Edizione n.19 di mercoledì 3 giugno 2026

Lago Maggiore

Porto Vecchio, l’ex impianto Shell da distributore a infopoint turistico

Porto Vecchio, l’ex impianto Shell da distributore a infopoint turistico

(gi) Da distributore di carburanti a “centro di promozione dei percorsi e dei prodotti delle aree rurali del Luinese”. Sarà questa la nuova destinazione dell’ex impianto Shell davanti al Porto Vecchio a Luino, costruito nel 1953 su progetto redatto direttamente da Cispetroli e con pratica edilizia fatta eseguire dal geometra Lanella.
Nel giro di 15 mesi il fabbricato, di proprietà comunale, riaprirà e cambierà vita grazie a un restyling curato dallo studio di architettura Patrizia Buzzi e Cristina Lucchina di Varese. Previo recupero architettonico, l’edificio sarà trasformato in infopoint, dove il turista potrà essere accolto e indirizzato verso la varia offerta di percorsi naturalistici, alimentari ed enogastronomici di tutta la zona.
Il progetto prevede una spesa di 160mila euro e ha ottenuto il finanziamento di 132.894 euro dal Gal (Gruppo di azione locale) Valli del Luinese. «È una delle prime assegnazioni per la valorizzazione del patrimonio culturale di un territorio che mi sta particolarmente a cuore» ha dichiarato il presidente Alessandro Casali, che è peraltro anche presidente del consiglio comunale di Luino.
A lanciare l’idea del recupero e indicare, però, anche una finalità di alto profilo e la salvaguardia della struttura è stato nel 2011 Francesco Salvi, che verso la sua Luino conserva un amore ereditato dal padre Trento e purtroppo non sempre compreso e bene accolto dalle amministrazioni civiche. «Il primo a parlarmi del valore architettonico di questo manufatto è stato Francesco Salvi - riconosce l’attuale sindaco Andrea Pellicini - che non è soltanto un comico o un bravo attore, ma è anche un architetto particolarmente attento a tutto quello che riguarda il nostro territorio». 

Verbania, convenzione Villa Taranto e Navigazione Lago Maggiore

Circolazione giornaliera a tariffe ridotte
Verbania, Villa Taranto (foto Giardini Botanici)

Tariffe agevolate per chi sceglie il battello per raggiungere i Giardini Botanici di Villa Taranto a Verbania. I Giardini Botanici di Villa Taranto e la Navigazione Lago Maggiore hanno siglato una convenzione reciproca per una mobilità integrata.
Il biglietto ordinario per l’ingresso a Villa Taranto, dal prezzo di 15 euro, sarà disponibile a 13 euro, presentando il titolo di viaggio direttamente alla biglietteria dei Giardini. Analogamente, i visitatori adulti muniti di biglietto ordinario di ingresso ai Giardini, valido per la medesima giornata, potranno acquistare i biglietti per il servizio pubblico di navigazione di linea a tariffa agevolata, presentandosi alle biglietterie della Navigazione Lago Maggiore.
Le tariffe ridotte applicate saranno le seguenti:
• tariffa ridotta n. 1.20 per i biglietti di corsa semplice o andata e ritorno;
• tariffa ridotta n. 3.20 per la libera circolazione giornaliera.
L’agevolazione non è cumulabile con altre iniziative e/o riduzioni tariffarie e non è valida per il trasporto di veicoli, merci e bagagli, né per i servizi speciali o le crociere. L’iniziativa nasce dalla posizione dei Giardini: la fermata battello “Villa Taranto” è situata proprio di fronte all’ingresso, rendendo il battello il mezzo più diretto per raggiungere il parco.

RETE BATTELLO, AUTOBUS E TRENO
La convenzione di Villa Taranto con la Navigazione Lago Maggiore si inserisce in un più ampio impegno di mobilità integrata con Vco Trasporti.
Il servizio pubblico di Vco Trasporti collega quotidianamente la stazione ferroviaria con Verbania e con i Giardini Botanici, garantendo un collegamento diretto per chi arriva in treno da Milano o da Domodossola. La rete integrata - battello, autobus e treno - consente di visitare i Giardini di Villa Taranto in modo più semplice e conveniente, senza bisogno dell’automobile.
Nella foto: Villa Taranto (@Giardini Botanici)

Riccardo Muti, la quotidianità della bellezza

A Luino storica giornata con la consegna del Premio Chiara alla carriera
Conferimento Premio Chiara alla carriera a Riccardo Muti (foto Giulia Bonina)
Premio Chiara alla carriera - L'intervista di Andrea Kerbaker a Riccardo Muti (foto Giulia Bonina)

Il Teatro Sociale Fo-Rame di Luino ha vissuto una storica giornata con la consegna a Riccardo Muti, tra i più celebri e amati direttori d'orchestra di ogni epoca, del Premio Chiara alla carriera. Il riconoscimento, promosso dall’Associazione Amici di Piero Chiara, viene conferito dal 1997 a una personalità di prima grandezza del mondo della cultura italiana e internazionale.

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Ci sono situazioni in cui una semplicissima percezione aggancia: Ecco, qui oggi sarebbe stato il giorno perfetto per riempire la sala di ragazzi, di bambini, lasciandoli assaporare un momento unico. Quello in cui conoscere, ascoltare, raccogliere il significato di una parola luminosa ma raggiungibile, netta, che li calerà nello spazio del potersi ossigenare, crescere con fiducia.
Riccardo Muti ha permesso alle tante sfaccettature della sua personalità e ai suoi diversificati talenti di rivelarsi in pienezza, con generosità. Domenica 24 maggio 2026 era in Teatro Sociale Fo-Rame di Luino per ricevere il Premio Chiara alla carriera assegnatogli dall'Associazione Amici di Piero Chiara. In un discorrere a un tempo affettuoso/rigoroso/esuberante col pubblico, tra risvolti anche inattesi, sorprendenti, che coabitano con scelte limpide, fondate sul rispetto per sè e per gli altri, si sono stemperate mirabile cultura, vastità di arti (al plurale) ed esperienza.
Una bellezza ascoltare attraverso la "traduzione" offerta dal Maestro i riferimenti a Beethoven, Mozart, Sant'Agostino, Dante, Eduardo e accedere insieme al varco del quotidiano, dei sentimenti familiari, del reale con i suoi contemporanei accadimenti belli e no.
I passi più intensi del dialogo sul valore educativo dell’arte hanno espresso un cammino individuale e artistico che è poetica: «Il nostro lavoro – ha ricordato Muti - non è una professione, è una missione. Noi siamo sul palco per mandare messaggi culturali e spirituali di arricchimento per il pubblico»; «Il ruolo della musica, sinfonia, dal greco suonare insieme, è l'unirsi degli uni con gli altri, non il combattere: io completo te, tu completi me». Unione, come con il viaggio nella coralità, ideato e diretto dal Maestro, “Cantare Amantis est”, che vede giungere a Ravenna da ogni regione d'Italia cori popolari in nome della musica (ben tremilacinquecento persone che si muovono a proprie spese) o il progetto “Vie dell'Amicizia”, che ha portato concerti a Sarajevo, in Medio Oriente, Paesi Arabi, luoghi feriti dalle guerre.

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A intervistare il Maestro Muti Andrea Kerbaker, scrittore, critico letterario, docente di Istituzioni e politiche culturali all’Università Cattolica di Milano. Ha introdotto il pomeriggio l'attrice Claudia Donadoni, dedicando un pensiero speciale a Bambi Lazzati, storica direttrice del Premio Chiara mancata nel dicembre 2025.
Al termine della cerimonia è stata letta la motivazione ufficiale del premio che dice: «Per aver saputo, con talento straordinario e impegno instancabile, col valore aggiunto della simpatia, elevare la musica a linguaggio universale, ispirando generazioni e lasciando un’impronta indelebile nel panorama culturale».
Sul palco, per il conferimento, con il Maestro Muti c'erano il vicepresidente dell’associazione Amici di Piero Chiara Salvatore Consolo, i consiglieri Cesare Chiericati e Valentino Piccinelli e il viceprefetto di Varese Michele Giacomino.

Nelle immagini: Luino, conferimento del Premio Chiara alla carriera 2026 a Riccardo Muti (foto Giulia Bonina); Premio Chiara alla carriera - L'intervista di Andrea Kerbaker a Riccardo Muti (foto Giulia Bonina).

Cinghiale visita il centro

Stupore ma anche timore, il giorno dell'Immacolata, per alcune persone che verso le 8,45 si trovavano in piazza Giovanni XXIII. Mentre transitavano nei pressi della prepositurale hanno visto provenire dal tratto che costeggia l'ex salone Pellegrini non un cane, o un gatto, o magari un coniglietto domestico, ma un robusto cinghiale.
L'animale, lungo circa un metro e mezzo e alto sui 70/80 centimetri, appariva disorientato e andava abbastanza di corsa su e giù tra le vie che circondano la piazza. Forse attratto da alcune luci accese e pensando di trovare sbocchi, ha anche più volte preso a testate alcune vetrine. Andato avanti e indietro più volte alla fine si è infilato per la discesa scomparendo.
Facile supporre che il freddo abbia portato questo selvatico dalle colline in città, così come può accadere per le volpi, alcune apparse ai bordi delle strade già all'inizio dell'autunno.

Laveno, riapertura biblioteca Antonia Pozzi

Conclusi i lavori per la sicurezza dell’intero immobile
Nuove sale studio biblioteca (foto Comune Laveno)

I lavori per la sicurezza dell’intero palazzo sono finiti e a Laveno Mombello, dal 21 maggio 2026, la biblioteca comunale Antonia Pozzi ha ripreso, dopo due anni, la piena operatività con l'accesso diretto agli scaffali e la riapertura delle aule studio.
Ora a Villa Frua ritorna lo “scaffale aperto” e aumentano le sale studio con spazi dotati di arredi più moderni e funzionali a un ambiente accogliente. Una terza sala, affacciata direttamente sulla nuova piazza della Villa e richiesta dal Consiglio comunale dei giovani, sarà accessibile ininterrottamente tutta la settimana e ospiterà anche un servizio bar.
Resteranno inoltre regolarmente aperti gli spazi della sede di Piazza Italia, che continua a operare secondo le proprie modalità.
Nella foto (Comune Laveno): Nuove sale studio biblioteca. 

Candoglia (Vco), i marmi del Duomo di Milano

Si concluderà  venerdì 22 settembre il ciclo la “Pietra racconta” con la visita alla Cava Madre, riserva del marmo rosa di Candoglia, e al suo storico impiego per il Duomo di Milano. Occasione, il doppio compleanno per il decimo anniversario dell’Ecomuseo del Granito e il tredicesimo del Civico Museo Archeologico di Mergozzo. Ritrovo alle 9 a Candoglia per l’escursione guidata da un geologo e guida ambientale escursionistica (prenotazione
obbligatoria: 0324 87540, info@parcovalgrande.it). La gita prevede la visita alla segheria della Veneranda Fabbrica, luogo ancor oggi riservato alla riquadratura dei grossi blocchi provenienti dalla Cava Madre, visita alla Cava e al laboratorio di restauro in cui abilissimi artigiani riproducono fedelmente le parti del Duomo danneggiate dal tempo e dall'inquinamento. A conclusione della giornata, verso le 15, visita al Museo civico archeologico di Mergozzo. Per informazioni cell.0324/87540.

Cannobio, Lo specchio del lago con Baj

Le sale espositive di Palazzo Parasi di Cannobio ospitano fino al 29 ottobre una raccolta di opere di Enrico Baj. Sono installate venti lavori incentrati sulla serie degli Specchi. Nelle sale il visitatore trova collage di specchi su materiali eterogenei, come tavola, tappezzeria, stoffa, tela, che creano spesso dei personaggi e dei mostri, come gli indimenticabili ultracorpi “Personaggio”, “A magic”, “Ultracorpo allo specchio”, insieme al “Grande Attrattore” del 1980, composto da ventisette pannelli specchianti. Alle opere si lega idealmente l'immagine dello specchio d'acqua del Lago Maggiore, sul quale si affaccia Cannobio. Compoaiono così le celebri “Modificazioni”, “Au bord du lac”,  figure popolari e kitsch , oppure “Lo scoppio è alto nel cielo” del 1953, esempio della pittura nucleare. Completano l'esposizione “Bagnanti a Gavirate” del 1947, un piccolo dipinto ad olio, e il libro d'artista “Sull'Acqua” del 2003 con tredici testi inediti di Giovanni Raboni.  

Angera, festa medievale alla Rocca

Domenica 1 ottobre giochi, botteghe e visite alle antiche sale e al Museo della Bambola e del Giocattolo
Dalla locandina

Accampamenti, sbandieratori, menestrelli e cantastorie, domenica 1° ottobre 2017, alla festa della Rocca di Angera, l’antico maniero dei Borromeo affacciato sulla sponda lombarda del lago Maggiore. Per l'intera giornata i visitatori potranno partecipare a giochi e tornei, misurarsi con il tiro con l’arco, assaggiare l’antica bevanda dell'idromele, ascoltare le indicazioni dell'erborista o le divinazioni della cartomante. Le botteghe degli artigiani, dal falegname al pellaio e alla sarta mostreranno le loro produzioni di spade di legno, elmi, scudi, archi e coroncine di fiori.
La festa sarà un’occasione per scoprire o rivedere gli sviluppi del Giardino Medievale creato nel 2007. Piante, percorsi, fiori e prospettive fanno rivivere ciò che era il giardino nel medioevo. Nel museo all'aria aperta si potranno trovare dalle erbe medicinali a quelle tintore, da quelle a uso alimentare a quelle che si riteneva  scacciassero il malocchio, ai fiori che, con i loro simboli, servivano a trasmettere segreti messaggi. Un verde senza forzature, che fa riscoprire la pianta “originaria", quella presente in natura spontaneamente, che non conosce l’intervento umano né le contaminazioni culturali tipiche dei secoli seguenti.
La Rocca aprirà le sue sale interne, prima tra tutte la Sala della Giustizia, dove un ignoto ma abilissimo artista creò un capolavoro d’arte e di racconto storico, descrivendo, a fresco, le vicende dell'arcivescovo Ottone Visconti, vincitore della battaglia di Desio del 1227. Negli eleganti saloni del Buon Romano, della Mitologia, delle Cerimonie, di San Carlo, dei fasti Borromeo immense tele, ritratti, arredi ricordano i grandi personaggi che qui passarono, non ultimo san Carlo Borromeo.
Un incontro con la storia offre anche il Museo della bambola e del giocattolo, il più grande d’Europa, che accoglie migliaia di poupées, giocattoli, automi, case in miniatura di ogni epoca e di molti Paesi. In caso di brutto tempo la manifestazione verrà annullata. 

Valle Anzasca (Verbania), al via due nuove linee elettriche interrate e sei nuove cabine

La linea aerea sostituita da un moderno cavo in alluminio - Con i nuovi impianti monitoraggio costante e interventi anche da remoto in caso di guasto
Cabina Valle Anzasca

In Valle Anzasca (Verbania) sono iniziati i lavori di potenziamento e rinnovo del sistema elettrico dell’area. Il piano del Gruppo Enel prevede la realizzazione di due nuove linee elettriche di media tensione che si estenderanno per oltre 40 chilometri, nel tratto che collega i comuni di Castiglione Calasca, Bannio Anzino, Ceppo Morelli, Vanzone con San Carlo e Macugnaga.
CAVO IN ALLUMINIO
La posa di un moderno cavo in alluminio completamente interrato consentirà di eliminare i conduttori aerei. Sarà così azzerato l’impatto estetico e ambientale della linea elettrica e verranno anche realizzate sei nuove cabine di trasformazione MT (media tensione)/BT (bassa tensione) dotate di apparecchiature di ultima generazione per il telecontrollo della rete. In programma anche la posa di oltre undici chilometri di cavo in fibra ottica e lo smantellamento del tratto di linea elettrica aerea in funzione fino ad oggi, oggetto dell’operazione di restyling.
Nelle zone di Verbania e Novara la società del Gruppo Enel gestisce 3.398 chilometri di linee di media tensione, 8.688 chilometri di linee di bassa tensione e 5.040 cabine di trasformazione per un totale di circa 355.000 clienti serviti.
TELECOMANDO
I nuovi impianti si aggiungono a quelli già in servizio e conciliano un monitoraggio costante e interventi anche da remoto in caso di guasto.
Le nuove tecnologie consentiranno di isolare il tratto di rete danneggiato attraverso manovre in telecomando e restituire immediatamente elettricità al resto delle utenze, riducendo drasticamente i tempi di rialimentazione della clientela soprattutto in caso di eventi atmosferici di forte intensità. Inoltre sarà possibile ripartire in maniera più efficiente i carichi energetici, rendendo disponibile una maggiore quantità di energia e consentendo di allacciare nuove forniture e aumentare la potenza di quelle esistenti. 
Nelle foto: tecnici Enel al lavoro; una delle 6 nuove cabine elettriche realizzate in Valle Anzasca 

Distretto idrografico del Po, passata (per ora) è la siccità

Contro i rischi di crisi idrica avanzate proposte di abbassare i livelli dei laghi e di accumulare l’acqua piovana in cave dismesse

Il grande caldo di fine primavera è passato e le piogge di fine giugno hanno incrementato le disponibilità idriche. I laghi lombardi si sono ricaricati, arrivando quasi tutti al massimo volume d’invaso, ad iniziare dal Lago Maggiore.
Il quadro è emerso il 4 luglio 2017 dai resoconti di Arpa Piemonte, Lombardia ed Emilia Romagna durante una riunione dell’Osservatorio Permanente per gli utilizzi idrici in atto nel Distretto Idrografico del fiume Po. Erano presenti funzionari regionali e rappresentanze dei principali utilizzatori delle acque a fini civili, irrigui ed elettrici oltre ai Consorzi di bonifica e agli enti regolatori dei grandi laghi.
Per ANBI (Associazione nazionale Consorzi di tutela e gestione acque irrigue) Lombardia sono intervenuti il presidente Alessandro Folli e il direttore Giorgio Negri. All’incontro ha preso parte anche Stefano Roverato, responsabile del progetto Isil (Indagine sui sistemi irrigui della Lombardia), presentato nei suoi esiti il 3 luglio a Palazzo Lombardia nel corso del convegno “Conoscere l’acqua”.
LIVELLI LAGO MAGGIORE
Sul lago Maggiore, proprio in questi giorni, si è riacceso il confronto tra territori rivieraschi e quelli del Ticino sublacuale rispetto ad una regolazione dei livelli idrici. I primi, in un documento unitario, hanno chiesto di rivederli al ribasso, con l’eccezione del Garda e di Idro, in situazione critica.
Per mitigare gli effetti delle crisi idriche in agricoltura, l’ANBI ha reclamato un impegno serio per la realizzazione di infrastrutture che permettano di conservare l’acqua d’inverno in previsione dei mesi estivi. Sulla stessa linea, agli inizi di luglio, in Regione Lombardia è stata presentata una proposta di legge che punta all’uso delle cave dismesse quali bacini utili per l’accumulo di acqua piovana.
Intervenendo il 12 luglio a Roma all'assemblea nazionale di Anbi, l'assessora regionale al Territorio Viviana Beccalossi ha osservato che la Lombardia si trova quest'estate in una situazione meno grave rispetto ad altre regioni grazie al buon livello di riempimento dei grandi laghi, che dispongono quindi di adeguate riserve per far fronte ai bisogni dell'agricoltura. «L'eccezione – ha precisato – è rappresentata dal lago d'Idro e dal relativo bacino del Chiese. Proprio da questo territorio è nata l'idea di sperimentare l'uso delle cave per immagazzinare l'acqua che in inverno scorre verso l'Oglio e il Po». 

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