Edizione n.28 di mercoledì 9 settembre 2026

Lago Maggiore

Porto Vecchio, l’ex impianto Shell da distributore a infopoint turistico

Porto Vecchio, l’ex impianto Shell da distributore a infopoint turistico

(gi) Da distributore di carburanti a “centro di promozione dei percorsi e dei prodotti delle aree rurali del Luinese”. Sarà questa la nuova destinazione dell’ex impianto Shell davanti al Porto Vecchio a Luino, costruito nel 1953 su progetto redatto direttamente da Cispetroli e con pratica edilizia fatta eseguire dal geometra Lanella.
Nel giro di 15 mesi il fabbricato, di proprietà comunale, riaprirà e cambierà vita grazie a un restyling curato dallo studio di architettura Patrizia Buzzi e Cristina Lucchina di Varese. Previo recupero architettonico, l’edificio sarà trasformato in infopoint, dove il turista potrà essere accolto e indirizzato verso la varia offerta di percorsi naturalistici, alimentari ed enogastronomici di tutta la zona.
Il progetto prevede una spesa di 160mila euro e ha ottenuto il finanziamento di 132.894 euro dal Gal (Gruppo di azione locale) Valli del Luinese. «È una delle prime assegnazioni per la valorizzazione del patrimonio culturale di un territorio che mi sta particolarmente a cuore» ha dichiarato il presidente Alessandro Casali, che è peraltro anche presidente del consiglio comunale di Luino.
A lanciare l’idea del recupero e indicare, però, anche una finalità di alto profilo e la salvaguardia della struttura è stato nel 2011 Francesco Salvi, che verso la sua Luino conserva un amore ereditato dal padre Trento e purtroppo non sempre compreso e bene accolto dalle amministrazioni civiche. «Il primo a parlarmi del valore architettonico di questo manufatto è stato Francesco Salvi - riconosce l’attuale sindaco Andrea Pellicini - che non è soltanto un comico o un bravo attore, ma è anche un architetto particolarmente attento a tutto quello che riguarda il nostro territorio». 

Lago Maggiore, raduno di motoscafi e auto storiche

Alla Marina di Lisanza torna il Trofeo Carlo Riva
Navigazione Lago Maggiore (foto Maccione)
Marina di Lisanza (foto Vibra Production)

Alla Marina di Lisanza, lungo la sponda varesina del lago Maggiore, dal 10 al 13 settembre 2026 verranno ospitati i più importanti modelli di scafi Riva varati tra gli anni Cinquanta e Settanta, dall’Aquarama al Super Florida, Olympic, Ariston e Junior, compreso un Bahia Mar del 1972 e un raro Scoiattolo, Goya del 1957.
Dopo l’edizione 2024, è il secondo Trofeo Carlo Riva organizzato dalla Riva Historical Society in collaborazione con il Riva Club Lago Maggiore, Riva Club Suisse e Riva Society Italia ed è abbinato ai festeggiamenti per il sessantesimo dell’Asi-Automotoclub Storico Italiano, fondato in provincia di Verona nel 1966. Attese imbarcazioni provenienti da Italia, Francia, Germania, Inghilterra, Olanda e Svizzera.
Il raduno ospiterà anche, domenica 13 settembre, le auto storiche della Scuderia Club Italia, della Scuderia Mediolanum e della Vintage Cars Section dei soci Riva Society Italia.
La Marina di Lisanza è un porto turistico inaugurato nel luglio 1974 con il nome di Club Nautico Mario Agusta, per ospitare i racer della sua scuderia “Ezio Selva. La struttura è tornata pienamente operativa in seguito a notevoli lavori di riqualificazione e ammodernamento realizzati dall’imprenditore milanese Massimo Sordi, nuovo proprietario dal 2023, su progetti degli architetti Federico Molina e Giovanni De Fernex, oltre a Pierangelo Amigoni in qualità di supervisor e con la collaborazione del presidente Fimesa Ernesto Benedetti.
All’ottantina di posti barca esterni si aggiungono circa quaranta posti all’interno del capannone di rimessaggio di mille metri quadrati, un profondo tunnel ricavato sotto la palazzina e il giardino, ricoperto recentemente con nuova guaina impermeabilizzante.
Informazioni: RHS - Riva Historical Society Via F.lli Salvioni 14 - 20154 Milano – ITALY Tel & Fax: +39 02 34537581; www.rivahistorical.org;  e-mail: rivahs98@gmail.com.
Nelle foto: Navigazione Lago Maggiore (credit Paolo Maccione); Marina di Lisanza (foto Vibra Production). 

Piemonte, catalogati 400 parchi e giardini storici

Per la loro custodia formati nuovi giardinieri d’arte
Villa San Remigio_Verbania (foto Piemonte Informa)
Giardino del Sacro Monte di Varallo VC (foto Piemonte Informa)

Completata in Piemonte la mappatura scientifica di quattrocento parchi e giardini storici e incrementata per la loro custodia una nuova professione d’eccellenza. Sono alcune tappe di un piano regionale di 2419 interventi, realizzati con un finanziamento europeo di 1,78 miliardi di euro del Piano nazionale di ripresa e resilienza.
Con il progetto è stato catalogato l’immenso patrimonio verde regionale e affidata la loro salvaguardia a centoundici nuovi giardinieri d’arte, formati in otto corsi specialistici sostenuti da un finanziamento europeo di oltre 600 mila euro. Il percorso di tutti i progetti “Racconti-Pnrr Storie da un territorio in continua evoluzione” è stato presentato sul canale multimediale della Regione Piemonte.
il lavoro, finanziato con 120 mila euro, pone le basi per una nuova programmazione turistica e culturale, coinvolgendo siti di rilievo come l’Abbazia di Vezzolano–Giardino del Chiostro ad Albugnano (Asti), il Castello di Miasino (ex Villa Solaroli) a Miasino (Novara), le Cascine e le Serre del Castello di Racconigi (Cuneo), il Giardino di Villa della Regina a Torino, il Giardino del Sacro Monte di Varallo (Vercelli), il Giardino di Villa Schneider a Biella, il Parco del Castello di Marengo ad Alessandria e Villa San Remigio a Verbania (Verbania).

Nella foto (Piemonte Informa): Villa San Remigio a Verbania (VB) e il Giardino del Sacro Monte di Varallo VC.

Navetta dall'Eremo di Santa Caterina a Ispra e ritorno


A settembre servizio sperimentale gratuito
Servizio navetta Leggiuno-Ispra, foto eo ipso
Eremo Santa Caterina delSasso, foto, foto eo ipso

Per tutto settembre 2026, sul lago Maggiore, nuovo servizio sperimentale da Santa Caterina del Sasso a Leggiuno fino ad ispra e ritorno. Il giovedì e il sabato una navetta completamente gratuita partirà dall’Eremo e toccherà il Midec-Museo Internazionale Design Ceramico di Cerro di Laveno, le Officine dell’Acqua alla stazione di Laveno Nord lago, Villa Della Porta Bozzolo a Casalzuigno e Ispra.
Obiettivo del progetto, coordinato dalla Provincia di Varese in partenariato con Archeologistics, testare un modello di mobilità turistica e culturale destinato, in prospettiva, ad andare a regime dalla prossima estate. Uno degli aspetti più interessanti della sperimentazione è la possibilità di muoversi tra più luoghi senza mezzo privato.
Il servizio, organizzato con l’operatore Autolinee Varesine e in coordinamento con l’Agenzia del Trasporto Pubblico Locale, prevede due differenti anelli, uno in senso orario e uno in senso antiorario, sia al mattino sia nel pomeriggio, consentendo così di scegliere il percorso più adatto alle proprie esigenze.
Nel percorso in senso orario, la navetta parte dall’Eremo alle 9.30 e alle 14.30. Al mattino raggiunge il Midec alle 9.35, le Officine dell’Acqua alle 9.47, Villa Della Porta Bozzolo alle 10.04 e Ispra alle 10.31, per rientrare all’Eremo alle 10.49. Nel pomeriggio lo stesso itinerario si svolge tra le 14.30 e le 15.49. Il percorso antiorario parte invece dall’Eremo alle 11.30 e alle 16.30, toccando nell’ordine Ispra, Villa Della Porta Bozzolo, le Officine dell’Acqua e il MIDeC, prima di tornare a Santa Caterina rispettivamente alle 12.48 e alle 17.48.
Nelle foto (eo ipso): Eremo di Santa Caterina e servizio navetta. 

Cinghiale visita il centro

Stupore ma anche timore, il giorno dell'Immacolata, per alcune persone che verso le 8,45 si trovavano in piazza Giovanni XXIII. Mentre transitavano nei pressi della prepositurale hanno visto provenire dal tratto che costeggia l'ex salone Pellegrini non un cane, o un gatto, o magari un coniglietto domestico, ma un robusto cinghiale.
L'animale, lungo circa un metro e mezzo e alto sui 70/80 centimetri, appariva disorientato e andava abbastanza di corsa su e giù tra le vie che circondano la piazza. Forse attratto da alcune luci accese e pensando di trovare sbocchi, ha anche più volte preso a testate alcune vetrine. Andato avanti e indietro più volte alla fine si è infilato per la discesa scomparendo.
Facile supporre che il freddo abbia portato questo selvatico dalle colline in città, così come può accadere per le volpi, alcune apparse ai bordi delle strade già all'inizio dell'autunno.

Candoglia (Vco), i marmi del Duomo di Milano

Si concluderà  venerdì 22 settembre il ciclo la “Pietra racconta” con la visita alla Cava Madre, riserva del marmo rosa di Candoglia, e al suo storico impiego per il Duomo di Milano. Occasione, il doppio compleanno per il decimo anniversario dell’Ecomuseo del Granito e il tredicesimo del Civico Museo Archeologico di Mergozzo. Ritrovo alle 9 a Candoglia per l’escursione guidata da un geologo e guida ambientale escursionistica (prenotazione
obbligatoria: 0324 87540, info@parcovalgrande.it). La gita prevede la visita alla segheria della Veneranda Fabbrica, luogo ancor oggi riservato alla riquadratura dei grossi blocchi provenienti dalla Cava Madre, visita alla Cava e al laboratorio di restauro in cui abilissimi artigiani riproducono fedelmente le parti del Duomo danneggiate dal tempo e dall'inquinamento. A conclusione della giornata, verso le 15, visita al Museo civico archeologico di Mergozzo. Per informazioni cell.0324/87540.

Cannobio, Lo specchio del lago con Baj

Le sale espositive di Palazzo Parasi di Cannobio ospitano fino al 29 ottobre una raccolta di opere di Enrico Baj. Sono installate venti lavori incentrati sulla serie degli Specchi. Nelle sale il visitatore trova collage di specchi su materiali eterogenei, come tavola, tappezzeria, stoffa, tela, che creano spesso dei personaggi e dei mostri, come gli indimenticabili ultracorpi “Personaggio”, “A magic”, “Ultracorpo allo specchio”, insieme al “Grande Attrattore” del 1980, composto da ventisette pannelli specchianti. Alle opere si lega idealmente l'immagine dello specchio d'acqua del Lago Maggiore, sul quale si affaccia Cannobio. Compoaiono così le celebri “Modificazioni”, “Au bord du lac”,  figure popolari e kitsch , oppure “Lo scoppio è alto nel cielo” del 1953, esempio della pittura nucleare. Completano l'esposizione “Bagnanti a Gavirate” del 1947, un piccolo dipinto ad olio, e il libro d'artista “Sull'Acqua” del 2003 con tredici testi inediti di Giovanni Raboni.  

Angera, festa medievale alla Rocca

Domenica 1 ottobre giochi, botteghe e visite alle antiche sale e al Museo della Bambola e del Giocattolo
Dalla locandina

Accampamenti, sbandieratori, menestrelli e cantastorie, domenica 1° ottobre 2017, alla festa della Rocca di Angera, l’antico maniero dei Borromeo affacciato sulla sponda lombarda del lago Maggiore. Per l'intera giornata i visitatori potranno partecipare a giochi e tornei, misurarsi con il tiro con l’arco, assaggiare l’antica bevanda dell'idromele, ascoltare le indicazioni dell'erborista o le divinazioni della cartomante. Le botteghe degli artigiani, dal falegname al pellaio e alla sarta mostreranno le loro produzioni di spade di legno, elmi, scudi, archi e coroncine di fiori.
La festa sarà un’occasione per scoprire o rivedere gli sviluppi del Giardino Medievale creato nel 2007. Piante, percorsi, fiori e prospettive fanno rivivere ciò che era il giardino nel medioevo. Nel museo all'aria aperta si potranno trovare dalle erbe medicinali a quelle tintore, da quelle a uso alimentare a quelle che si riteneva  scacciassero il malocchio, ai fiori che, con i loro simboli, servivano a trasmettere segreti messaggi. Un verde senza forzature, che fa riscoprire la pianta “originaria", quella presente in natura spontaneamente, che non conosce l’intervento umano né le contaminazioni culturali tipiche dei secoli seguenti.
La Rocca aprirà le sue sale interne, prima tra tutte la Sala della Giustizia, dove un ignoto ma abilissimo artista creò un capolavoro d’arte e di racconto storico, descrivendo, a fresco, le vicende dell'arcivescovo Ottone Visconti, vincitore della battaglia di Desio del 1227. Negli eleganti saloni del Buon Romano, della Mitologia, delle Cerimonie, di San Carlo, dei fasti Borromeo immense tele, ritratti, arredi ricordano i grandi personaggi che qui passarono, non ultimo san Carlo Borromeo.
Un incontro con la storia offre anche il Museo della bambola e del giocattolo, il più grande d’Europa, che accoglie migliaia di poupées, giocattoli, automi, case in miniatura di ogni epoca e di molti Paesi. In caso di brutto tempo la manifestazione verrà annullata. 

Valle Anzasca (Verbania), al via due nuove linee elettriche interrate e sei nuove cabine

La linea aerea sostituita da un moderno cavo in alluminio - Con i nuovi impianti monitoraggio costante e interventi anche da remoto in caso di guasto
Cabina Valle Anzasca

In Valle Anzasca (Verbania) sono iniziati i lavori di potenziamento e rinnovo del sistema elettrico dell’area. Il piano del Gruppo Enel prevede la realizzazione di due nuove linee elettriche di media tensione che si estenderanno per oltre 40 chilometri, nel tratto che collega i comuni di Castiglione Calasca, Bannio Anzino, Ceppo Morelli, Vanzone con San Carlo e Macugnaga.
CAVO IN ALLUMINIO
La posa di un moderno cavo in alluminio completamente interrato consentirà di eliminare i conduttori aerei. Sarà così azzerato l’impatto estetico e ambientale della linea elettrica e verranno anche realizzate sei nuove cabine di trasformazione MT (media tensione)/BT (bassa tensione) dotate di apparecchiature di ultima generazione per il telecontrollo della rete. In programma anche la posa di oltre undici chilometri di cavo in fibra ottica e lo smantellamento del tratto di linea elettrica aerea in funzione fino ad oggi, oggetto dell’operazione di restyling.
Nelle zone di Verbania e Novara la società del Gruppo Enel gestisce 3.398 chilometri di linee di media tensione, 8.688 chilometri di linee di bassa tensione e 5.040 cabine di trasformazione per un totale di circa 355.000 clienti serviti.
TELECOMANDO
I nuovi impianti si aggiungono a quelli già in servizio e conciliano un monitoraggio costante e interventi anche da remoto in caso di guasto.
Le nuove tecnologie consentiranno di isolare il tratto di rete danneggiato attraverso manovre in telecomando e restituire immediatamente elettricità al resto delle utenze, riducendo drasticamente i tempi di rialimentazione della clientela soprattutto in caso di eventi atmosferici di forte intensità. Inoltre sarà possibile ripartire in maniera più efficiente i carichi energetici, rendendo disponibile una maggiore quantità di energia e consentendo di allacciare nuove forniture e aumentare la potenza di quelle esistenti. 
Nelle foto: tecnici Enel al lavoro; una delle 6 nuove cabine elettriche realizzate in Valle Anzasca 

Distretto idrografico del Po, passata (per ora) è la siccità

Contro i rischi di crisi idrica avanzate proposte di abbassare i livelli dei laghi e di accumulare l’acqua piovana in cave dismesse

Il grande caldo di fine primavera è passato e le piogge di fine giugno hanno incrementato le disponibilità idriche. I laghi lombardi si sono ricaricati, arrivando quasi tutti al massimo volume d’invaso, ad iniziare dal Lago Maggiore.
Il quadro è emerso il 4 luglio 2017 dai resoconti di Arpa Piemonte, Lombardia ed Emilia Romagna durante una riunione dell’Osservatorio Permanente per gli utilizzi idrici in atto nel Distretto Idrografico del fiume Po. Erano presenti funzionari regionali e rappresentanze dei principali utilizzatori delle acque a fini civili, irrigui ed elettrici oltre ai Consorzi di bonifica e agli enti regolatori dei grandi laghi.
Per ANBI (Associazione nazionale Consorzi di tutela e gestione acque irrigue) Lombardia sono intervenuti il presidente Alessandro Folli e il direttore Giorgio Negri. All’incontro ha preso parte anche Stefano Roverato, responsabile del progetto Isil (Indagine sui sistemi irrigui della Lombardia), presentato nei suoi esiti il 3 luglio a Palazzo Lombardia nel corso del convegno “Conoscere l’acqua”.
LIVELLI LAGO MAGGIORE
Sul lago Maggiore, proprio in questi giorni, si è riacceso il confronto tra territori rivieraschi e quelli del Ticino sublacuale rispetto ad una regolazione dei livelli idrici. I primi, in un documento unitario, hanno chiesto di rivederli al ribasso, con l’eccezione del Garda e di Idro, in situazione critica.
Per mitigare gli effetti delle crisi idriche in agricoltura, l’ANBI ha reclamato un impegno serio per la realizzazione di infrastrutture che permettano di conservare l’acqua d’inverno in previsione dei mesi estivi. Sulla stessa linea, agli inizi di luglio, in Regione Lombardia è stata presentata una proposta di legge che punta all’uso delle cave dismesse quali bacini utili per l’accumulo di acqua piovana.
Intervenendo il 12 luglio a Roma all'assemblea nazionale di Anbi, l'assessora regionale al Territorio Viviana Beccalossi ha osservato che la Lombardia si trova quest'estate in una situazione meno grave rispetto ad altre regioni grazie al buon livello di riempimento dei grandi laghi, che dispongono quindi di adeguate riserve per far fronte ai bisogni dell'agricoltura. «L'eccezione – ha precisato – è rappresentata dal lago d'Idro e dal relativo bacino del Chiese. Proprio da questo territorio è nata l'idea di sperimentare l'uso delle cave per immagazzinare l'acqua che in inverno scorre verso l'Oglio e il Po».