Edizione n.27 di mercoledì 29 luglio 2026
Lombardia
Associazioni volontariato in Lombardia, bando di 3 milioni per progetti di rete
«Un lombardo su sette è impegnato in attività di volontariato e il 20 per cento dei lombardi finanzia attività di volontariato nell'ambito del sociale. Questi sono dati che fanno capire quanta sia l'attenzione dei lombardi al sociale e le istituzioni non possono che recepire questa sensibilità e farla propria».
Così Regione Lombardia e Fondazione Cariplo hanno spiegato il loro Bando Volontariato 2018, che vede destinare 3 milioni di euro per le associazioni di volontariato.
BANDO
Il bando, alla sua quarta edizione, si propone di promuovere e rafforzare la realizzazione di progetti di rete attuati dalle organizzazioni di volontariato attive sul territorio lombardo.
A disposizione 3 milioni di euro, 1 milione messo a disposizione da Regione Lombardia, e 2 milioni dal Fondo speciale per il volontariato, istituito dalla legge quadro sul volontariato 266/91 e alimentato dai proventi delle fondazioni di origine bancaria.
PARTECIPAZIONE E COPROGETTAZIONE
Il bando rappresenta un nuovo strumento di coprogettazione tra pubblico e privato.
I progetti dovranno essere presentati da una rete composta da almeno quattro soggetti (il soggetto capofila con almeno altre tre organizzazioni del terzo settore). Dovranno inoltre essere realizzati sul territorio lombardo e potranno essere presentati entro le ore 12 di venerdì 15 dicembre. Il costo di un progetto potrà essere al massimo di 75 mila euro, il bando finanzierà fino al 70 per cento del valore complessivo.
I soggetti capifila devono essere organizzazioni di volontariato iscritte al registro regionale della Lombardia (sezioni regionali e provinciali) del volontariato. Ogni organizzazione di volontariato potrà presentare un solo progetto come capifila.
Per presentare il progetto basta collegarsi al sito www.bandovolontariato.it e selezionare la sezione 'area riservata', registrarsi, compilare la modulistica e inviare online la documentazione richiesta.
Lombardia, via all’acquisto di 161 treni
Avviate in Lombardia le procedure di gara per l’acquisto di 161 nuovi treni deliberato il 24 luglio 2017 dalla giunta regionale. Il 1° agosto 2017 Ferrovienord spa e FNM spa hanno deliberato tre gare destinate all’acquisto di tre diverse tipologie di treni (media capacità, alta capacità e diesel), che saranno pubblicate a partire dal prossimo mese di settembre.
Le forniture dovranno concludersi entro il 2025. I nuovi treni saranno dotati di tutti i più moderni standard tecnologici e di accessibilità. Questo il dettaglio.
GARA 1 (Media Capacità) - Fornitura di convogli ferroviari a media capacità, bidirezionali, a composizione bloccata, a trazione elettrica 3 kV e potenza distribuita con opzione per il servizio della logistica ricambi per la manutenzione programmata nel periodo di garanzia. La quantità minima garantita è di 31 convogli, destinati alle linee a media frequentazione (200 posti a sedere), per un importo stimato di 217 milioni di euro.
GARA 2 (Alta Capacità) - Fornitura di convogli ferroviari ad alta capacità, bidirezionali, a composizione bloccata, a trazione elettrica 3kV e potenza distribuita per il trasporto ferroviario, con opzione per il servizio della logistica ricambi per la manutenzione programmata nel periodo di garanzia.
La quantità minima garantita prevede 60 treni in configurazione lunga (500 posti a sedere) e 40 treni in configurazione corta (400 posti a sedere), destinati alle linee ad alta frequentazione, per un importo stimato in 1.070 milioni di euro.
GARA 3 (diesel) - Fornitura di convogli ferroviari, bidirezionali, a composizione bloccata, a trazione diesel per il trasporto ferroviario, con opzione per il servizio della logistica ricambi per la manutenzione programmata nel periodo di garanzia. La quantità minima garantita è di 30 convogli, destinati alle linee non elettrificate (150 posti a sedere), per un importo complessivo stimato di 195 milioni di euro.
Linea Zenna-Luino-Gallarate-Sesto Calende, gli scenari del prossimo traffico ferroviario
Le gallerie non saranno solo adeguate nella sagoma, ma verranno anche equipaggiate con infrastrutture di sicurezza, dai marciapiedi agli impianti antincendio, dall'illuminazione di emergenza alla messa a terra degli impianti elettrici.
Non inferiore nemmeno l’attenzione all'efficienza del materiale rotabile, già sottoposta ad avanzati sistemi di controllo. Verrà affinato il sistema RTB per verificare la temperatura delle boccole dei treni. Questo sistema, già presente a Luino e Parabiago, consente di fermare automaticamente i treni laddove la temperatura delle boccole sia più elevata dei limiti previsti. Sono queste alcune delle misure di sicurezza che verranno potenziate sulla linea Zenna-Gallarate-Sesto Calende.
Gli interventi di Rete Ferroviaria Italiana sono stati illustrati dall'Ingegner Vincenzo Macello, presente a Varese all'incontro organizzato il 28 aprile 2017 dal prefetto Giorgio Zanzi su sollecitazione dei sindaci. Oltre a quasi tutti i sindaci della tratta ferroviaria, c’erano anche il vicepresidente della Provincia Marco Magrini e il comando provinciale dei vigili del fuoco. «È solo una tappa del percorso, ma è stata una giornata importante» è stato il commento del primo cittadino luinese Andrea Pellicini.
SISTEMI DI SICUREZZA A GALLARATE, LAVENO E LUINO
«Per la prima volta, grazie all'intervento del prefetto, RFI ha rappresentato in maniera organica gli interventi che andrà ad eseguire sulla linea e le misure di sicurezza che verranno potenziate» ha dichiarato Pellicini.
«Verrà inoltre messo in funzione in Luino entro l'anno l'impianto per la misurazione dei carichi verticali, una sorta di pesa complessa. Detto sistema sarà installato anche a Gallarate. Sarà inoltre inaugurato entro l'anno il nuovo sistema ETCS livello 1 tra Luino e il confine con la Svizzera, finalizzato ad implementare la sicurezza per il mantenimento della distanza tra i treni. Inoltre, RFI ha affermato che intende promuovere anche sulla linea di Luino la fornitura di un mezzo bimodale (in grado di procedere su strada e su gomma) per lo spegnimento degli incendi. A Laveno e Luino verrà anche installato un moderno e sofisticato sistema di movimentazione dei treni nel sedime delle stazioni. Il prefetto ha dato ulteriore dimostrazione di sensibilità, impegnandosi a correlare lo sviluppo dell'infrastruttura ferroviaria con la realizzazione della nuova caserma dei vigili del fuoco a Luino».
ESERCITAZIONI E INFORMAZIONE
C’è da aggiungere che RFI, dietro richiesta dell’assessora luinese Alessandra Miglio, si è anche impegnata a effettuare nella stazione di Luino entro il 2017 un'esercitazione su emergenza da incidente ferroviario.
«Nel prossimo futuro – ha aggiunto Pellicini - sono previsti ulteriori incontri sul territorio al fine di agevolare una migliore conoscenza di queste tematiche da parte delle popolazioni interessate. Ulteriori garanzie sono state afferite in ordine al contenimento del rischio idrogeologico».
Cinghiale visita il centro
Stupore ma anche timore, il giorno dell'Immacolata, per alcune persone che verso le 8,45 si trovavano in piazza Giovanni XXIII. Mentre transitavano nei pressi della prepositurale hanno visto provenire dal tratto che costeggia l'ex salone Pellegrini non un cane, o un gatto, o magari un coniglietto domestico, ma un robusto cinghiale.
L'animale, lungo circa un metro e mezzo e alto sui 70/80 centimetri, appariva disorientato e andava abbastanza di corsa su e giù tra le vie che circondano la piazza. Forse attratto da alcune luci accese e pensando di trovare sbocchi, ha anche più volte preso a testate alcune vetrine. Andato avanti e indietro più volte alla fine si è infilato per la discesa scomparendo.
Facile supporre che il freddo abbia portato questo selvatico dalle colline in città, così come può accadere per le volpi, alcune apparse ai bordi delle strade già all'inizio dell'autunno.
Disturbo da deficit di attenzione e iperattività, Ambulatorio specialistico a Malnate
È stato aperto meno di un anno fa e, da settembre 2025 al giugno 2026, già sono arrivate 135 richieste e sono 67 i pazienti con disturbo da Disturbo da deficit di attenzione e iperattività (Adhd) presi in carico. È l'Ambulatorio specialistico di II livello per l'Adhd dell'adulto avviato dall’Asst Sette Laghi a Malnate, nel Varesotto.
Il servizio, uno dei pochi dedicati specificamente agli adulti con tale disturbo presenti nelle aziende sociosanitarie italiane, opera in stretta collaborazione con i Centri psicosociali (Cps), la Neuropsichiatria dell'infanzia e dell'adolescenza (Npi), i Servizi per le Dipendenze (SerD) e gli altri servizi della rete della salute mentale.
Quella dei giovani adulti è la fascia di età in cui emerge con maggiore frequenza la necessità di confermare una diagnosi o di affrontare per la prima volta un disturbo rimasto non riconosciuto durante l'infanzia. Dei pazienti attualmente in carico, 41 hanno tra i 18 e i 25 anni, 17 tra i 26 e i 35 anni e 9 hanno più di 36 anni.
La domanda di accesso continua a crescere. Dei 135 invii arrivati nei primi dieci mesi di attività 112 provengono dai Centri psicosociali, 13 dalla Neuropsichiatria dell'infanzia e dell'adolescenza, 8 dai Servizi per le Dipendenze e 2 dall'Ambulatorio ansia e depressione. Parallelamente si sono formate liste di attesa che comprendono 22 persone in attesa della prima visita psichiatrica, 64 in attesa della valutazione diagnostica e 7 del percorso psicoeducativo.
L’Adhd è una condizione ancora oggi spesso sottodiagnosticata e, fino a pochi anni fa, con poche risposte organizzate all'interno del sistema sanitario pubblico. L’ambulatorio rappresenta una delle articolazioni specialistiche del Polo Giovani di Malnate, modello clinico-organizzativo territoriale integrato dedicato all’intercettazione precoce del disagio in adolescenza e nella giovane età adulta, alla valutazione multidimensionale dei bisogni e alla continuità dei percorsi tra Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza, Psichiatria dell’adulto, Servizi per le Dipendenze e gli altri nodi della rete territoriale.
Nella foto (Asst Sette Laghi): logo servizio Adhd.
Milano, Memoriale della Shoah, targa della biblioteca
Ora al Memoriale della Shoah, situato all'interno della Stazione Centrale di Milano, anche una targa indica la biblioteca completata nel 2022 con fondi regionali (1,1 milioni) e ministeriali (3 milioni). La Biblioteca contiene il patrimonio della Fondazione Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea.
La targa è stata svelata il 13 novembre 2023 durante una cerimonia alla quale ha partecipato l'assessora regionale alla cultura Francesca Caruso. «Una visita che in questo momento storico assume un significato importante che va oltre all'appuntamento istituzionale che ci ha portati qui oggi» ha dichiarato.
Il Memoriale della Shoah è stato progettato dagli architetti Guido Morpurgo e Annalisa De Curtis ed è ubicato al Binario 21. Inaugurato ufficialmente il 27 gennaio 2013, occupa un'area di circa 7.000 metri quadrati e il suo ingresso si affaccia su piazza Edmond J. Safra 1. Dal Binario 21 fra il 1943 e il 1945 partirono venti convogli Rsha (dal tedesco Reichssicherheitshauptamt) “Milano-Auschwitz". Erano carri bestiame sui quali furono stipati migliaia di ebrei, prigionieri politici, partigiani in partenza dalle carceri di San Vittore. E quel che successe poi lo sappiamo.
Milano, stazione centrale, Memoriale-Shoah, cerimonia (foto LNews ol)
Varesotto, «Fattorie ostaggio dei piccioni»
In città sporcano piazze e rovinano monumenti con il loro guano acido, ma disseminano danni in lungo e in largo planando anche su campi e stalle. A lanciare l’allarme contro i piccioni è la Coldiretti Varese.
«I piccioni puntano alle mangiatoie degli animali e ai raccolti di cereali, danneggiando le colture di riso, mais, frumento, orzo, soia e girasole» spiega il presidente Fernando Fiori. I danni da piccione, nel nostro territorio, supererebbero il 10% del totale da fauna selvatica, nonostante l’escalation numerica registrata negli ultimi anni delle devastazioni dei cinghiali.
DAL 2004 A OGGI DANNI PER 6 MILIONI
In tutta la Lombardia — secondo Coldiretti — i danni a campi e stalle, provocati dai piccioni, sono arrivati a quota 6 milioni di euro dal 2004 a oggi, e non sembrano diminuire.
«I piccioni tengono in ostaggio la mia fattoria», racconta un imprenditore agricolo di Carnago. «La stalla è lunga una cinquantina di metri e, quando metto giù il mangime per le 110 mucche che ho, arriva l’orda. Nell’ultimo periodo quattro dei nostri capi hanno avuto un aborto perché si erano ammalati, e i principali indiziati sono proprio i colombi».
A fargli eco un allevatore di Lonate Ceppino: «I piccioni ogni giorno arrivano puntuali in corsia quando diamo la miscelata agli animali, e rubano il cibo. Inoltre, assieme ai corvi, volano sui campi di mais e cereali per nutrirsi, dandoci non pochi grattacapi».
«L’emergenza – commenta Fiori - è anche di carattere sanitario, visto che il guano di tali volatili non solo è responsabile di danni da corrosione, ma i luoghi dove trovano riparo popolano di agenti patogeni e parassiti derivanti dai detriti organici. I batteri si espandono nell'aria e giungono nei luoghi pubblici e nelle aziende, contaminando oggetti e persino il cibo».
Lombardia, «la Regione che costa meno allo Stato»
La Lombardia costa allo Stato 2.447 euro pro capite contro gli 8.679 della Provincia autonoma di Bolzano, 7.655 della Valle d'Aosta, 6.818 della Provincia autonoma di Trento e 3.658 euro della media nazionale. Parola della Ragioneria Generale dello Stato riferito al 2015. Lo studio annuale è stato ripreso dalla Regione Lombardia e pubblicato il 29 agosto 2017 sul suo sito (www.lombardiaspeciale.regione.lombardia.it).
La Lombardia è dunque, secondo la nota, la regione che "costa" meno allo Stato. I dati riguardano i pagamenti erogati dallo Stato a qualsiasi titolo per spese correnti e spese in conto capitale, distinti per regione. Si tratta di stipendi, acquisti di beni e servizi, trasferimenti ad amministrazioni ed enti pubblici, a imprese e famiglie, interessi, investimenti diretti e contributi agli investimenti. Rimangono escluse le spese per rimborsi di prestiti.
CONFRONTO CON ALTRE REGIONI
A costare di più sono le regioni a statuto speciale. Nella classifica dopo le Province autonome di Bolzano e Trento e la Valle d'Aosta, c'e' il Lazio con 5.730 euro pro capite, seguito da altre tre regioni autonome: Sardegna (5.296 euro), Friuli Venezia Giulia (4.974 euro) e Sicilia (4.419 euro pro capite).
Seguono Abruzzo (4.336 euro), Molise (4.237 euro), Calabria (4.148 euro), Basilicata (3.976 euro), Liguria (3.701 euro), Campania (3.520 euro), Puglia (3.430 euro), Umbria (3.404 euro), Piemonte (3.281 euro), Marche (3.007 euro), Toscana (2.978 euro), Veneto (2.853 euro), Emilia Romagna (2.704 euro).
ULTIMA PER SPESA STATALE, GENEROSA CON LE TASSE
La Lombardia è, dunque, ultima in termini di spesa statale pro capite, nonostante sia la regione più produttiva e più generosa in termini di gettito fiscale. «I 37,95 miliardi che lo Stato spende in Lombardia - continua il testo - riguardano il pagamento della spesa per interessi sui titoli del debito pubblico (13,4 miliardi di euro), i trasferimenti agli enti territoriali (13,6 miliardi di cui 10,5 trasferiti a Regione Lombardia) e gli stipendi del personale delle amministrazioni dello Stato (5,6 miliardi di euro). Queste voci da sole spiegano oltre l'85% delle spese finali dello Stato in Lombardia».
ANALISI
La nota spiega che dall'analisi delle spese del bilancio dello Stato per missioni emergono alcune conferme sui settori d'intervento. Tra i primi, con esclusione delle spese per il debito pubblico figurano le relazioni finanziarie con le autonomie locali (11 miliardi di euro), l'istruzione scolastica (4,4 miliardi), le spese per il diritto alla mobilità e sviluppo dei sistemi di trasporto (1,8 miliardi), l'istruzione universitaria (1,1 miliardi di euro). Non figurano, invece, alcuni settori, tra cui la Tutela della salute, finanziata con risorse proprie dal bilancio regionale.
Epatite B cronica, in Lombardia al via progetto di nuovo farmaco
Un altro passo avanti verso la cura definitiva dell'epatite B cronica in Lombardia. A Milano, l’11 luglio 2017, l'assessore regionale all'università, ricerca e open innovation, Luca Del Gobbo, e il presidente di Promidis srl, Pietro Di Lorenzo, hanno siglato un accordo per la realizzazione di farmaci innovativi.
Il progetto vede in campo Promidis Srl, Istituto Nazionale di Genetica Molecolare, Ospedale San Raffaele, Università degli Studi di Milano, Policlinico San Matteo. L’investimento complessivo è di 5,6 milioni di euro e il contributo regionale di 3,3 milioni di euro.
Nell’epatite B il virus HBV intacca pericolosamente il fegato e il 5 per cento degli adulti e oltre il 50 dei bambini al di sotto dei 5 anni infettati diventano malati cronici.
DAL 2009 AL 2015 SPESA SANITARIA RADDOPPIATA
«I malati - ha sottolineato l'assessore - devono assumere farmaci per tutta la vita e questo significa costi elevatissimi per il sistema sanitario e la non certezza di ridurre il rischio del cancro al fegato. Su scala mondiale sono 300 milioni le persone affette, di cui 1 milione muore ogni anno. Dal 2009 al 2015 la spesa sanitaria per la cura dell'epatite B, in Lombardia, è passata da 12 a 24 milioni di euro».
Gli "Accordi per la ricerca e l'innovazione" sono stati introdotti con la legge 29/2016. Loro cardini sono l’abbandono della logica dei vecchi bandi e l’opzione della negoziazione tra le parti rispetto a elementi tecnici, tempi, risorse e modalità di compartecipazione a un progetto comune. Su questa misura Regione Lombardia ha scelto 32 progetti su un totale di 90 presentati e stanziato 106 milioni di euro a fondo perduto. Uno tra questi è il progetto per la realizzazione del nuovo farmaco contro l’epatite B.
Luino, Film, scrittori e scritture sul lago
Il rapporto tra cinema, libri e grandi scrittori è il filo conduttore della prima rassegna di cinema all’aperto "Acque Profonde: film, scrittori e scritture sul lago", promossa dalla amministrazione comunale di Luino per l'estate 2026 con la direzione artistica di Massimo Scaglioni, docente di Storia dei Media all'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano.
Il programma prevede tre appuntamenti:
•mercoledì 29 luglio, ore 20.30 – Hamnet, di Chloé Zhao, tratto dal romanzo di Maggie O'Farrell, con introduzione del professor Massimo Scaglioni: "Shakespeare, il cinema, l'amore";
•giovedì 6 agosto, ore 21 – Cime tempestose, di Emerald Fennell, nuova rilettura del capolavoro di Emily Brontë;
•giovedì 27 agosto, ore 20.30 – Lo straniero, di François Ozon, tratto dal romanzo di Albert Camus, introdotto da un dialogo tra Massimo Scaglioni e Maria Teresa Zanola, ordinaria di Lingua francese all'Università Cattolica del Sacro Cuore, sul tema "Camus tra esistenzialismo e colonialismo: la scrittura come frontiera".
La rassegna, strutturata in visione dei film e momenti di approfondimento con ingresso gratuito, si inserisce nel percorso di valorizzazione di Parco Ferrini e, come spiegato dall’assessora alla cultura Alessandra Brignoli, «rappresenta un tassello importante della visione e del percorso culturale che vogliamo costruire per Luino: eventi di qualità che sappiano creare occasioni di incontro e di crescita, di partecipazione e riflessione e, al tempo stesso, unire la comunità»,
Soprattutto nella sua impostazione scientifica viene individuato dal vicepresidente del consiglio comunale Edoardo Maria Castelli il valore dell’iniziativa. «La presenza di Massimo Scaglioni, figura di riferimento del panorama accademico nazionale e internazionale negli studi sul cinema e sui media, conferisce al progetto - come ha dichiarato - un valore scientifico che arricchisce l'offerta culturale della città. È proprio l’incontro tra ricerca universitaria, divulgazione e cinema a rendere questa iniziativa un'opportunità di crescita culturale per Luino».
Nella foto (Simona Fontana): da sx a dx: Massimo Scaglioni, Alessandra Brignoli, Edoardo Maria Castelli.




