Edizione n.21 di mercoledì 17 giugno 2026
Prima pagina
Piemonte, la Venere di Torino dai Musei Reali in Georgia
Con quella di Berlino e quella già in collezione privata a Ginevra è una delle tre Veneri attribuibili a Sandro Botticelli o alla sua bottega. È la Venere di Torino, che dal 4 ottobre al 30 novembre 2017 sarà esposta a Tbilisi, in Georgia, come rappresentante dell’Italia per il progetto Valori universali. Ai Musei Reali di Torino rimarrà in mostra fino al 28 settembre.
Con l’arrivo dell’autunno uno dei tesori più preziosi di proprietà dei Musei Reali riprende il suo tour come ambasciatore della cultura italiana nel mondo. A Tbilisi sarà collocato in una sala unica della Galleria del Museo Nazionale Georgiano. Il viaggio in Georgia s’inserisce tra le celebrazioni del venticinquesimo anniversario del ristabilimento delle relazioni diplomatiche italo-georgiane all’indomani dell’indipendenza georgiana nel quadro della dissoluzione dell’Urss..
BOTTICELLI E LE SUE VENERI
La Venere di Torino proviene dalla collezione Gualino. La prima traccia del dipinto risale al 1844, quando fu acquistata da un reverendo inglese, che in seguito la cedette a un barone. L’opera si pensava perduta nell’incendio della casa di quest’ultimo, ma fu ritrovata dagli eredi da cui la acquistò il grande collezionista biellese Riccardo Gualino. Nel 1930 la Venere divenne patrimonio della Galleria Sabauda, dove è possibile ammirarla quando l’opera, spesso chiesta in prestito ai Musei Reali, non si trova in giro per il mondo.
«La genesi della Venere di Torino – spiegano dai Musei Reali - è senz’altro da ricercarsi in La nascita di Venere, oggi custodita presso gli Uffizi di Firenze. Quest’ultima ottiene da subito un grandissimo successo, tanto che già all’epoca la committenza chiese che venissero realizzate altre immagini di questa straordinaria bellezza femminile».
Botticelli sceglie di ritrarre esclusivamente la figura della Venere, la fa stagliare sullo sfondo nero, quasi una scultura vivente; tra queste abbiamo tre testimonianze che sono arrivate fino a noi attribuibili a Sandro o alla sua bottega. Già durante la vita dell'artista, il mercante fiorentino Antonio Billi scriveva come Botticelli dipingesse bellissime donne nude e Giorgio Vasari, nelle sue Vite, confermava la testimonianza con queste parole: «Per la città, in diverse case fece tondi di sua mano, e femmine ignude assai». Solo tre Veneri sopravvivono, attribuibili a Sandro o alla sua bottega: la Venere di Berlino, quella di Torino e una già in collezione privata a Ginevra.
Bruxelles, all’Italia 1,2 miliardi per i terremoti del 2016 e 2017
Dall’Unione Europea sono stati destinati all’Italia 1,2 miliardi di euro a titolo di solidarietà per i terremoti del 2016 e 2017. Il 14 settembre 2017 l’Europarlamento ha accolto la proposta avanzata dalla Commissione.
La proposta deve ora essere adottata formalmente dal Consiglio. L'Italia dovrebbe ricevere il finanziamento in autunno. Come ha dichiarato il presidente della Commissione Juncker, l’importo eccezionale consentirà a Umbria, Lazio, Marche e Abruzzo di sanare le ferite e riprendersi e «aiuterà le persone che vivono in queste regioni a chiudere questo doloroso capitolo della loro storia e a costruire un nuovo futuro».
Consiglio europeo della ricerca, 605 milioni di euro a 406 ricercatori di punta in tutta Europa
Il Consiglio europeo della ricerca (CER) ha annunciato a inizio mese l'assegnazione di starting grants (sovvenzioni di avviamento) a quattrocentosei giovani ricercatori di tutta Europa. Il finanziamento, che ammonta a 605 milioni di euro e stanzia per ogni progetto fino a un massimo di 1,5 milioni, permetterà loro di costituire i propri team di ricerca e di perseguire le loro idee innovative. La percentuale di donne beneficiarie è la più alta mai registrata in un concorso lanciato dal CER e anche la varietà in termini di nazionalità è stata maggiore che in passato.
I ricercatori italiani si trovano il gradino più basso del podio, alle spalle dei tedeschi (65 vincitori) e dei francesi (48), con 43 vincitori (19 donne e 24 uomini). Di questi 43,17 svilupperanno il loro progetto CER in Italia e 26 all'estero.
Se si aggiungono due vincitori non italiani, sono in totale diciannove i progetti ospitati in Italia: tre ciascuno all'Università di Padova e alla Sapienza, due ciascuno all'Università di Trento e a Ca' Foscari a Venezia, e uno ciascuno all'Università di Torino, all'Università Federico II di Napoli, all'Università Bocconi, alla Fondazione Centro San Raffaele, all'Università Statale di Milano, alla Fondazione Telethon, all'Università di Verona, alla SISSA di Trieste e al CNR.
In tutta Europa i nuovi beneficiari lavoreranno in un'ampia gamma di settori, dalla ricerca sanitaria sulle infezioni croniche o l'asma alla gestione delle catastrofi, dalla sicurezza delle reti ai cambiamenti climatici. Le ricerche sovvenzionate coprono tutte le discipline. I finanziamenti sono assegnati nell'ambito del pilastro Eccellenza scientifica di Horizon 2020, il programma dell'UE per la ricerca e l'innovazione.
Il 40% dei vincitori sono donne. Le candidate hanno superato gli uomini nell'aggiudicarsi i finanziamenti (14,5% e 12,7% rispettivamente). Le sovvenzioni del CER sono assegnate ai ricercatori di qualunque nazionalità stabiliti o che vogliano trasferirsi in Europa. I beneficiari saranno ospitati in 23 Paesi europei, in particolare nel Regno Unito (79), in Germania (67) e in Francia (53).
I vincitori del concorso di quest'anno sono di 48 nazionalità diverse, il numero più alto mai registrato dalla fondazione del CER. Quarantacinque assegnatari sono cittadini non europei, molti di loro già stabiliti in Europa; fra questi anche 17 americani. Diciotto ricercatori, tra cui 13 europei, si trasferiranno in Europa per portare a termine i loro progetti. Il CER ha ricevuto 3085 proposte, circa il 13% delle quali è stato finanziato.
Gli Starting grants
Gli Starting grants sono assegnati ai ricercatori di ogni nazionalità con un'esperienza dai due ai sette anni dal completamento del dottorato di ricerca (o titolo universitario equivalente) e con una comprovata esperienza in campo scientifico che ne dimostri le potenzialità. La ricerca deve essere condotta in un istituto di ricerca pubblico o privato con sede in uno dei Paesi membri dell'Unione Europea o dei Paesi associati. Il finanziamento, fino a 1,5 milioni di euro, viene erogato per una durata massima di cinque anni. Due terzi del bilancio del CER è destinato ai ricercatori agli inizi della carriera – i programmi Starting grants e Consolidator grants – e i relativi bandi sono pubblicati una volta all'anno.
Il Consiglio europeo della ricerca, istituito dall'Unione Europea nel 2007, è il primo ente europeo di finanziamento della ricerca d'avanguardia. Ogni anno seleziona e finanzia i migliori ricercatori creativi di tutte le nazionalità e le età per sviluppare progetti basati in Europa. Tre i programmi di finanziamento principali: starting grants, consolidator grants e advanced grants. Un ulteriore programma di finanziamento, sinergy grants, è stato rilanciato nel 2017.
Ad oggi il CER ha finanziato circa 7000 ricercatori d'eccellenza in diverse fasi della carriera ed oltre 50 mila tra studenti di dottorato, post-dottorato e altro personale dei loro gruppi di ricerca.
Svizzera, shuttle a guida autonoma nel trasporto urbano
Nel trasporto urbano di Zugo circoleranno, per la prima volta in Svizzera, veicoli a guida autonoma. Dall’estate 2017 due shuttle automatizzati circoleranno tra la stazione e il polo tecnologico e saranno gradualmente integrati nel sistema di trasporto e di mobilità urbano. Veicoli autonomi elettrici, prodotti dall’azienda Local Motors di Berlino, affronteranno percorsi e offerta continuamente più complessi.
Il progetto pilota coinvolge le Ferrovie Federali Svizzere, la Mobility Carsharing, la Zugerland Verkehrsbetriebe (ZVB), la città e il polo tecnologico di Zugo, nuova sede per l’industria urbana, che viene collegata alla rete di trasporti pubblici.
SPERIMENTAZIONE E VARIETÀ D’IMPIEGO
Il progetto pilota si protrarrà sino a fine 2018. Nella prima fase i due shuttle viaggeranno tra la stazione e il polo tecnologico di Zugo. Poi, presumibilmente dal 2018, i clienti potranno salire e scendere dove vorranno, restando tuttavia sempre all’interno di un’area limitata. Successivamente i partner decideranno se e come integrare gli shuttle automatizzati nel sistema di trasporti pubblici di Zugo.
Al centro del progetto pilota vi è un’offerta di mobilità flessibile e orientata alla clientela. In modo graduale saranno testate diverse possibilità d’impiego dei veicoli a guida autonoma. Sarà una sperimentazione come servizio shuttle integrato nell’attuale rete dei trasporti pubblici, come offerta flessibile su richiesta, come allacciamento alla stazione e come futuro elemento di un’offerta di car sharing in una determinata area della città di Zugo.
Le FFS hanno una solida esperienza con il collegamento e l’integrazione di nuove offerte di trasporto nelle proprie app mobili e nella gestione di sistemi complessi. Mobility è uno specialista di tecnologia dei veicoli e offerte di car sharing, sia con stazioni di parcheggio sia “free floating”. L’azienda ZVB è un’esperta di manutenzione delle flotte e vanta un’ampia esperienza nella gestione dell’esercizio di trasporti pubblici urbani e regionali.
Servizio emergenza 112, copertura in tutta la Lombardia
La Lombardia è la prima regione ad aver assunto un modello europeo di gestione delle chiamate di emergenza, avviato nel giugno 2010 a Varese ed esteso nel maggio 2013 a Milano. Entro fine 2014 l’Azienda Regionale dell’Emergenza Urgenza (Areu) coprirà l’intero territorio lombardo: il 16 dicembre entrerà in funzione anche la centrale del 112 di Brescia.
Il numero unico di emergenza (NUE) 112 allerta una centrale di primo livello. Il numero assicura un'unica prima risposta a qualsiasi chiamata di soccorso, attivando le centrali di secondo livello competenti per la gestione dell'emergenza (polizia, carabinieri, vigili del fuoco, emergenza sanitaria).
Tutte le telefonate di emergenza confluiscono in un’unica centrale, dalla quale gli operatori smistano all’ente competente le chiamate dopo aver localizzato il chiamante e individuato l’esigenza, migliorando così la tempestività e l’efficacia degli interventi a carico di pompieri, strutture sanitarie, carabinieri e polizia di stato.
Il servizio attualmente è garantito per quasi 7 milioni di residenti nelle province di Milano, Varese, Lecco, Como, Bergamo e Monza Brianza. L’operatività della centrale bresciana coprirà anche le province di Brescia, Sondrio, Cremona, Lodi, Pavia e Mantova.
APP “Where ARE U” GRATUITA
Il ricorso al 112 è in forte crescita, come confermano le chiamate giunte nei primi sei mesi di quest’anno alle centrali operative di Milano (un milione e 294mila) e di Varese (968mila). Gli operatori rispondono in un tempo medio inferiore ai 6 secondi, il 98% delle chiamate da telefono mobile sono immediatamente localizzate.
Ora l’Areu punta a promuovere l’applicazione “Where ARE U”, che consente una localizzazione ancora più precisa e immediata in caso di chiamata per situazioni di emergenza. L’applicazione è gratuita e scaricabile da www.areu.lombardia.it, disponibile per IOS, Android e Windows Phone.
Varese, scoperta sui meccanismi biochimici delle emozioni
C'è anche profumo prealpino in una scoperta sul cervello condotta sotto il cielo "yankee". L’Università dell’Insubria di Varese ha contribuito alla individuazione del meccanismo biochimico alla base della neurotrasmissione in una specifica regione del cervello, quella che gestisce le emozioni e in particolare la paura.
In una ricerca nata dalla collaborazione con la Harvard Medical School di Belmont (Boston) il Laboratorio di Post-genomica funzionale e ingegneria proteica del Dipartimento di biotecnologie e scienze della vita ha approfondito i meccanismi biochimici che regolano il funzionamento del cervello. Lo studio, pubblicato il 23 aprile dalla rivista statunitense Nature Communication, ha chiarito l’importanza e il ruolo di due molecole, la D-serina e la glicina, che sono implicate nell’attivazione dei recettori NMDA e quindi in una serie di funzioni fondamentali del cervello, tra le quali l’apprendimento, la memoria e il controllo dell’attività motoria.
I risultati indicano il grado di eccellenza dei ricercatori dell’Università dell’Insubria nel settore delle biotecnologie applicate alle neuroscienze e, più in generale, alla salute umana. Gli scienziati si sono concentrati sull’amigdala, una zona del cervello importante per gestire le emozioni e specialmente la paura. Hanno scoperto che in condizioni “normali” il ruolo principale di modulatore del recettore NMDA lo svolge la D-serina, mentre, all’aumentare dello stato di eccitazione delle sinapsi, la stessa funzione è svolta dalla glicina.
Le ricerche sono state possibili grazie alla messa a punto di specifici sistemi analitici. La dottoressa Silvia Sacchi e il professor Loredano Pollegioni del Centro di ricerca interuniversitario “The Protein Factory” hanno sviluppato, mediante tecniche di ingegneria proteica, enzimi in grado di riconoscere efficientemente e selettivamente i diversi neuromodulatori.
«Definire i meccanismi che concorrono alla regolazione dell’attività di questi recettori è fondamentale per comprendere il funzionamento del cervello e per studiare malattie neurologiche e psichiatriche» spiega il professor Pollegioni. «La capacità di memorizzare, i sentimenti che proviamo, il perché un certo evento susciti in ciascuno di noi una determinata emozione sono processi regolati da precisi fenomeni biochimici. Chiarire il ruolo dei neuromodulatori, ossia le molecole che agiscono su diverse regioni del cervello rendendoci quello che siamo, ci aiuterà a capire questo organo e a trovare nuove terapie per pazienti affetti da importanti patologie come la schizofrenia, il disturbo bipolare o il dolore neuropatico».
Giro d’Italia in idrovolante, da Sesto Calende a Trieste
Hanno percorso circa cinquecento chilometri attraversando tre dei principali laghi del Nord Italia prima di dirigersi verso Gorizia e concludere questa prima fase nel porto di Trieste. Sono i sette idrovolanti anfibi ultraleggeri avanzati, provenienti da Cremona, Ferrara, Sondrio, Verona e anche dalla Svizzera, che nei giorni scorsi sono stati protagonisti della prima parte del Giro d’Italia in Idrovolante 2026.
Iniziato dal Lago Maggiore e dal fiume Ticino, il Gidro 2026 è partito dal Lago Maggiore e dal fiume Ticino per raggiungere l’idroscalo storico del Lago di Como, Desenzano sul Garda (Brescia) e l’aeroporto di Gorizia, ammarando infine nel porto di Trieste. Il volo di questi idrovolanti ha visto come team leader Graziano Mazzolari, presidente della Scuola Italiana Volo, e come capo-formazione Sergio Scaramuzzi. In occasione dell’ultima tappa, si sono aggiunti altri due idrovolanti dell’Aero Club di Como, con la presenza anche del presidente onorario Cesare Baj.
La manifestazione, promossa dall’Aviazione Marittima Italiana, riprenderà il volo dal 5 al 13 settembre 2026 con una seconda fase che porterà quattordici idrovolanti provenienti da Italia, Svizzera, Austria, Albania e Montenegro dal Lago Trasimeno fino a Gallipoli, attraversando alcuni dei più suggestivi scenari lacuali e costieri della penisola.
Il programma della seconda parte del Gidro 2026 prevede, al momento, la partecipazione di quattordici idrovolanti, provenienti da Italia, Svizzera, Austria, Albania e Montenegro.
La partenza è prevista per sabato 5 settembre da Passignano sul Trasimeno (Perugia). Domenica 6 gli aerei saranno sulla Laguna di Orbetello (Grosseto), lunedì 7 sul Lago di Bracciano (Roma) e martedì 8 sul Lago di Cagnano Varano (Foggia). Mercoledì 9 sarà invece la volta del lungomare di Bari, giovedì 10 dell’Idroscalo storico “Orazio Pierozzi” di Brindisi, mentre venerdì 11 dell’Idroscalo storico “Luigi Bologna” di Taranto.
Dopo altri mille chilometri di volo, questa seconda parte del tour si concluderà sabato 12 e domenica 13 presso l’idrosuperficie dell'Ecoresort Le Sirenè di Gallipoli (Lecce).
Nelle foto (Mediarké): inizio e arrivo prima parte del Gidro 2026.
Varese e Como, ostetrica a domicilio
In tutto il territorio di Varese e Como viene integrato e potenziato il servizio di una visita domiciliare gratuita nel periodo immediatamente successivo al parto.
L'Agenzia di tutela della salute dell’Insubria rende omogenei e facilmente accessibili per le famiglie il monitoraggio della salute materna nel post‑parto, il sostegno all’allattamento, le indicazioni pratiche sulla cura del neonato e le risposte ai dubbi più frequenti dei primi giorni.
Il coinvolgimento anche di padri, familiari e altri assistenti vuole favorire una presa in carico più ampia e condivisa. Il servizio viene presentato già durante il ricovero ospedaliero e avviato attraverso il Consultorio familiare di riferimento.
La Continuità assistenziale ostetrica rafforza il collegamento tra Punti nascita, Consultori familiari e servizi territoriali e assicura una presenza tempestiva e coerente con i bisogni delle famiglie. L’obiettivo, come viene precisato, è «rafforzare la continuità del percorso tra ospedale e territorio attraverso il raccordo tra Ats, Asst e strutture private accreditate, offrendo alle mamme un supporto competente e concreto, nel rispetto dei bisogni delle singole famiglie».
Foto Ibis
Unione Europea e i diritti delle donne
Come al momento della sua fondazione, l'Unione europea è oggi al fianco delle donne in Europa e nel resto del mondo.
Sessant'anni fa, la parità tra donne e uomini è stata iscritta nel trattato di Roma diventando uno dei valori fondanti dell'Unione europea. A quel tempo solo l'Europa, in tutto il mondo, era impegnata a sostenere il principio della parità di retribuzione: da allora, l'UE ha continuato a essere all'avanguardia e a compiere progressi concreti su tutti i fronti. Lavoriamo senza sosta per difendere i diritti delle donne, sostenendole nella lotta contro la discriminazione e la violenza di genere.
LAVORO
Nel 2017 ci sono sempre più donne che lavorano, si laureano, sono attive in politica o raggiungono posizioni dirigenziali nelle imprese europee. All'interno della Commissione, le donne rappresentano il 55% del totale della forza lavoro. Eppure, ancora oggi, nell'Unione europea le donne, soprattutto le madri sole, troppo spesso faticano per raggiungere l'indipendenza economica. Nel 2016 il tasso di occupazione femminile nell'Unione europea ha raggiunto il livello record del 65,5%, sebbene vi sia ancora una grande differenza rispetto al 77% degli uomini.
Occorre fare molto di più - in Europa e altrove. Le donne sono spesso più vulnerabili in situazioni di conflitto, migrazione e sfollamento, oppure dove la povertà e i cambiamenti climatici colpiscono più duramente. Inoltre, nel contesto migratorio attuale, abbiamo assistito a un aumento esponenziale del numero di donne che arrivano in Europa vittime della tratta di esseri umani.
ATTACCHI IN AUMENTO
Intolleranza contro le donne e misoginia si manifestano non solo nella sfera pubblica ma anche dietro il vile anonimato di internet. Gli attacchi contro i diritti delle donne sono in aumento. Sono troppi gli Europei che ancora ritengono che un rapporto sessuale non consensuale possa essere giustificato. Inoltre, ovunque nel mondo, e soprattutto nelle zone di conflitto, le donne affrontano in prima linea la discriminazione e la violenza.
Tuttavia, spesso sono proprio le donne a cercare per prime delle soluzioni, a mostrare resilienza in tempi di difficoltà e ad avere una visione per il futuro dei loro Paesi. Per questa ragione l'UE continua a dialogare con le organizzazioni femminili in tutto il mondo, anche nelle circostanze più difficili - come in Afghanistan o Siria.
IMPEGNI UE
Continueremo ad agire sia all'interno sia all'esterno dell'UE. In particolare:
*la Commissione europea, attraverso il suo impegno strategico per la parità di genere 2016-2019, affronta le disuguaglianze in ambiti importanti quali lavoro, retribuzione, processo decisionale e violenza;
*la Commissione europea ha dedicato il 2017 all'eliminazione di tutte le forme di violenza contro le donne e le ragazze;
*la Commissione presenterà quest'anno una nuova iniziativa per l'equilibrio tra vita professionale e vita privata destinata ai genitori e a coloro che svolgono un ruolo di assistenza;
*attraverso le nostre proposte di riforma del sistema europeo comune di asilo, alle donne migranti che arrivano in Europa in cerca di protezione e che hanno subito violenze saranno fornite cure mediche, assistenza legale, consulenza post-trauma e sostegno psicosociale;
*nel corso dell'attuazione delle politiche e delle normative in materia, la Commissione continuerà a monitorare la dimensione di genere nell'ambito della prevenzione e della lotta alla tratta di esseri umani;
*nell'ambito delle relazioni esterne, attraverso il piano d'azione dell'UE sulla parità di genere 2016-2020, la Commissione si concentrerà in particolare sull'assistere, a livello mondiale, donne e ragazze escluse dall'istruzione, dalla parità di accesso ai servizi sanitari e di pianificazione familiare, dal mercato del lavoro e anche dalla vita politica - e che sono esposte a norme e leggi inique in materia di eredità, cittadinanza o proprietà fondiaria;
*nell'ambito dell'aiuto umanitario, per garantire che l'assistenza raggiunga le persone più vulnerabili ovunque nel mondo, la Commissione continuerà ad applicare sistematicamente un approccio sensibile alle specificità di genere;
*la Commissione continuerà a dare l'esempio in materia di attuazione degli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite, compresa la parità di genere.
Non abbiamo intenzione di smettere di combattere per la parità di genere e per la sicurezza di donne e ragazze, sostenendole nella piena realizzazione delle loro potenzialità. L'Unione europea è impegnata, come lo era sessant'anni fa, a garantire parità alle donne in tutto il mondo.
Bruxelles, 7 marzo 2017
Firmatari:
Frans Timmermans, primo Vicepresidente
Federica Mogherini, Alta rappresentante dell'Unione per gli Affari esteri e la politica di sicurezza/Vicepresidente della Commissione
Günther Oettinger, Commissario per il Bilancio e le risorse umane, Johannes Hahn, Commissario per la Politica europea di vicinato e i negoziati di allargamento, Neven Mimica, Commissario per la Cooperazione internazionale e lo sviluppo, Dimitris Avramopoulos, Commissario per la Migrazione, gli affari interni e la cittadinanza, Marianne Thyssen, Commissaria per l'Occupazione, gli affari sociali, le competenze e la mobilità dei lavoratori, Christos Styliandes, Commissario per gli aiuti umanitari e la gestione delle crisi, Vera Jourová, Commissaria per la Giustizia, i consumatori e la parità di genere
Milano Expo, l'Europa e il “mondo più giusto” possibile con Mogherini e Schulz
Sabato 9 maggio, nel giorno in cui si celebra la Giornata dell'Europa e la nascita della UE e in cui si ricorda la fine della Seconda guerra mondiale, Martin Schulz, presidente del Parlamento europeo, e Federica Mogherini, alto rappresentante dell'Unione per gli Affari esteri e la politica di sicurezza e vicepresidente della Commissione, sono stati i protagonisti a Expo Milano dell'inaugurazione del Padiglione Europa. Suo tema, "Coltivare insieme il futuro dell’Europa per un mondo migliore"; obiettivi principali, la lotta alla fame nel mondo e lo sviluppo di modelli sostenibili per sfamare le popolazioni.
Tra le molte personalità, il sindaco di Milano Giuliano Pisapia, il commissario unico di Expo Giuseppe Sala, il prefetto di Milano Francesco Paolo Tronca, europarlamentari. Dopo la cerimonia dell'alzabandiera accompagnata dall'inno dell'Unione, l'Auditorium ha accolto uno specifico incontro con mille studenti per conoscerne le opinioni sull'UE e per parlare di futuro, sostenibilità e ruolo europeo nello scenario globale. Conduttrice del dialogo con Schulz e Mogherini la giornalista Monica Maggioni, direttore di RaiNews 24.
Il pane, patrimonio culturale immateriale per l'Unesco, con la sua simbolicità è stato il fil rouge degli incontri "Bread and civilization: dialoghi intorno a 'La civiltà del pane'". Vi hanno partecipato Sandro Gozi, sottosegretario alla Presidenza del consiglio per gli Affari europei, Giancarlo Caratti di Lanzacco, presidente della EU task force per la partecipazione a Expo Milano, Matteo Pederzoli, curatore della visitor experience del Padiglione Ue, Gabriele Archetti, Università Cattolica, presidente Centro studi longobardi, e Iginio Massari, maestro pasticcere.
Nell'occasione è stato presentato il primo concorso europeo “La spiga d’oro”. Si concluderà il 16 ottobre, Giornata mondiale dell'alimentazione, e sceglierà il Pane dell'Europa.
Non solo “cerimonia”, non solo spirito-festa sabato 9.
Mogherini ha messo dall'inizio il dito nella piaga e ripercorso nel suo discorso questo periodo storico, con le sue disuguaglienze, migrazioni, fame, guerre... Ma «l'Unione europea è pronta – ha detto - perché sappiamo che il nostro interesse storico di europei, così come 65 anni fa era costruire la pace e l'Europa unita, oggi è costruire un mondo più giusto, equo e capace di nutrire tutti i suoi cittadini». In sintonia le parole di Schulz: «Cibo e acqua per tutti, sicurezza alimentare e salute sono indispensabili per la pace nel mondo».
Alle parole si stanno affiancando impegni precisi. Il Parlamento europeo ha adottato, il 30 aprile, una risoluzione sui temi di Expo Milano con una serie di azioni che l'UE e gli stati membri devono impegnarsi a intraprendere per combattere la sottonutrizione e salvaguardare il diritto all'alimentazione per tutti.










