: dallo studio dei graffiti murari della Cripta, una riflessione sui valori del patrimonio culturale del Sacro Monte di Varese', Fondazione Paolo VI per il Sacro Monte di Varese, Varese, contributo previsto: 25.856 euro.
- VARESE, 'Sacri Monti del Piemonte e della Lombardia: una mostra fotografica per la valorizzazione e come strumento per un nuovo progetto di comunicazione', parrocchia di Santa Maria del Monte (Varese), Varese, contributo previsto: 17.984 euro.
I nove Sacri Monti dell'Italia settentrionale, eretti tra il XVI e il XVII secolo, sono stati iscritti nel 2003 nella Lista del Patrimonio mondiale dell'Umanità riconosciuto dall'Unesco. La teoria di cappelle, che attraverso statue, dipinti ed affreschi racconta episodi e misteri della vita sacra, si amalgama con l'accogliente contesto naturale ed ambientale e contribuisce a definire i lineamenti di ciascun complesso monumentale.
Il progetto prevede, tra l’altro, il rilievo di tutti i graffiti presenti nella Cripta del Sacro Monte, riaperta grazie al contributo della Regione Lombardia, la loro documentazione attraverso una campagna fotografica e lo studio e classificazione del singolo graffito per una valutazione e un inquadramento storico-sociale. 

Ispra, inaugurato l’Osservatorio atmosferico europeo

Intervenuti al Joint Research Center il Commissario europeo Tibor Navracsics e il governatore Roberto Maroni
Ispra, centralina atmosferica.jpg

A Ispra (Varese) il Joint Research Center ha inaugurato, il 10 luglio 2017, il nuovo Osservatorio atmosferico europeo. Alla cerimonia hanno preso parte il Commissario europeo all'educazione, cultura e giovani, l'ungherese Tibor Navracsics, e il governatore della Lombardia Roberto Maroni insieme con l'assessora regionale all'Istruzione Valentina Aprea.
La centralina - una torre alta 100 metri - è dotata di sensori per la misurazione della temperatura, dell'umidità, della pressione, dei raggi solari e delle precipitazioni. La torre, che certifica la qualità dell'aria, può rilevare gli inquinanti e sarà utilizzata anche da Arpa.

Piemonte, recupero e restauro dei monumenti della Resistenza

Pubblicato bando regionale per 50 mila euro nel 2017

In Piemonte saranno finanziati il recupero e il restauro di monumenti, aree e immobili legati a luoghi teatro degli episodi più significativi della Lotta di Liberazione e aventi valore di testimonianza storica. Il bando regionale è stato pubblicato nei giorni scorsi. Le domande di contributo per l’anno 2017 devono essere presentate entro il 31 luglio.
Già nel 1985 era stata approvata una legge regionale (la n. 41) finalizzata alla valorizzazione dei luoghi legati alla Resistenza e alla lotta di Liberazione, ma su quella legge da diversi anni non venivano più messe risorse. «In occasione dell’approvazione del bilancio di previsione», ha spiegato il vicepresidente del Consiglio regionale - e presidente del Comitato Resistenza e Costituzione - Nino Boeti, «abbiamo rifinanziato la legge con 50mila euro, il che consentirà di effettuare interventi di recupero e restauro su monumenti già esistenti». 

Milano, i tappeti persiani del Museo Poldi Pezzoli

Opera centrale della mostra, aperta fino al 18 settembre 2017, il tappeto “delle Tigri” del XVI secolo
Tappeto 'Delle Tigri'

Dal 24 giugno a Milano il Museo Poldi Pezzoli espone fino al 18 settembre 2017, con il patrocinio del Consolato Generale della Repubblica Islamica dell'Iran, la propria collezione di tappeti persiani. Opera centrale è lo straordinario tappeto Safavide del XVI secolo detto “delle Tigri”, solitamente conservato nei depositi del museo, presentato in dialogo con il famoso tappeto “di Caccia” della prima metà del XVI secolo.
Il manufatto, acquistato dallo stesso Gian Giacomo Poldi Pezzoli in un’asta privata nel 1855, fu prodotto circa 450 anni fa nell'Iran centrale, ed è uno dei rari esemplari, oggi in Italia, di tappeti creati per la corte reale di Shah Tahmasp, sovrano della dinastia persiana Safavide fra il 1525 e il 1576. Il tappeto è presentato in dialogo con il famoso tappeto “di Caccia” della prima metà del XVI secolo, sempre persiano, in deposito al Poldi Pezzoli dal 1923. A completamento dell’esposizione, un tappeto Herat e un tappeto Isfahan.
Per motivi conservativi i tappeti sono esposti a rotazione e per periodi limitati di tempo. La mostra è un’occasione per ammirare opere “nascoste” e approfondire la conoscenza dell’arte della tessitura dei tappeti.
Apertura museo: da mercoledì a lunedì, dalle 10 alle 18; chiuso il martedì. Ingresso: 10 euro; 7 euro ridotto.
Nella foto: tappeto detto “delle Tigri” - particolare Persia centrale, XVI secolo, © Milano, Museo Poldi Pezzoli. 

Cannero Riviera, sostegno Nato per bambini ipovedenti

Donazione del Comando di reazione rapida di Solbiate Olona al Progetto Autonomia della Fondazione Robert Hollman

Il comando di Corpo d'armata di reazione rapida della Nato in Italia (NRDC-ITA) di Solbiate Olona (Varese) partecipa con una donazione al Progetto Autonomia della Fondazione Robert Hollman di Cannero Riviera (Verbania) a favore di bambini ipovedenti. A Cannero, il 14 giugno 2017, il colonnello Armando Rainaldi e il tenente colonnello Jurgen Muntenaar hanno consegnato un assegno simbolico al direttore clinico della Fondazione Robert Hollman, Vittorina Schoch, e alla vicedirettrice del Centro di Cannero, Josée Lanners. Presente anche il sindaco di Cannero Riviera Federico Carmine.
La donazione è stata il frutto di una sottoscrizione promossa in occasione dell’annuale Festa di Gala del 19 maggio scorso e aperta a tutto il personale della Caserma “Ugo Mara” di Solbiate Olona. La sua realizzazione rientra tra le iniziative solidali e benefiche del Comando Nato Italia nei confronti delle associazioni territoriali impegnate in servizi di assistenza e sostegno alla persona.

FONDAZIONE HOLLMAN
La Fondazione Robert Hollman, attiva dal 1979, si occupa di bambini e adolescenti (fino ai 14 anni) con deficit visivi e gestisce in Italia due centri, l’uno a Cannero Riviera l’altro a Padova. Il  Progetto Autonomia è un percorso continuativo di accompagnamento e sostegno, basato su una serie di interventi e di strumenti di orientamento spaziale dei bambini e degli adolescenti non vedenti e ipovedenti.
Il Centro di Cannero Riviera propone una presa in carico con soggiorni residenziali per bambini da 0 a 4 anni (in condizione di cecità o di ipovisione) e per le loro famiglie, offrendo sostegno alla genitorialità, interventi precoci psico-educativi e ludico-espressivi e  di riabilitazione neurovisiva e neuropsicomotoria. Il primo soggiorno dura tre settimane ed è seguito da ulteriori soggiorni di una settimana. Ogni soggiorno offre la possibilità di condivisione dell’esperienza con altre famiglie, in un progetto personalizzato per ogni singolo nucleo familiare.

Piemonte, la regione più verde d’Italia

A Torino illustrati in un convegno i dati della Carta forestale regionale

È il Piemonte la regione con la più ampia superficie forestale in Italia. In quindici anni, dal 2000 al 2015, i boschi si sono incrementati di oltre 57 mila ettari, occupando il 38% del territorio. Sono alcuni dei dati emersi il 7 giugno 2017 a Torino dal convegno su “Piano forestale regionale, carta forestale, trasformazione del bosco e ‘non bosco’”, organizzato dalla Regione Piemonte.
Il convegno ha chiuso una serie di incontri  svoltisi in tutta la regione sul tema del “bosco e non bosco”. Fra i temi affrontati, la tutela e gestione attiva e sostenibile del bosco, la conservazione della biodiversità delle piante, il riconoscimento del valore delle attività forestali per il presidio e la conservazione dell’identità del territorio.
SUL PODIO CUNEO, TORINO E ALESSANDRIA
Con un totale di circa un milione di ettari, il Piemonte risulta la regione italiana con la più ampia superficie forestale arborea. Le province che hanno registrato un incremento maggiore sono Torino e Alessandria, anche se Cuneo rimane la provincia con più boschi.
I dati sulla superficie dei boschi sono emersi dalla Carta forestale del Piemonte, aggiornata da Ipla nel 2016 e pubblicata nel 2017, insieme ai dati complementari relativi ad arboricoltura da legno, formazioni lineari e superfici forestali con copertura inferiore al 20%.  

Galleria di base del San Gottardo, a fine 2020 traffico di 260 treni merci da 750 metri

La sua piena capacità inizierà con la messa in servizio della galleria di base del Ceneri e del corridoio di 4 metri – Proseguono i lavori di adeguamento lato Italia ai valichi di Chiasso, Luino e Domodossola

Nel traffico merci sull’asse del San Gottardo vengono generalmente rispettati i tempi di transito previsti e talvolta si registrano anche anticipi di percorrenza. Dopo i bassi volumi delle prime settimane di esercizio, riconducibili a motivi stagionali, da febbraio 2017 il traffico merci ha raggiunto i volumi regolari.
Nei giorni lavorativi, come hanno reso noto le Ferrovie Federali Svizzere, attraverso la GbG (Galleria di base del Gottardo) circolano fino a 120 treni merci: i carichi quotidiani trasportati sono pari a circa 67.000 tonnellate, che equivalgono a 5.576 corse in camion in meno. Dell’attuale capacità di traccia della GbG, ora ridotta a causa dei cantieri, pari a 170 treni merci, viene quindi sfruttato il 67%. 

Il traffico merci raggiungerà la sua piena capacità a fine 2020, con la messa in servizio della galleria di base del Ceneri e del corridoio di 4 metri. A quel punto ogni giorno potranno circolare fino a 260 treni merci da 750 metri.
POTENZIAMENTO IN ITALIA
Potenziamenti tecnologici e infrastrutturali, riduzione dei tempi di velocità, nuovi collegamenti. Questi i principali fronti su cui Rete Ferroviaria Italiana è impegnata per garantire lo sviluppo dei collegamenti Italia–Svizzera. A presentare nel dettaglio gli impegni di Rete Ferroviaria Italiana (RFI) è stato il direttore commerciale ed esercizio rete Gianpiero Strisciuglio.
Le linee ferroviarie italiane di collegamento con la Svizzera e inserite nel Corridoio europeo TEN-T Reno-Alpi sono interessate da interventi di potenziamento infrastrutturale e tecnologico.
“AUTOSTRADA VIAGGIANTE” DI 390 TRENI/GIORNO
I lavori prevedono: 1) l’adeguamento della sagoma limite, che permetterà il transito di carichi alti quattro metri allo spigolo, la cosiddetta “autostrada viaggiante” (motrici e semirimorchi caricati su carri ferroviari) e i container High Cube; 2) l’adeguamento del modulo dei binari allo standard europeo di 750 metri, lunghezza massima dei binari per la sosta e la precedenza nelle stazioni e nei principali terminal merci; 3) l’installazione di tecnologie di ultima generazione per incrementare la capacità di traffico, sia merci sia viaggiatori, delle linee ferroviarie. 

TRAFFICO MERCI CHIASSO, LUINO E DOMODOSSOLA
Nel 2020, quando in Svizzera sarà operativa la galleria del Ceneri e saranno conclusi tutti gli interventi sia lato Italia sia lato Svizzera, la capacità di traffico merci sarà di 390 treni/giorno, contro i 290 di oggi, di cui 170 al valico di Chiasso, 90 al valico di Luino e 130 al valico di Domodossola, con sensibili miglioramenti sul fronte della regolarità e della puntualità del traffico ferroviario.
DAL 2021 MILANO-ZURIGO IN MENO DI TRE ORE
Inoltre, gli interventi programmati permetteranno di collegare Milano a Zurigo dal 2021 in meno di tre ore, guadagnando ulteriori 30 minuti rispetto agli attuali tempi di viaggio, già ridotti grazie al Tunnel di Base del San Gottardo.
A dicembre 2017 entrerà in esercizio la nuova linea Arcisate-Stabio che collegherà Varese con il Canton Ticino e Como e permetterà di raggiungere l’aeroporto internazionale di Milano Malpensa dalle città della Svizzera centrale e meridionale e connettere le direttrici del Sempione e del Gottardo grazie all’interscambio ferroviario di Gallarate.
OBIETTIVO ITALIANO 2030
Infine, è prevista per fasi l’installazione del sistema ERTMS sulle linee di Valico Italia-Svizzera, che rappresenta il linguaggio comune europeo per l’interoperabilità del traffico e la circolazione di treni di diversa nazionalità sulle linee ferroviarie del continente. L’obiettivo è creare uno standard unico che permetta il viaggio tra due o più Paesi senza fermate nelle località di confine.
Gli interventi rientrano nella cura del ferro, voluta dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti italiano, per rendere competitivo il trasporto su ferro di passeggeri e merci e raggiungere l’obiettivo di trasferire su rotaia entro il 2030 il 30% del traffico merci, per percorrenze oltre i 300 km, e il 50% nel 2050, così come indica il Libro Bianco dei Trasporti dell’Unione Europea. 

Valtellina, uno scenario dalle miniere al golf, dalla canoa ai concerti

Appuntamenti di sport, tradizioni e natura tra Sondrio e Valmalenco
Miniera Brusada Ponticelli Lanzada

Dalle visite in miniera al gioco del golf, dalle mostre e conferenze alle gare di canoa, dai concerti ai percorsi ciclabili tra meleti e vigneti. È la tavolozza turistica della Valtellina in programma tra Sondrio e Valmalenco da aprile a maggio.
È entrata nel vivo, e proseguirà fino al 21 maggio, la quarantesima Ponte in Fiore, un ventaglio di mostre, concerti, conferenze, teatro, musica, folclore e sport nell'Atene della Valtellina (www.biblioponte.eu). In Valmalenco, invece, molto interesse ha suscitato il doppio appuntamento a Lanzada con la miniera dismessa Bagnada e la sempre attiva miniera Brusada Ponticelli. Altro appuntamento attrattivo è il golf nel centro storico di Sondrio e nel vicino Golf Club Valtellina con Street Golf Sondrio.
DALL’ACQUA ALLE CORTI
Ma Sondrio e Valmalenco sono territorio legato indissolubilmente all'acqua. Il primo weekend di maggio Piateda ospiterà il campionato italiano di canoa, specialità discesa. Corollario delle competizioni sarà il calendario di appuntamenti sportivi, culturali e naturalistici Valtellina Adda Festival.
A Sondrio, poi, sempre domenica 7 maggio, i turisti potranno visitare la Fiera di maggio. A Chiuro, invece, debutterà il 31 maggio La Corta delle Corti, una nuova competizione sul palcoscenico della corsa su strada. A rendere unica la gara tra alcune delle corti più caratteristiche del paese saranno la scenografia e anche l’orario della manifestazione, che si svilupperà a partire dalle 19.
Non mancano le attrazioni per bikers e amanti della pesca. Il Consorzio Turistico suggerisce di scoprire suggestivi percorsi “in bicicletta tra meleti e vigneti ” o di pescare nei paesaggi del fiume Adda e della Valmalenco. 

Varese, scoperta sui tumori da virus

Premio internazionale a una ricerca condotta dall’équipe del professor Roberto Accolla nell’Università dell’Insubria

L’argomento è molto tecnico, ma di portata, per tutti, immediatamente percepibile. Nel campo della lotta ai tumori la scienza progredisce a passi da gigante e una recente scoperta di studiosi varesini aggiunge un altro mattone alla costruzione di un futuro pieno di risultati. A Varese l’Università dell’Insubria ha effettuato una ricerca che a Tokio, il 10 marzo 2017, ha riscosso il riconoscimento del 18° Congresso mondiale della International Retrovirology Association per il professor Roberto Accolla, ordinario di Patologia generale.
Il gruppo diretto da Accolla - e in particolare il dottorando di Medicina sperimentale e traslazionale Marco Baratella e la ricercatrice del laboratorio di Patologia generale e Immunologia Greta Forlani - ha dimostrato che la proteina virale HBZ è espressa specificamente nel citoplasma delle cellule dei pazienti con Paraparesi Spastica Tropicale, mentre non è espressa o si localizza in altre sedi in tutti gli altri soggetti infettati dal virus, inclusi i pazienti leucemici.
SCOPERTA
<Il riconoscimento - spiega Accolla - è stato attribuito per la nostra recente scoperta, pubblicata nella rivista scientifica PLoS NTD, riguardante l’espressione differenziale e la localizzazione subcellulare della proteina oncogenica HBZ del virus HTLV-1 in pazienti infetti. Il virus HTLV-1, il primo retrovirus oncogeno umano scoperto agli inizi degli anni ’80, ha infettato attualmente più di 20 milioni di persone al mondo ed è l’agente causale, nel 5-7% dei soggetti infettati, di una leucemia delle cellule linfocitarie T umane nell’adulto allo stato ancora intrattabile da un punto di vista clinico e letale in pochi mesi>.
Secondo il professor Accolla, <gli effetti dell’infezione da parte del retrovirus HTLV-1 si fanno sentire anche sul sistema nervoso producendo nel 4-5% dei soggetti infettati una sindrome infiammatoria cronica altamente debilitante, anch’essa dall’esito infausto, che prende il nome di Paraparesi Spastica Tropicale o TSP perché molto diffusa nelle regioni tropicali e nella regione subsahariana>.
RILEVANZA
Quale la portata della ricerca? <La scoperta – ha precisato Accolla - rappresenta la prima dimostrazione dell’esistenza di un marcatore a localizzazione definita nella malattia neurologica e permette quindi di formulare la diagnosi di Paraparesi Spastica Tropicale indotta da virus in maniera precisa e specifica>.
Non è tutto. <Il fatto di avere a disposizione questo criterio diagnostico molecolare e cellulare - continua la spiegazione - ci permetterà di comprendere meglio la patogenesi della malattia e di definire molto più precocemente l’evoluzione dell’infezione verso la sindrome neurologica invalidante, dandoci quindi la possibilità di approntare in un futuro prossimo mezzi terapeutici più appropriati per interrompere o ritardare in maniera significativa la malattia stessa>.

Canton Ticino e Lombardia, quella frontiera non solo geografica

Continua la serie di “incontri” e “verifiche” italiani contro cantieri e programmi politici elvetici

Mercoledì 29 marzo 2017, a Bellinzona, vertice del Gran Consiglio della Repubblica e Cantone Ticino con la presidenza della Lombardia. Sabato 1 aprile 2017 inizio chiusura notturna sperimentale (dalle 23 alle 5) per sei mesi di tre valichi minori di frontiera (Ponte Cremenaga, Novazzano-Marcetto, Pedrinate), senza preventiva informazione o accordo con la parte italiana. Martedì 7 aprile a Mezzana (Canton Ticino) riunione della Regio Insubrica dedicata alla “chiusura notturna dei valichi secondari tra la Svizzera e l’Italia” e, contemporaneamente, a Milano in Consiglio regionale approvazione mozione Pd contro la chiusura ma voto contrario della Lega…
Tra il Canton Ticino e la Lombardia (entrambi a guida centrodestra) continua la doccia scozzese a suon di belle parole (da parte italiana) e di perentorie decisioni (ticinesi) su libera circolazione e tutela lavoratori frontalieri, nuovo albo per le imprese artigiane, completamento Alptransit, Monte Ceneri, Arcisate-Stabio, strategia macroregionale Eusalp.
“CONFRONTO”
A Bellinzona, il 29 marzo, la delegazione lombarda, guidata dal presidente dell’assemblea Raffaele Cattaneo e composta dalla consigliera segretario Daniela Maroni (Lista Maroni) e dai consiglieri Mauro Piazza (Lombardia Popolare), Luca Gaffuri (PD), Silvia Fossati (Patto Civico) e Paola Macchi (M5Stelle) e Francesca Brianza (Lega), è stata accolta dal presidente del Gran Consiglio ticinese Fabio Badasci. L’incontro seguiva quello che si era tenuto - sempre su temi analoghi - nel luglio del 2013 a Milano, quando la delegazione ticinese era allora guidata dal presidente del Parlamento cantonale Alessandro Del Bufalo.
Quali i risultati? Questo il giudizio di Cattaneo: <Un incontro positivo che ci ha permesso di confrontarci e approfondire molte questioni, consapevoli che condividiamo frontiere comuni e quindi abbiamo interessi comuni a ricercare soluzioni condivise. Su alcuni temi già abbiamo trovato sintonia, su altri abbiamo avviato un dialogo e un confronto costruttivo con l'obiettivo di raggiungere la migliore mediazione possibile che rispetti le esigenze di tutti>.
Il Canton Ticino, insomma, va per la sua strada e la Lombardia <approfondisce>, <si confronta>, <ricerca soluzioni condivise> su temi spinosi come libera circolazione e legge sulle imprese artigianali (LIA), mobilità e infrastrutture, cooperazione transfrontaliera (Eusalp).
FRONTALIERI…
Il 28 marzo – vigilia dell’incontro – in parlamento ticinese ha preso il via un progetto di legge che concretizza il principio della preferenza dei lavoratori svizzeri nelle assunzioni (conseguente allo scrutinio popolare ticinese sull’iniziativa costituzionale “Prima i nostri!”) e propone l'adozione di nuove misure contro il dumping salariale.
Nella sostanza il datore di lavoro ticinese potrà assumere un lavoratore proveniente da Paesi frontalieri solo se avrà dimostrato di non aver potuto assumere, a pari qualifica professionale, un candidato svizzero o straniero in possesso di speciale permesso di tipo C, B o L. Una iniziativa legislativa che il capo del gruppo parlamentare La Destra Gabriele Pinoja ha giustificato come misura motivata dalla crescente richiesta popolare ticinese di intervenire in tale direzione, spiegando che la disoccupazione nel Cantone ha raggiunto livelli record superiori al 6% e aumentano le richieste di ammortizzatori sociali.
…E ARTIGIANI
La legge LIA costringe le imprese artigiane interessate a lavorare in Cantone Ticino a iscriversi al nuovo albo LIA. I costi annuali possono raggiungere anche i 4.300 franchi (oltre 4mila euro) e richiedere un forte dispendio di tempo per l'espletamento delle relative pratiche burocratiche. Che cosa cambia? Per ora, nulla.
INFRASTRUTTURE
Ancora meno favorevole per l’Italia la questione dei trasporti. Il Canton Ticino può contare su progetti e opere sempre coerenti e realizzati. Sulla bretella ferroviaria Arcisate (Varese)-Stabio (Mendrisio) il Canton Ticino ha dalla sua una tratta conclusa entro i termini (2015), mentre la Lombardia attende – sempre facendo scongiuri – di tagliare il traguardo entro il prossimo dicembre 2017 (due anni di ritardo).
Entro poi il 2020 sarà inaugurata anche la Galleria Monte Ceneri, che completerà Alptransit, mentre sul fronte lombardo è ancora in ballo l’adeguamento della rete ferroviaria (gallerie, passaggi a livello, stazioni) al nuovo traffico.
Conclusione: mentre da parte italiana si spera ancora in “altri incontri” e “nuove verifiche” all’insegna probabilmente di una immaginaria sintonia politica, in Svizzera si marcia a colpi di lavori realizzati e tutele giuridiche immediate.

Condividi contenuti