Edizione n.19 di mercoledì 3 giugno 2026
Lombardia
Montagna lombarda, marchio di qualità a 97 rifugi
C'è anche un rifugio di Castelveccana, nel Varesotto, tra le 97 strutture lombarde di accoglienza in alta montagna con il marchio "Q Ospitalità italiana". Su 104 impianti controllati il riconoscimento è stato assegnato a 65 rifugi alpinistici e 32 escursionistici.
Ispettori indipendenti ne hanno accertato qualità di accoglienza, cucina, camere, servizi e aree, con un approccio eco-compatibile, nelle province di Bergamo, Brescia, Como, Lecco, Sondrio e Varese. A Milano l'11 febbraio l'assessore regionale allo Sport e Giovani e rappresentanti di Unioncamere Lombardia e Isnart (Istituto nazionale ricerche turistiche), che gestisce il marchio "Q Ospitalità italiana", hanno distribuito l'attestato e la targa che li identifica come strutture di qualità.
In montagna la Lombardia vanta un patrimonio di 2.600 chilometri di sentieri segnalati, 166 guide alpine, 59 bivacchi, 113 rifugi alpinistici e 57 escursionistici che richiama turisti da tutto il mondo. Il marchio di qualità consente a sportivi e famiglie di verificare, anche su iPad e sul sito internet www.10q.it, le caratteristiche del rifugio dove si stanno recando, prima di mettersi in viaggio.
ELENCO DEI 97 RIFUGI PREMIATI
BERGAMO (17 rifugi): Passo del Vivione (Schilpario), Nani Tagliaferri (Schilpario), Pian de la Palù (Rogno), Capanna 2000 (Oltre il Colle), Terre Rosse (Carona), Passo San Marco 2000 (Mezzoldo), Fratelli Longo (Carona), Alberto Grassi (Valtorta), La Valle del Drago (Roncobello), Angelo Gherardi (Taleggio), Cesare Benigni (Ornica), Laghi Gemelli (Branzi), Monte Poieto (Aviatico), Antonio Curò (Valbondione), Barbellino (Valbondione), Alpe Corte Bassa (Ardesio), Coca (Valbondione).
BRESCIA (19 rifugi): Valtrompia (Tavernole sul Mella), Cima Rest (Magasa), Medelet (Pisogne), Baita Adamè (Saviore dell'Adamello), Premassone (Sonico), Torsoleto (Paisco Loveno), Franco Tonolini (Sonico), Tita Secchi (Breno), Sandro Occhi all'Aviolo (Edolo), Giuseppe Garibaldi (Edolo), Baita Iseo (Ono San Pietro), Baitone (Sonico), Petit Pierre (Ponte di Legno), 'Carlo e Filippo Tassara' (Breno), Serafino Gnutti (Sonico), Paolo Prudenzini (Saviore dell'Adamello), Antonioli (Monno), Alpini di Campovecchio (Corteno Golgi), Angelino Bozzi (Ponte di Legno).
COMO (5 rifugi): Bugone (Moltrasio), Alpetto di Torno (Sormano), S.E.V. - Pianezzo (Valbrona), Croce di Campo (San Bartolomeo val Cavargna), Dalco (Montemezzo).
LECCO (22 rifugi): Shambalà (Casargo), Cazzaniga-Merlini (Barzio), Sassi Castelli (Moggio), Dino Tavecchia (Introbio), 'Antonietta' al Pialeral (Pasturo), Capanna Vittoria (Casargo), CAI Lecco (Barzio), Baita della Luna (Moggio), Nicola (Barzio), Monza Bogani (Esino Lario), Buzzoni (Introbio), Ratti (Barzio), F.A.L.C. (Introbio), Gran Baita (Barzio), Casera Vecchia (Introbio), Riva (Primaluna), Antonio Stoppani (Lecco), Soldanella (Ballabio), Carlo Porta (Abbadia Lariana), Rocca Locatelli (Abbadia Lariana), Rosalba (Mandello del Lario), Capanna alpinisti Monzesi (Lecco).
SONDRIO (33 rifugi): L. Pizzini e M. Frattola (Valfurva), C. Branca e G. Martinelli (Valfurva), Federico in Val Dosdè (Valdidentro), Rifugio alpino al Passo di Cassana (Livigno), G. Casati e A. Guasti (Valfurva), Ghiacciaio dei forni (Valfurva), Bonetta (Valfurva), Arnaldo Berni (Valfurva), La Baita (Sondalo), Garibaldi Dreisprachenspitz (Bormio), Mai tardi (Madesimo), Savogno (Piuro), Frasnedo (Verceia), Chiavenna (Campodolcino), G. Bertacchi (Madesimo), Luigi Brasca (Novate Mezzola), Omio (Val Masino), Rasega (Val Masino), Rifugio della corte (Cosio Valtellino), Bar Bianco (Rasura), Trona Soliva (Gerola Alta), Capanna Ventina (Chiesa in Valmalenco), Longoni Antonio ed Elia (Chiesa in Valmalenco), Capanna Carate (Lanzada), Cristina (Lanzada), Zoia (Lanzada), Alpe Ponte (Lanzada), Tartaglione - Crispo (Chiesa in Valmalenco), Mario Del Grande Remo Camerini (Chiesa in Valmalenco), Motta (Chiesa in Valmalenco), Ca' Runcasch (Lanzada), Malghera (Grosio), Alpe Schiazzera (Vervio).
VARESE (1 rifugio): Giulio De Grandi Adamoli 'Capanna' (Castelveccana).
“Prati stabili” e paesaggio della pianura lombarda
Sono un contenitore di biodiversità fondamentale per la filiera agricola e una specificità del paesaggio della pianura lombarda. I “prati stabili” sono prati non dissodati per molto tempo, anche fino a un centinaio di anni, e rappresentano un ecosistema produttivo complesso tra Mantova e gli altri territori della Bassa, da Cremona a Lodi, Milano, Brescia e Bergamo.
Alla loro tutela e valorizzazione è dedicata una legge approvata a maggioranza il 25 luglio 2025 dall’assemblea regionale, che introduce anche una Consulta e una “Giornata” regionale e per il 2025 finanzia con centomila euro le attività di comunicazione e sensibilizzazione.
CARATTERISTICHE E RETE
Il “prato stabile” si caratterizza per la presenza di diverse specie erbacee, che, secondo la stagione di sfalcio, possono caratterizzare il fieno con sfumature in grado di conferire al formaggio sapori e aromi anche molto diversi tra loro. È lasciato a coltivazione spontanea, di norma senza diserbanti e senza antiparassitari ma con grande cura e attenzione affinché non si diffondano specie vegetali indesiderate danneggiando le sue caratteristiche.
Le pratiche agricole a cui è sottoposto sono lo sfalcio, l’irrigazione e la concimazione, che nella maggior parte dei casi, in presenza di stalle, è organica. Cuore di questo sistema di biodiversità di trentamila ettari complessivi è Mantova con settemila ettari. La rete dei prati stabili mantovani, la maggior parte ricompresi nel Parco del Mincio, costituisce un esempio unico in Lombardia per estensione, qualità e impatto sulla filiera lattiero-casearia.
Nella foto (LNews): “prati stabili" della Lombardia.
Apicoltura, ristoro ai danni delle gelate
Una buona notizia per il settore apistico nazionale. Il governo ha stanziato 5 milioni di euro come ristoro dei danni derivati dalle gelate di aprile 2021 e nella sola Lombardia stimati in 15 milioni di euro. La notizia è stata data dal sottosegretario alle politiche agricole Gian Marco Centinaio.
I cambiamenti climatici e i prezzi dei prodotti esteri stanno danneggiando pesantemente l'apicoltura lombarda e italiana. In Lombardia gli apicoltori sono 7.443 e gli alveari 176.442. «Le gelate di aprile - ha reso noto l'assessore regionale Fabio Rolfi - hanno causato danni al settore per 15.359.273 euro e solo nella nostra regione importiamo miele per 15 milioni di euro l'anno. Il 75% del cibo è frutto del lavoro di impollinazione e senza api non avremmo circa il 60% di frutta e verdura, così come migliaia di piante da fiore».
Di seguito il numero degli alveari e la stima dei danni per le gelate di aprile 2021 per singola provincia in Lombardia:
*VARESE 18.593; danni 2.983.416 euro;
*COMO 14.084; danni 2.083.550 euro;
*SONDRIO 13.437; danni 1.854.000 euro;
*MILANO 16.302; danni 1.379.779 euro;
*BERGAMO 22.625; danni 2.304.829 euro;
*BRESCIA 26.530; danni 2.233.090 euro;
*PAVIA 22.357;
*CREMONA 9.434; danni 123.322 euro;
*MANTOVA 10.871; danni 143.814 euro;
*LECCO 9.752; danni 1.712.975 euro;
*LODI 4.609;
*MONZA BRIANZA 7.848; danni 540.498 euro.
LOMBARDIA: alveari 176.442; danni. 15.359.273 euro.
Cantello, Fiera dell’asparago
Nel Palatenda di Cantello, nel Varesotto, ha preso avvio la Fiera dell’asparago, che nel doppio weekend del 15-17 e del 22-24 maggio 2026 rinnova l’appuntamento con mercatino, musica e cucina all’insegna di una produzione agricola d’eccellenza locale.
Dalla prima edizione di domenica 28 maggio 1939 in poi, la manifestazione, come ha dichiarato il presidente provinciale di Coldiretti Varese, Pietro Luca Colombo, «permette di valorizzare il lavoro dei produttori agricoli e di far conoscere ai cittadini il valore reale di una filiera locale, fatta di qualità, stagionalità e legame diretto con il territorio».
Le prime notizie ufficiali sulla coltivazione degli asparagi a Cantello risalgono al 1831, quando alcuni documenti degli archivi parrocchiali testimoniano la presenza del prodotto, messo all’asta dal parroco per far fronte alle spese ecclesiastiche. Nel 1863 alcuni abitanti di Cantello portarono mazzi di asparagi in dono al Papa durante un viaggio a Roma. «L’episodio - aggiunge il presidente Colombo - conferma come questa coltivazione fosse già allora non solo una fonte di reddito, ma anche un simbolo identitario della comunità».
Nella foto (Pro Loco Cantello): la locandina della Fiera dell’asparago.
Varese, nuove apparecchiature pediatriche
Non conosce sosta l’impegno dell'associazione Il Ponte del Sorriso di Varese nel garantire ai piccoli pazienti cure sempre più efficaci e tecnologie all’avanguardia. Due lettini di rianimazione neonatale destinati alle sale parto, un ecografo oculare per l’Oculistica pediatrica, una sonda per la Radiologia pediatrica, che consentirà di effettuare indagini diagnostiche anche sui pazienti più piccoli, sono la sua ultima donazione all’Ospedale Filippo Del Ponte.
Il 15 maggio 2026 le nuove apparecchiature sanitarie, del valore complessivo di circa 60mila euro, sono state formalmente consegnate ai vertici amministrativi e sanitari dell’Asst Sette Laghi dalla presidente della fondazione Emanuela Crivellaro.
A rendere possibile quest’altro risultato non è stata soltanto la raccolta fondi natalizia promossa dall’associazione, ma anche la generosità di tante persone che, negli ultimi mesi, hanno scelto di sostenere concretamente i progetti dedicati ai bambini ricoverati.
Dai privati alle aziende, fino ai sempre presenti Alpini di Agra, gli Arditi Curva Nord Pallacanestro di Varese, l’Associazione Aspide e il Club Bridge, ancora una volta la sollecita mobilitazione e la generosa risposta hanno reso possibile un gesto di solidarietà a favore della salute dei bambini.
Nella foto (Asst Sette. Laghi): ls consegna delle nuove apparecchiature pediatriche all’Ospedale Del Ponte.
Università e ricerca, nuove piattaforme tecnologiche a Varese, Como e Busto Arsizio
Un’iniezione di 4 milioni e 400mila euro darà ali a nuove piattaforme tecnologiche e rafforzerà quelle esistenti nelle sedi di Como, Varese e nel polo di Busto Arsizio.
All’Università dell’Insubria è stato assegnato Il finanziamento di due progetti strategici con il bando regionale di 50 milioni di euro del Programma Fesr 2021-2027, destinato, per la prima volta, esclusivamente agli atenei lombardi pubblici e privati per la creazione e l’ammodernamento di infrastrutture di ricerca.
I DUE PROGETTI
Il primo progetto punta a potenziare a Como la Piattaforma di analisi e caratterizzazione della materia (Impactt) e a costituire a Busto Arsizio una nuova piattaforma di ricerca biomedica. Quasi 3 milioni di euro il finanziamento. Obiettivo, valorizzare ricerca e trasferimento tecnologico nei settori dei materiali avanzati e della diagnostica per l’invecchiamento.
L’idea è creare un collegamento diretto tra le piccole e medie imprese del territorio e i migliori centri di ricerca internazionali.
Il secondo progetto, finanziato con circa 1,4 milioni di euro, prevede la realizzazione a Varese di un’infrastruttura dedicata all’innovazione sostenibile nel settore degli aminoacidi e dei loro derivati. L’iniziativa SustAA si inserisce nell’ecosistema Salute e Life Science e sostiene la vocazione del territorio nei settori nutraceutico, farmaceutico, cosmetico e alimentare.
Nelle foto (Uninsubria): Microscopio elettronico a trasmissione (Varese-Aurora Montali); Criett Como Microscopio Sem.
Violenza sulle donne, tra Varese e Como quasi 400 contatti
Hanno intercettato 398 uomini, tra richieste di informazioni e primi appuntamenti e 224 di loro hanno poi completato la valutazione di idoneità al trattamento. Sono I servizi della rete dei Centri per uomini autori o potenziali autori di violenza (Cuav) nel suo primo anno di attività nei territori di ATS Insubria con due sedi a Varese e due a Como.
I Cuav sul territorio sono implementati da Centro italiano per la promozione della mediazione (Cipm), Dorian Gray Onlus, Associazione InfraMente e Fondazione Somaschi.
FOTOGRAFIA
I percorsi di responsabilizzazione dedicati agli uomini, che hanno agito violenza o che riconoscono di avere difficoltà nella gestione della rabbia, restituisce una fotografia chiara del fenomeno e dell’impatto.
Chi si rivolge al Cuav ha un’età media di 42 anni, un diploma di scuola secondaria di primo grado nel 48,3% dei casi o di secondo grado - 34,8 percento. Il 33,85% è celibe e il 32,69% sposato, mentre risulta stabilmente occupato il 61,5%.
La maggior parte accede ai Cuav in presenza di provvedimenti giudiziari già attivi e i reati più frequenti riguardano episodi di violenza domestica verso partner, ex partner e, in alcuni casi, figli.
TRATTAMENTI
Nei centri gli uomini possono trovare un aiuto per riconoscere i loro gesti e prevenire le recidive attraverso interventi - sia individuali sia di gruppo - diretti a far riconoscere agli uomini la violenza fatta, assumerne la responsabilità e sviluppare strategie relazionali ed emotive alternative.
Accanto ai quesiti percorsi, la prevenzione rappresenta una componente centrale del progetto. Tra le iniziative figurano un gruppo psicoeducativo per uomini con storie di dipendenza, incontri nelle scuole superiori sul tema degli stereotipi di genere e del consenso ed eventi pubblici realizzati in collaborazione con realtà locali e servizi dedicati.
Il lavoro prosegue anche in ambito penitenziario. Nelle case circondariali di Varese e Como, dove si conducono gruppi dedicati ai detenuti, offrendo spazi strutturati di riflessione e cambiamento.
Nella foto (Ibis): Ats Insubria Varese.
FATTI & OPINIONI - «Quattro studenti lombardi su dieci non conoscono bene matematica e italiano»
Come forma i giovani il sistema scolastico in Lombardia? È la domanda posta dal consigliere regionale del Pd Samuele Astuti alla luce del Rapporto Invalsi 2022, dal quale emerge un quadro poco gratificante del livello di scolarizzazione degli studenti lombardi e delle differenze tra ceti sociali. Queste le sue considerazioni in una nota del 22 settembre 2023.
«LA SCUOLA NON FUNGE PIÙ DA ASCENSORE SOCIALE»
Dal Rapporto Invalsi 2022 emerge un quadro preoccupante del livello di scolarizzazione degli studenti lombardi e delle differenze tra ceti sociali. Dall’analisi risulta che quattro ragazzi su dieci non hanno un adeguato livello di conoscenze in matematica e italiano, con le percentuali più preoccupanti tra gli studenti di istituti tecnici e professionali.
Oggi, la domanda che dobbiamo porci è: come forma i giovani il sistema scolastico in Lombardia? È sufficiente quello che offre? Regione può intervenire per gli istituti di sua competenza? E poi c’è l’altro grande aspetto, emerso solo dopo gli eventi degli ultimi tre anni: che incidenza ha avuto in tutto questo la pandemia da Covid? Basti pensare che i test non sono stati fatti per tutto il 2020, considerato che gli studenti erano in Dad.
Ma c’è un dato ancora più inaspettato che si evince da questo studio.
In base all’indicatore dello status sociale, economico e culturale delle famiglie gli studenti considerati eccellenti sono il 20,5 per cento tra coloro che provengono da famiglie con favore socio-economico, quindi di un certo livello di benessere, si scende all’8,4 per cento tra coloro che provengono da nuclei famigliari con svantaggio socio-economico. Percentuale del solo 2,7 per cento tra coloro di cui non si conosce il background di provenienza. Questo significa che la scuola non funge più da ascensore sociale. A questo punto torna la domanda: cosa si può fare e come possiamo aiutare studenti e studentesse?
Tra l’altro, si nota una ridotta presenza di studenti di istituti tecnici e professionali tra coloro considerati “eccellenti”, a fronte di larghissime quote di allievi che raggiungono risultati del tutto inadeguati rispetto ai traguardi attesi al termine del secondo ciclo d’istruzione. Nonostante le criticità presenti nel sistema lombardo, questa regione è in grado di sostenere le eccellenze; infatti vi è un cospicuo numero di studenti che raggiungono delle ottime performance. E le regioni con minore fragilità scolastica sono anche quelle con una maggiore capacità di sostenere le eccellenze, tra queste una delle più performanti è proprio la Lombardia.
PROPOSTE CONCRETE
Le scuole dovrebbero essere uno strumento capace di diminuire le diseguaglianze sociali e per questo serve un sostegno attivo alle famiglie che sono più in difficoltà e che può partire dalle risorse di Regione Lombardia.
Inoltre, bisogna ripensare la pausa estiva dei ragazzi, proponendo attività extrascolastiche a supporto del percorso educativo-sociale e culturale, una pausa estiva che troppo spesso per le famiglie diventa un malus comportando problematiche di organizzazione oltre che un’implicita perdita di competenze dello studente.
Infine, le scuole possono rimanere aperte anche al pomeriggio con attività che possano aiutare gli studenti, non solo quelli con fragilità.
Samuele Astuti
consigliere regionale Pd
Chiesa di San Giuseppe, inaugurazione il 19 marzo
Mercoledì 19 marzo, solennità di san Giuseppe, inaugurazione della chiesa restaurata. Le messe saranno alle 9 e alle 18; alle 20.45 messa con i papà, nel giorno loro dedicato.
Scrive il prevosto don Piergiorgio Solbiati nel bollettino parrocchiale Camminiamo Insieme: «Nella festa di San Giuseppe, proprio il 19 marzo, riapriremo questo oratorio. Dal pavimento al tetto tutto è stato risistemato. Il Consisglio pastorale parrocchiale ha condiviso non solo il giorno ma anche ha voluto che la migliore inaugurazione non fosse occasione per discorsi, inviti, ma per la celebrazione della messa».
Federico Morlacchi, prima la cerimonia in Quirinale, poi domenica riceverà medaglia d'oro di Luino
Giornata attraente e interessante si preannuncia a Luino per il 23 settembre. Dalle 10 alle 18 tornerà una grande festa, quella dello sport. Che quest'anno ha un motivo in più di richiamo perchè sarà dedicata alla splendida vittoria di Federico Morlacchi alle Paralimpiadi di Londra dove l'atleta luinese ha conquistato tre medaglie di bronzo nel nuoto. A lui, alle 17.30, il sindaco Andrea Pellicini consegnerà a nome di tutta la città una medaglia d’oro. «Luino esulta con Federico Morlacchi per i tre bronzi conquistati alle Paralimpiadi! – ha commentato Pellicini -. Vogliamo vivere una grande giornata di sport insieme alle tante associazioni e ai loro atleti dimostrando quanto crediamo all’importanza dei valori che vengono trasmessi da questo mondo fantastico».
La manifestazione (in caso di maltempo slitterà a domenica 30) sarà all’ex Campo Sportivo di via Lido. Per la sua organizzazione si è messo al lavoro un vero staff coordinato dallo stesso sindaco e dal consigliere comunale Vittorio Sarchi supportati da altri consiglieri, Mario Contini, Simona Ronchi, Alessandro Franzetti.
Coinvolto nelle varie fasi della giornata il vasto mondo dello sport con le sue associazioni sportive locali che daranno a tutti la possibilità di provare a praticare diverse discipline. Si andrà dagli sport acquatici (canottaggio, nuoto, vela) a calcio, volley, pallacanestro, ping pong, ring di boxe. La festa rappresenterà un’opportunità per sperimentare la pratica delle arti marziali, apprendendo qualche mossa di judo, apprezzando il thai-chi. E ancora: su un grande palco si potranno ammirare esibizioni di capoeira e di danza; l’Avis e il Cai presenzieranno con stand e mostreranno i loro progetti; la Pro Loco allestirà uno stand gastronomico perchè si possa pranzare nel bello scenario tra fiume e lago.
Morlacchi riceverà la medaglia della Città dopo aver affrontato, mercoledì 19, un'altra emozione non da poco. Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha rinnovato le felicitazioni agli atleti azzurri alle Paralimpiadi e alle Olimpiadi, e ha invitato al Quirinale tutti coloro che hanno conquistato medaglia.
La cerimonia con la consegna da parte dei portabandiera dei Giochi Olimpici e Paralimpici - rispettivamente Valentina Vezzali e Oscar De Pellegrin - al capo dello Stato del tricolore con le firme degli atleti, alle 17, nel Salone dei Corazzieri sarà trasmessa in diretta dalla Rai.








