Edizione n.28 di mercoledì 9 settembre 2026

Prima pagina

Nuova linea ferroviaria Torino-Lione, già aggiudicato tutto il tunnel

Finora scavati 33 dei 162 km di gallerie - Nei prossimi anni altri 23 miliardi di infrastrutture
Torino-Lione. Incontro Confindustria Piemonte con Telt - 16 gennaio 2024

Al momento, dieci cantieri aperti e già aggiudicati 6 miliardi di euro. Finora realizzati lavori per 1,3 miliardi di euro e in corso altri per 3,3 miliardi. Al lavoro duemilacinquecento addetti e, a regime, tra Italia e Francia quattromila diretti e altrettanti indiretti, di cui due terzi saranno lavorati locali.
Sono alcuni dati forniti a Torino, il 16 gennaio 2024, da Maurizio Bufalini, direttore generale della Tunnel Euralpin Lyon Turin sas (Telt), il promotore pubblico italo-francese responsabile della realizzazione e della gestione della sezione transfrontaliera della futura linea ferroviaria.
La nuova linea ferroviaria ad alta velocità/capacità Torino-Lione è stata il focus di una riunione con il presidente, Marco Gay, e la commissione logistica di Confindustria Piemonte, presieduta da Ascanio Borchi. «Per il Piemonte e il Nord Ovest – ha dichiarato Marco Gay - la Torino-Lione è imprescindibile e da parte delle imprese di Confindustria Piemonte c’è da oltre trenta anni pieno sostegno al progetto. Ci sono 23 miliardi di infrastrutture che dovranno essere ultimate nei prossimi anni».
CONCLUSIONE AL 2032
Nella sua relazione Bufalini ha illustrato i progressi attesi per il 2024 e per i prossimi anni e ha confermato la conclusione della tratta internazionale al 2032. «La Torino-Lione non è più un progetto ma un’opera, che vogliamo consegnare quanto prima ai cittadini di Italia, Francia ed Europa» ha puntualizzato. «Si lavora in Francia all’interconnessione con la linea storica, mentre già tutto il tunnel è stato aggiudicato. Abbiamo finora scavato 33 dei 162 km di gallerie necessari, di cui 13 km sono parte del tunnel di base».
Entro il 2026 saranno aggiudicati i lavori per realizzare il tratto dall’uscita del tunnel di base fino a San Didero per un importo di 400 milioni. A metà 2027 è poi prevista l’aggiudicazione di un bando da due miliardi di euro per gli impianti ferroviari e la sicurezza del tunnel di base, che include anche gli oneri legati a otto anni di manutenzione quando la linea sarà pronta. Su questo bando l’appalto è già stato pubblicato e sono state ricevute le richieste per le prequalifiche.
MATERIALE SCAVO
Quando poi inizierà lo scavo della parte italiana del tunnel di base, il materiale estratto andrà in un’area ex industriale a Salbertrand, dove sarà lavorato per realizzare i conci in calcestruzzo per il tunnel di base.
A San Didero è in costruzione il nuovo autoporto, che sostituirà quello attuale che si trova proprio nell’area destinata alla nuova stazione internazionale di Susa. Quest’opera intermodale e quella sul lato francese a Saint-Jean de Maurienne, saranno le ultime ad essere messe a gara. Il costo complessivo della tratta internazionale sarà finanziato al 40% dalla Unione Europea, al 35% dall’Italia e al 25% Francia.
Nella foto (Confindustria Piemonte): incontro con Telt. 

FATTI & OPINIONI - «Quattro studenti lombardi su dieci non conoscono bene matematica e italiano»

Per il consigliere regionale Pd Samuele Astuti, «nel Rapporto Invalsi 2022 quadro preoccupante del livello di scolarizzazione e delle differenze tra ceti sociali»

Come forma i giovani il sistema scolastico in Lombardia? È la domanda posta dal consigliere regionale del Pd Samuele Astuti alla luce del Rapporto Invalsi 2022, dal quale emerge un quadro poco gratificante del livello di scolarizzazione degli studenti lombardi e delle differenze tra ceti sociali. Queste le sue considerazioni in una nota del 22 settembre 2023.

«LA SCUOLA NON FUNGE PIÙ DA ASCENSORE SOCIALE»

Dal Rapporto Invalsi 2022 emerge un quadro preoccupante del livello di scolarizzazione degli studenti lombardi e delle differenze tra ceti sociali. Dall’analisi risulta che quattro ragazzi su dieci non hanno un adeguato livello di conoscenze in matematica e italiano, con le percentuali più preoccupanti tra gli studenti di istituti tecnici e professionali.
Oggi, la domanda che dobbiamo porci è: come forma i giovani il sistema scolastico in Lombardia? È sufficiente quello che offre? Regione può intervenire per gli istituti di sua competenza? E poi c’è l’altro grande aspetto, emerso solo dopo gli eventi degli ultimi tre anni: che incidenza ha avuto in tutto questo la pandemia da Covid? Basti pensare che i test non sono stati fatti per tutto il 2020, considerato che gli studenti erano in Dad.
Ma c’è un dato ancora più inaspettato che si evince da questo studio.
In base all’indicatore dello status sociale, economico e culturale delle famiglie gli studenti considerati eccellenti sono il 20,5 per cento tra coloro che provengono da famiglie con favore socio-economico, quindi di un certo livello di benessere, si scende all’8,4 per cento tra coloro che provengono da nuclei famigliari con svantaggio socio-economico. Percentuale del solo 2,7 per cento tra coloro di cui non si conosce il background di provenienza. Questo significa che la scuola non funge più da ascensore sociale. A questo punto torna la domanda: cosa si può fare e come possiamo aiutare studenti e studentesse?
Tra l’altro, si nota una ridotta presenza di studenti di istituti tecnici e professionali tra coloro considerati “eccellenti”, a fronte di larghissime quote di allievi che raggiungono risultati del tutto inadeguati rispetto ai traguardi attesi al termine del secondo ciclo d’istruzione. Nonostante le criticità presenti nel sistema lombardo, questa regione è in grado di sostenere le eccellenze; infatti vi è un cospicuo numero di studenti che raggiungono delle ottime performance. E le regioni con minore fragilità scolastica sono anche quelle con una maggiore capacità di sostenere le eccellenze, tra queste una delle più performanti è proprio la Lombardia.
PROPOSTE CONCRETE
Le scuole dovrebbero essere uno strumento capace di diminuire le diseguaglianze sociali e per questo serve un sostegno attivo alle famiglie che sono più in difficoltà e che può partire dalle risorse di Regione Lombardia.
Inoltre, bisogna ripensare la pausa estiva dei ragazzi, proponendo attività extrascolastiche a supporto del percorso educativo-sociale e culturale, una pausa estiva che troppo spesso per le famiglie diventa un malus comportando problematiche di organizzazione oltre che un’implicita perdita di competenze dello studente.
Infine, le scuole possono rimanere aperte anche al pomeriggio con attività che possano aiutare gli studenti, non solo quelli con fragilità.
Samuele Astuti
consigliere regionale Pd  

Sesto Calende, alla scoperta della Moldova

SViaggio artistico con quaranta opere dei pittori Antonina e Vitalie Grișciuc
Moldova, locandina Grisciuc

Un viaggio alla scoperta della Repubblica Moldova, attraversando il suo paesaggio rurale, i suoi villaggi caratteristici fino a descrivere la città capitale di Chișinău.
È questo l'intendimento della mostra “La mia Moldova”, organizzata dal 24 giugno al 4 luglio 2023 a Sesto Calende (Varese) dall’Associazione Italia-Moldova di Besozzo in collaborazione con la Pro Sesto Calende.
Realizzati con tecniche diverse, dall'olio su tela all'acquarello, dall'incisione alla pittura a china, i quaranta lavori dei pittori Antonina e Vitalie Grișciuc descrivono gli scorci più suggestivi del centro storico di Chișinău, l’autenticità dei villaggi, la poesia cromatica della natura. 

Cuccioli dall'Est Europa, scoperto traffico illecito

Operazione dei carabinieri forestali di Varese
operazione Compagnia CC Varese
operazione Compagnia CC Varese

Un cucciolo era privo di identificazione individuale e di certificazione sanitaria. Ad altri dieci erano stati somministrati farmaci illeciti causando lesioni e sofferenze risultate mortali in due casi. L’età delle povere bestiole era minore di quella dichiarata e tale da non consentire loro movimenti.
Sono alcune delle risultanze emerse da un'indagine dei carabinieri forestali di Varese su un traffico illecito di cuccioli provenienti dall’Est Europa, svolta in collaborazione con il raggruppamento carabinieri Cites di Roma, delle stazioni carabinieri di Busto Arsizio e Varese e delle stazioni carabinieri forestale di Arcisate e Tradate.
Secondo l'operazione “Puppies traffic”, il titolare di due negozi di animali importava cuccioli di cane, corrispondenti al fenotipo di razze quali Spitz, King Cavalier, Chihuahua, Maltese, Barbone nano e altri, privi dei sistemi per l’identificazione individuale tramite microchip e delle certificazioni sanitarie e delle vaccinazioni necessarie.
I cani probabilmente arrivavano in Italia affetti da malattie come il “parvovirus”, troppo piccoli per affrontare il viaggio e separati prematuramente dalla madre e, per ovviare alle loro precarie condizioni di salute, il commerciante avrebbe loro somministrato sostanze vietate e trattamenti farmacologici impropri. Nei suoi esercizi commerciali sono stati sequestrati ingenti quantitativi di Flagyl-Metronidazolo, un farmaco previsto per l’uso umano ma vietato per gli animali.
Inoltre i documenti identificativi degli animali risultavano contraffatti. Riportavano una età maggiore di quella reale e la presenza di vaccinazioni in realtà mai somministrate o somministrate in modalità e quantità non compatibili con la specie ed età degli animali.
Le attività sono state svolte in collaborazione con i veterinari dell’Agenzia di tutela della salute Insubria e, tramite il raggruppamento carabinieri Cites di Roma, è stato aperto il canale di cooperazione internazionale Europol per informare le autorità di polizia estere. A tutela del benessere degli animali, i carabinieri forestali svolgono in provincia di Varese controlli a 360 gradi in materia di animali da affezione, da reddito, selvatici e sottoposti alla normativa sugli esemplari in via di estinzione.

Castiglione Olona e le Città Ideali, la rete del Rinascimento italiano

A Varese atenei e centri di ricerca italiani e stranieri a confronto sulla “prima città ideale” dell’Umanesimo e due secoli di sviluppo del tema
Castiglione Olona, foto Uninsubria
Andrea Spiriti, foto Uninsubria

È la prima Città ideale dell’Umanesimo e dal XV al XXI secolo è il simbolo di una singolare operazione culturale, urbanistico-architettonica e figurativa voluta dal cardinal Branda Castiglioni. È Castiglione Olona, per Gabriele D'Annunzio “l'Isola di Toscana in Lombardia”, al centro di un convegno internazionale in programma a Varese dal 28 al 30 settembre 2022 all’Università dell’Insubria, dove verrà anche presentata la rete interuniversitaria «Città ideali del Rinascimento italiano».
Ideato e presieduto dal professor Andrea Spiriti e aperto al pubblico, il congresso è organizzato con la segreteria scientifica di Laura Facchin e Massimiliano Ferrario e riunirà oltre venticinque relatori, provenienti da atenei e centri di ricerca italiani e stranieri, che dibatteranno su Castiglione Olona e due secoli di sviluppo del tema “Città ideali”. Seguirà, sabato 1° ottobre, una visita a Castiglione Olona riservata ai convegnisti.
La prima sessione, prevista mercoledì 28 settembre, è incentrata su «Filosofia e teologia della Città Ideale» con interventi di Enrico Dal Covolo, Erasmo Silvio Storace, Emmanuele Vimercati, Paolo Luca Bernardini. Giovedì 29 settembre si parlerà di «Castiglione Olona, il paradigma» con Mario Conetti, Andrea Spiriti, Massimiliano Caldera, Mirko Moizi, Beatrice Bolandrini e Laura Facchin; il pomeriggio invece si aprirà con «Confronti» con Cristina Galassi, Fabio Marcelli, Simone Fatuzzo, Silvia Beltramo, Luca Tomìo, Lorenzo Fusini.
Infine, venerdì 30 settembre, «La rete interuniversitaria Città Ideali del Rinascimento italiano» sarà il focus delle relazioni di Mario Bevilacqua, Elena Svalduz, Emanuela Ferretti, Andrea Spiriti e Francesco Ceccarelli. Poi, nel pomeriggio, Gianmarco Gaspari, Vito Isacchi, Fabio Zucca, Anna Vyazemtseva, Antonella Ranaldi, Massimiliano Ferrario affronteranno il tema «Città ideale e contemporanea» con conclusioni di Andrea Spiriti.

Ed ecco la Città Ideale del cardinal Branda Castiglioni nella ricostruzione dell'Università dell'Insubria.

Sei secoli di fascino

Rifondata nel 1421-1422 e ultimata verso il 1443, ma con riprese e modifiche fino al 1513, Castiglione è la grande operazione culturale, urbanistico-architettonica e figurativa voluta dal cardinal Branda Castiglioni. Il nucleo inferiore è epicentrato sul palazzo del cardinale, il palazzo dei familiari, il palazzo dei Poveri di Cristo, la Scuola (una delle prime d’età moderna) e, soprattutto, la chiesa del Corpo di Cristo, detta chiesa di Villa. Il nucleo superiore, antica rocca, comprende la Collegiata dei Santi Stefano e Lorenzo e il Battistero (in origine, cappella palatina).
La volontà del cardinale di realizzare un microcosmo europeo, basato sull’interazione di artisti lombardi, veneti, toscani, francesi, tedeschi, boemi, ungheresi porta a geniali accostamenti di stili fra tardogotico e umanesimo, alle chiese che uniscono con abilità i linguaggi architettonici, ai grandi cicli di affreschi, dovuti a Masolino da Panicale, Paolo Schiavo, il Vecchietta: la Veduta ideale e il ciclo della cappella di San Martino in Palazzo Branda; le Storie della Vergine e dei Santi Stefano e Lorenzo nella Collegiata; le Storie di
San Giovanni Battista nel Battistero, con un forte messaggio antivisconteo.
La chiesa di Villa presenta un impianto umanistico fiorentino, alla Brunelleschi, arricchito dalla presenza di sculture lombarde, lombarde alla friulana, senesi; la Collegiata è una “chiesa a sala” d’impianto tedesco con portale alla francese, sculture lombarde e venete, lampadario alla boema, oreficerie lombarde (nel vicino Museo).
Un cenno particolare merita, poi, la precocissima Natura morta affrescata in Palazzo Branda; e la Veduta di Roma nel Battistero, derivazione di Masolino dal proprio celebre affresco romano, perduto, di Palazzo Orsini a Montegiordano, con la straordinaria anticipazione, nel 1435, del progetto di ricostruzione a pianta centrale cupolata di San Pietro in Vaticano
.

Nelle foto (Uninsubria): «Veduta di Buda» di Masolino da Panicale (Castiglione Olona, palazzo Branda) e il professor Andrea Spiriti. 

Campione d'Italia, salve le patenti nautiche dei residenti

La loro validità confermata da un accordo tra Autorità di Bacino del Ceresio e Cantone del Ticino

I residenti nell'enclave di Campione d’Italia, muniti di patente nautica svizzera rilasciata prima del 31 dicembre 2019, sono abilitati alla conduzione in acque svizzere e in acque italiane per la conforme normativa. Per un centinaio di diportisti non c'è più il rischio di vedersi azzerare le patenti e di dover sostenere nuovamente l’esame per il rilascio. Il presidente dell’Autorità di Bacino del Ceresio, Massimo Mastromarino, ha raggiunto un accordo con il Cantone Ticino per confermare la validità delle patenti nautiche.
Sui laghi con acque internazionali, come il Ceresio e il Maggiore, il problema della navigazione è da sempre un grosso interrogativo. «Ogni Paese - spiega Mastromarino - dispone di proprie leggi e con le nuove disposizioni in materia era sempre più grande il rischio di vedersi azzerare le patenti per navigare sugli specchi d’acqua a cavallo tra due stati. Di qui la necessità di un intervento per agevolare non solo la navigazione, ma anche lo sviluppo del turismo perché è innegabile lo stretto legame in questi ambiti».
Oggetto del contendere erano le norme esistenti in materia di navigazione e, in particolare, quelle sulla nautica da diporto. L’Autorità di Bacino del Ceresio ha portato a termine con il Cantone «un’azione di fondamentale importanza» e, a seguito di trattative internazionali, l’obiettivo è stato raggiunto. «L’intesa con il Cantone – ha dichiarato Mastromarino – garantisce agli utenti una regolare navigazione del lago e ribadisce il ruolo centrale dell’Autorità di Bacino del Ceresio in ambito lacuale».
Il risultato è stato raggiunto di concerto con il Comune di Campione. «Abbiamo lavorato per ottenere la miglior soluzione nell’interesse dei cittadini» ha commentato il consigliere di maggioranza Sergio Aureli. «La possibilità di mantenere la patente nautica senza nessun aggravio è un importante e lusinghiero traguardo».

Varese, le “matricole” di piazza Monte Grappa

Accordo per dieci anni tra Insubria e Camera di commercio
Varese, firma accordo Mauro Vitiello - Maria Pierro (foto Uninsubria)

I prossimi studenti di Giurisprudenza a Varese saranno matricole di un modello che è già sperimentato in diversi atenei e prevede l’insediamento delle attività didattiche giuridiche, economiche e umanistiche nei centri urbani.
Il 30 marzo 2026 la rettrice dell’Università dell’Insubria Maria Pierro e il presidente della Camera di commercio Mauro Vitiello hanno firmato un accordo quadro, che destina per dieci anni all’ateneo una porzione dell’edificio camerale nel cuore della città.
La nuova sede sarà riservata agli iscritti al corso di laurea magistrale a ciclo unico in Giurisprudenza, attualmente erogato al Campus di Bizzozero, che oggi conta circa trecentocinquanta studenti complessivi con oltre centotrenta matricole.
L’immobile verrà adeguato, a carico della Camera di commercio, alla realizzazione di due aule da novanta/cento posti ciascuna, spazi comuni per gli studenti – sale studio e aree ristoro –, uffici per i docenti e un ufficio di segreteria. In attesa del completamento dei lavori, una parte dell’immobile già ritenuta idonea all’uso universitario, tra cui la Sala Campiotti, verrà ceduta in concessione transitoria. Le attività didattiche prenderanno avvio già da settembre con l’inizio dell’anno accademico 2026-2027.
L’accordo tra Università e Camera di commercio non si limita a questo. È prevista anche una collaborazione articolata su più fronti: promozione di tirocini curriculari ed extracurriculari; innovazione e sviluppo territoriale attraverso progetti di ricerca condivisi in ambito giuridico ed economico e iniziative comuni; rigenerazione urbana e attrattività con eventi, attività culturali e scientifiche nel centro cittadino, orientamento per gli studenti e collaborazioni con le istituzioni locali.
Nella foto (Uninsubria): accordo tra Uninsubria e Camera di Commercio Varese. 

Rho Fiera Milano, un Salone sempre più Mobile

Dal 16 al 21aprile 2024 battuti tutti gli indicatori
Fuorisalone_2024_Under Pressure solutions_ECAL Losanna. Foto Carla Iurilli

Lo si percepiva già tra i padiglioni e la conferma è arrivata dai numeri ufficiali, l’edizione numero 62 del Salone del Mobile, tenutasi a Rho Fiera Milano dal 16 al 21 aprile 2024, ha visto un aumento di tutti gli indicatori, dimostrando di essere la fiera di settore più importante a livello internazionale. 
Parlano le classifiche. Si sono registrate 370.824 presenze complessive, con un +20.2% rispetto al 2023. Aumento del +28,6% degli operatori, con un 65,6% che arrivano dall’estero: Cina al primo posto, seguita da Germania, Spagna, Brasile, Francia. Presenze incrementate anche per giornalisti (5.552 accreditati), pubblico (36.122) e studenti (14.683, +28.6%). Un ulteriore riconoscimento della preminenza internazionale del Salone e dell’intero settore è arrivato inoltre dallo scegliere Milano e la sua rassegna per celebrare la Prima Giornata Nazionale del Made in Italy.
Numeri a parte, la visita in prima persona a padiglioni e Fuorisalone - un caleidoscopio di prodotti di ultima generazionei, showroom, allestimenti in palazzi storici, performance, mostre, conferenze che coinvolge l’intera città - ha evidenziato sì la forza catalizzatrice a livello internazionale dell’evento, ma anche i rischi del sovraffollamento. 
Mercoledì 17 accedere ai padiglioni richiedeva una buona dose di pazienza: gli stand delle aziende più note avevano code e code all’ingresso - accade da qualche edizione - e una volta sbarcati all'interno la ressa era tale da far fatica a informarsi su nuove produzioni, specifiche e aspetti tecnici. Molti stand hanno puntato all’instagrammabilità piuttosto che al contatto con gli operatori, per la felicità dei presenti stranieri. 
Soluzioni e ideazioni interessanti ce n’erano? Eccome! In quantità e qualità, il Salone non delude. Proprio per questo, è un peccato che approcciare, vagliare e “fare propria” tale offerta, soprattutto da parte dei vari mondi professionali, fosse reso difficile dallo stesso successo della manifestazione.
Fuori dai padiglioni si respirava l’aria del Fuorisalone, e questa è una novità probabilmente collegata con il ridisegno del percorso di fruizione realizzato quest’anno. Lungo corso Italia si è moltiplicata l’offerta di champagne bar, dj-set, chioschi con tagliolini al tartufo e sandwich all’aragosta, forse per offrire agli operatori stranieri costretti a passare l’intera giornata in Fiera un anticipo dell’effetto party che si vive in città, e non far loro pensare che si stiano perdendo il meglio della festa. 
Musica simile anche per il Fuorisalone in città. Giorni perfetti per coltivare le relazioni pubbliche, partecipare a proposte e conferenze come si fosse a un festival e dare un’occhiata alle novità, ma solo se si esce di casa con un mirato programma delle opportunità. Per informazioni dettagliate, meglio anche in questo caso prendere il nominativo del referente, il QR code del prodotto e rimandare la diretta o l'approfondimento al dopo fiera, una volta che gli stranieri abbiano preso l’aereo del rientro, i dj-set allestiti dagli showroom siano smontati, i furgoncini per i cocktail partiti, insomma, quando Milano riprende il suo ritmo - andante con brio - consueto, e si possono rimettere in ordine i pensieri senza quel divertente, festaiolo, internazionale, cacofonico mix di stimoli. 
In attesa della prossima edizione.
Carla Iurilli

Long Covid, ipertensione arteriosa, ictus e infarto tra gli effetti del virus

Nuova ricerca dell’Università dell’Insubria
Fabio Angeli (foto Uninsubria)

Negli ultimi mesi diversi studi scientifici hanno dimostrato che l’ipertensione arteriosa di nuova insorgenza è una sequela (Long Covid) dell’infezione da Sars-CoV-2. Le dimensioni del problema e i meccanismi responsabili sono stati spiegati in un articolo dell’Università dell’Insubria, firmato dal professor Fabio Angeli con Martina Zappa, biotecnologa dell’Insubria, e Paolo Verdecchia, ricercatore cardiovascolare di Perugia, e pubblicato il 17 ottobre 2023 nella sezione «Clinical Insights» della rivista European Journal of Internal Medicine.
Grandi database hanno analizzato i dati per un totale di quasi un milione di persone ed è emerso che l’insorgenza di valori pressori superiori alla norma interessa il 9% di chi è stato colpito da Covid-19 (quasi il doppio dell’incidenza osservata nella popolazione non colpita dall’infezione). In altre parole, nove persone su cento con Covid-19 svilupperanno nei mesi successivi alla fase acuta dell’infezione abnormi livelli di pressione arteriosa.
Già in altri importanti articoli Fabio Angeli, Martina Zappa e Paolo Verdecchia hanno spiegato come il Covid-19 generi complicanze cardiovascolari; nel nuovo lavoro chiamano in causa gli effetti dei frammenti del virus, che, permanendo per mesi nel nostro organismo dopo l’infezione acuta, alterano le capacità dei nostri meccanismi regolatori.
«In considerazione dell’elevato numero di infezioni da Sars-CoV-2 che si registra su scala mondiale», ha dichiarato Fabio Angeli, «l’insorgenza di uno stato ipertensivo dopo l’infezione è una delle sequele più allarmanti in termini epidemiologici anche perché espone i soggetti colpiti da questo fenomeno ad un aumentato rischio di eventi cardiovascolari come l’ictus e l’infarto».
Precisa e chiara la sua conclusione. «Uno screening per verificare i valori di pressione arteriosa nei mesi seguenti l’infezione ed eventualmente ridurli con la terapia per evitare eventi cardiovascolari - ha aggiunto - è oggi una delle priorità della cardiologia preventiva e merita appropriati e specifici percorsi e risorse».
Nella foto (Uninsubria): il professor Fabio Angeli.

Un giornale, tante storie

Figure ed episodi nel cammino del Corriere del Verbano dalla fondazione agli Anni Trenta
Corpo 8

Cari lettori,
un piccolo annuncio connesso al Corriere del Verbano. Esce in questi giorni per l'editore Manni “Corpo 8”, romanzo in cui racconto dall'interno non tanto il giornale quanto le persone che lo crearono e le epoche cui appartennero. Vicende storiche e fatti del quotidiano che mi è piaciuto riannodare e a me stessa ricordare in tutta la loro varietà e intensità.
Ho ben presente come ci siano nuclei familiari che hanno seguito le edizioni scavalcando i decenni, con abbonamenti passati di padre in figlio e di luogo in luogo. Alcuni non hanno mai smesso di seguirlo il Corriere del Verbano addirittura dalla fondazione e i discendenti ancora ci leggono nella formula digitale. Tradotto in anni, vuol dire 1879-2023. A loro ho ricorrentemente pensato mentre prendeva forma “Corpo 8”.
Proprio poche settimane fa mi è tornato tra le mani un indirizzario dei primi del Novecento, vissuto, leggibile però, con nomi e nomi che si sono perpetuati e ci hanno accompagnati senza interruzione in uno scambio reciproco, andato oltre la consuetudine.
Scrivere “Corpo 8” è stato naturale sbocco, il romanzo è venuto avanti da sé. Si è costruito pezzetto dietro pezzetto ogni volta che mi sono passati sotto gli occhi anniversari, annotazioni, lettere, documenti, schizzi, atti di nascita e di morte, fotografie amatissime; e vecchi impaginati, strappi di menabò, firme di collaboratori, cartellette tipografiche, residui di punzoni e matrici con l'amaro-dolce dell'inchiostro.
Nel tempo si setaccia si sperde si recupera si va e si torna dai mondi che ci hanno contenuti. L'ho quindi prima di tutto scritto per me il libro, semplicemente per affetto e perché ne ho sentito il bisogno; ma raccontare questa storia ha inevitabilmente significato ricomporre un bersò collettivo, dialogante, e con piacere vi faccio partecipi della sua nascita.
Elena Ciuti 

Condividi contenuti