Edizione n.14 di mercoledì 22 aprile 2026
Varese
Varese, tornano le castagne sotto il Sacro Monte
Un altro successo della lotta biologica nel campo dell’agricoltura. A Varese il cinipide, parassita asiatico flagello dei castagneti, è stato debellato dal torimide, un insetto antagonista e, sotto il Sacro Monte, «i castanicoltori sono ritornati a vedere la luce dopo circa un lustro di buio». A rivelarlo è il presidente di Coldiretti Varese Fernando Fiori.
Sotto il Sacro Monte gli ettari dedicati alle castagne sono venticinque e il cinipide ha infestato i boschi «con particolare ferocia». «Per colpa del parassita asiatico nei boschi del nord della nostra provincia, ha precisato Fiori, di castagne se ne sono raccolte ben poche. Oggi, invece, il problema sembra in via di risoluzione, grazie anche ai risultati della lotta biologica che abbiamo saputo mettere in atto».
Il torimide è un insetto, anche lui orientale, antagonista del cinipide. Distrugge le uova del cinipide e poi si autoestingue quando non ci sono più gli imenotteri di cui si nutre. «A causa del cinipide, erano sette anni che praticamente raccoglievamo poco o nulla — racconta Giacomo Piccinelli, giovane agricoltore ventitreenne con un castagneto di due ettari a Brinzio — Quest’anno, invece, le castagne nel Brinzio sembrano essere ufficialmente tornate». Dati incoraggianti arrivano anche dall’aumento dell’estensione dei boschi, che, sottolinea Coldiretti, in Lombardia negli ultimi dieci anni sono passati dai 385 ettari del 2006 ai quasi 900 attuali.
La castagna, “il pane dei poveri” d’un tempo, è per la montagna, come ricorda la Coldiretti, quello che la zucca è per la pianura: un frutto della terra che può essere usato in mille modi: dagli gnocchi ai dolci, dalla polenta alle confetture. Il miele di castagno è indicato per le infiammazioni della bocca e della gola. Dal punto di vista nutrizionale, la castagna, oltre a essere una riserva naturale di energia in vista dei freddi invernali, possiede anche sali minerali, ferro, vitamina B, fosforo e acido folico. I prezzi al dettaglio nella grande distribuzione per adesso oscillano, secondo la varietà, fra i 5 e gli 8 euro al chilo.
Varese, da 16 Paesi mille ricercatori-atleti in gara all’Atomiade
Dall’8 al 10 giugno del 2018 Varese e la sua provincia saranno il campo di gara ideale per un migliaio di ricercatori-atleti provenienti da 16 paesi del Vecchio Continente. Nella Terra dei Laghi approderà, per la prima volta, l’Atomiade 2018, Olimpiadi delle Strutture di Ricerca Europee organizzata dal JRC di Ispra in collaborazione con la Camera di Commercio e Comune di Varese.
In una ventina di discipline sportive si confronteranno gli appartenenti all’Associazione delle comunità sportive degli istituti europei di ricerca (Asceri), che comprende circa quaranta istituti di ricerca di sedici Stati europei, non solo appartenenti all’Unione Europea. Dal 1973, ogni tre anni, manifestazioni invernali ed estive, di valenza non solo agonistica ma anche culturale e di convivialità, riuniscono all’insegna dello sport scienziati provenienti dalla Spagna alla Russia, dalla Svezia alla Svizzera.
Varese, scoperta sui meccanismi biochimici delle emozioni
C'è anche profumo prealpino in una scoperta sul cervello condotta sotto il cielo "yankee". L’Università dell’Insubria di Varese ha contribuito alla individuazione del meccanismo biochimico alla base della neurotrasmissione in una specifica regione del cervello, quella che gestisce le emozioni e in particolare la paura.
In una ricerca nata dalla collaborazione con la Harvard Medical School di Belmont (Boston) il Laboratorio di Post-genomica funzionale e ingegneria proteica del Dipartimento di biotecnologie e scienze della vita ha approfondito i meccanismi biochimici che regolano il funzionamento del cervello. Lo studio, pubblicato il 23 aprile dalla rivista statunitense Nature Communication, ha chiarito l’importanza e il ruolo di due molecole, la D-serina e la glicina, che sono implicate nell’attivazione dei recettori NMDA e quindi in una serie di funzioni fondamentali del cervello, tra le quali l’apprendimento, la memoria e il controllo dell’attività motoria.
I risultati indicano il grado di eccellenza dei ricercatori dell’Università dell’Insubria nel settore delle biotecnologie applicate alle neuroscienze e, più in generale, alla salute umana. Gli scienziati si sono concentrati sull’amigdala, una zona del cervello importante per gestire le emozioni e specialmente la paura. Hanno scoperto che in condizioni “normali” il ruolo principale di modulatore del recettore NMDA lo svolge la D-serina, mentre, all’aumentare dello stato di eccitazione delle sinapsi, la stessa funzione è svolta dalla glicina.
Le ricerche sono state possibili grazie alla messa a punto di specifici sistemi analitici. La dottoressa Silvia Sacchi e il professor Loredano Pollegioni del Centro di ricerca interuniversitario “The Protein Factory” hanno sviluppato, mediante tecniche di ingegneria proteica, enzimi in grado di riconoscere efficientemente e selettivamente i diversi neuromodulatori.
«Definire i meccanismi che concorrono alla regolazione dell’attività di questi recettori è fondamentale per comprendere il funzionamento del cervello e per studiare malattie neurologiche e psichiatriche» spiega il professor Pollegioni. «La capacità di memorizzare, i sentimenti che proviamo, il perché un certo evento susciti in ciascuno di noi una determinata emozione sono processi regolati da precisi fenomeni biochimici. Chiarire il ruolo dei neuromodulatori, ossia le molecole che agiscono su diverse regioni del cervello rendendoci quello che siamo, ci aiuterà a capire questo organo e a trovare nuove terapie per pazienti affetti da importanti patologie come la schizofrenia, il disturbo bipolare o il dolore neuropatico».
Malattie cardiovascolari e fattori di rischio, cambiare la rotta si può e fa bene
Creare uno stile di vita sano, e più della metà di ictus e infarti si può evitare. A dimostrarlo un nuovo studio internazionale che evidenzia come si possa intervenire in modo efficace sui cinque fattori di rischio modificabili: sovrappeso, pressione alta, colesterolo alto, fumo e diabete mellito. Alla ricerca, pubblicata sul New England Journal of Medicine, ha partecipato il Centro Epimed dell’Università dell’Insubria, con i professori Licia Iacoviello, Marco Ferrario e Giovanni Veronesi. Obiettivo dello studio anche trarre misure preventive mirate.
I fattori di rischio sono responsabili di più della metà delle malattie cardiovascolari e di circa il 20 per cento della mortalità generale. Ma non bisogna rassegnarsi e lasciar perdere perché intervenire è possibile e anche in modo efficace, in particolare con gli stili di vita. La ricerca su questa delicata e onnicomprensiva realtà è stata condotta su scala mondiale. A condurla gli scienziati del Global Cardiovascular Risk Consortium, coordinati dall’Heart & Vascular del Medical Center Hamburg-Eppendorf (Uke) e dal Centro tedesco per la ricerca cardiovascolare (Dzhk), con il contribuito del Centro ricerche in Epidemiologia e medicina preventiva (Epimed) dell’Università degli Studi dell’Insubria, Dipartimento di Medicina e Chirurgia. I risultati sono stati pubblicati il 26 agosto sul New England Journal of Medicine e hanno raccolto i dati di 1.5 milioni di persone da 34 Paesi.
Le malattie cardiovascolari sono responsabili di circa un terzo dei decessi a livello mondiale, in Italia (circa 230.000 morti l’anno) sono la prima causa di morte. Da tempo obesità, pressione arteriosa, colesterolo, fumo e diabete siano stati identificati quali fattori di rischio ma prima di questo studio la proporzione di malattie cardiovascolari a loro attribuibili non era stato del tutto chiarito, sottolineano i ricercatori.
Licia Iacoviello, professore ordinario di Igiene e Sanità Pubblica, direttrice del Centro Epimed e co-autrice dello studio, spiega: «Lo studio mostra chiaramente che più della metà degli infarti e degli ictus sono evitabili attraverso il controllo di questi cinque fattori di rischio modificabili. I risultati sono quindi di grande importanza per rafforzare la prevenzione in quest’area. Allo stesso tempo, il 45% circa degli eventi cardiovascolari ha cause diverse da queste, un gap che deve essere da stimolo per l’intera comunità scientifica ad intensificare gli sforzi di ricerca».
Il Global Cardiovascolar Risk Consortium ha valutato i dati individuali di 1.5 milioni di persone; centododici gli studi di coorte che provengono da Nord America, America Latina, Europa occidentale, Europa orientale e Russia, Nord Africa e Medio Oriente, Africa subsahariana, Asia e Australia e permettono tra l'altro di differenziare secondo le aree maggiori o minori incidenze.
«Il Centro Epimed contribuisce al Consorzio sia con i dati di diverse coorti di popolazione che con l’expertise dei suoi afferenti – aggiunge Giovanni Veronesi, professore associato di Statistica Medica e membro dello Statistical Working Group del Consorzio, oltre che co-autore del lavoro –. La recente aggiunta al Consorzio di uno studio di residenti anziani della città di Varese, di cui stiamo completando il follow-up per gli eventi cardiovascolari in collaborazione con alcuni colleghi clinici del Dipartimento, potrà rafforzare la posizione internazionale del Centro, e contribuire ad approfondire ulteriori aspetti messi in luce da questo lavoro, quali ad esempio il ruolo dei fattori di rischio alle diverse età».
Link all’articolo pubblicato da Nejm:
https://www.nejm.org/doi/full/10.1056/NEJMoa2206916?query=featured_home
Link al sito del centro Epimed:
http://epimed.uninsubria.it
• Nella fotografia Uninsubria, da sinistra: i professori Giovanni Veronesi, Licia Iacoviello e Marco Ferrario del Centro Epimed dell’Università dell’Insubria
Varese, il viaggio di Dante in artisti del terzo millennio
Un finissage allargato con recital dantesco s'avvia a concludere nei tre giorni di mercoledì 24, giovedì 25 e venerdì 26 febbraio 2021 l'evento d'arte a cura di Fabrizia Buzio Negri “…e quindi uscimmo a riveder le stelle"- Dante nel presente tra Natura e Sociale -“A la futura gente” nel settecentesimo anniversario della morte del poeta, aperto nel Museo Veratti di Varese dal 5 al 28 febbraio (dalle 15 alle 17).
In tempo di coronavirus e chiusure di musei registrare più di duecento visitatori nei primi quindici giorni non è di poco conto. Oltre la mostra con le trenta opere degli artisti dell’Associazione Contemporary Arte&Ambiente, questa settimana sarà possibile vedere anche la registrazione del recital dantesco dell’attrice Gloria Dusi. A intercalare, musiche inedite di Marcello Franzoso.
In una trasversalità, anche generazionale, di stili e tecniche gli artisti hanno ripercorso, con la scelta di vari passaggi dalle tre cantiche, quel viaggio dell’anima compiuto da Dante sette secoli fa. In mostra: Angelo Ariti, Beppe Borghi, Lorella Bottegal, Fabrizia Buzio Negri, Pierangela Cattini, Franco Caspani, Aldo Cerri, Maria Enrica Ciceri, Gladys Colmenares, Roberta Colombo, Flora Fumei, Giorgio Gessi, Martina Goetze Vinci, Franco Mancuso, Raffaela Merlo, Sonia Naccache, Carlo Pezzana, Elisabetta Pieroni, Idillio Pozzi, Elio Rimoldi, Elena Rizzardi, Claudio Rubino, Massimo Sesia, Massimo Sgarlata, Donatella Stolz, 3RE TREzza/REgidore, Roberto Villa, Annamaria Vitale, Marina Von Lukas, Francesca Zichi.
L'esposizione, con il partenariato del Comune di Varese e il patrocinio oneroso della Fondazione Comunitaria del Varesotto, ha preso vita anche con il filmato di Guido Nicora su youtube (link: https://youtu.be/Tty6vUa2OM0 ). Vi si incontrano le immagini delle trenta opere degli artisti sui versi dalla Commedia di Dante, il reading di Gloria Dusi, i testi del curatore Fabrizia Buzio Negri dal catalogo.
Varese, le “matricole” di piazza Monte Grappa
I prossimi studenti di Giurisprudenza a Varese saranno matricole di un modello che è già sperimentato in diversi atenei e prevede l’insediamento delle attività didattiche giuridiche, economiche e umanistiche nei centri urbani.
Il 30 marzo 2026 la rettrice dell’Università dell’Insubria Maria Pierro e il presidente della Camera di commercio Mauro Vitiello hanno firmato un accordo quadro, che destina per dieci anni all’ateneo una porzione dell’edificio camerale nel cuore della città.
La nuova sede sarà riservata agli iscritti al corso di laurea magistrale a ciclo unico in Giurisprudenza, attualmente erogato al Campus di Bizzozero, che oggi conta circa trecentocinquanta studenti complessivi con oltre centotrenta matricole.
L’immobile verrà adeguato, a carico della Camera di commercio, alla realizzazione di due aule da novanta/cento posti ciascuna, spazi comuni per gli studenti – sale studio e aree ristoro –, uffici per i docenti e un ufficio di segreteria. In attesa del completamento dei lavori, una parte dell’immobile già ritenuta idonea all’uso universitario, tra cui la Sala Campiotti, verrà ceduta in concessione transitoria. Le attività didattiche prenderanno avvio già da settembre con l’inizio dell’anno accademico 2026-2027.
L’accordo tra Università e Camera di commercio non si limita a questo. È prevista anche una collaborazione articolata su più fronti: promozione di tirocini curriculari ed extracurriculari; innovazione e sviluppo territoriale attraverso progetti di ricerca condivisi in ambito giuridico ed economico e iniziative comuni; rigenerazione urbana e attrattività con eventi, attività culturali e scientifiche nel centro cittadino, orientamento per gli studenti e collaborazioni con le istituzioni locali.
Nella foto (Uninsubria): accordo tra Uninsubria e Camera di Commercio Varese.
Bruxelles, giovani scienziati crescono
Un braccio robotico stampato in 3D per la cura delle piante in sistemi idroponici e un esperimento sulla capacità dei grilli di sopravvivere in ambienti a basse temperature sono alcune operazioni che hanno guadagnato a studenti della Scuola Europea di Varese prestigiosi riconoscimenti al Simposio della Scienza delle Scuole Europee di Bruxelles.
I giovani scienziati hanno presentato diversi progetti innovativi, ora esposti al pubblico nella Scuola Europea di Varese. L’ampia varietà dei lavori riflette l’attenzione della scuola per la ricerca, l’indagine scientifica e l’apprendimento pratico.
RICICLO IMBALLAGGI
Particolare soddisfazione è arrivata con il risultato di Matěj Hradec, studente della classe S3, che si è aggiudicato il secondo premio nella Sezione Junior del concorso. Il suo progetto, “Riciclo a base di solvente degli imballaggi plastici multistrato usando lo xilene come mezzo di dissoluzione”, propone un metodo di riciclo guidato dalla chimica per affrontare il problema degli imballaggi plastici complessi.
Dissolvendo in modo selettivo strati come polietilene e polipropilene, la tecnica di Matěj mira a recuperare plastiche ad alta purezza, riducendo allo stesso tempo costi e rifiuti. Il successo del progetto riflette la curiosità scientifica dello studente e l’impegno della sua insegnante di Scienze Integrate, Charlotte Dudal, insieme al sostegno del personale scolastico.
Le Scuole Europee organizzano ogni anno un Simposio delle scienze con lo scopo di favorire l’incontro tra allievi delle diverse Scuole in Europa e permettere loro una ricerca e una riflessione sulle tematiche scientifiche attuali. La Scuola Europea di Varese è riconosciuta come Green School e porta avanti da anni iniziative dedicate alla tutela dell’ambiente e alla sostenibilità.
Immagine, Varese Scuola Europea (foto Scuola Europea)
Long Covid, ipertensione arteriosa, ictus e infarto tra gli effetti del virus
Negli ultimi mesi diversi studi scientifici hanno dimostrato che l’ipertensione arteriosa di nuova insorgenza è una sequela (Long Covid) dell’infezione da Sars-CoV-2. Le dimensioni del problema e i meccanismi responsabili sono stati spiegati in un articolo dell’Università dell’Insubria, firmato dal professor Fabio Angeli con Martina Zappa, biotecnologa dell’Insubria, e Paolo Verdecchia, ricercatore cardiovascolare di Perugia, e pubblicato il 17 ottobre 2023 nella sezione «Clinical Insights» della rivista European Journal of Internal Medicine.
Grandi database hanno analizzato i dati per un totale di quasi un milione di persone ed è emerso che l’insorgenza di valori pressori superiori alla norma interessa il 9% di chi è stato colpito da Covid-19 (quasi il doppio dell’incidenza osservata nella popolazione non colpita dall’infezione). In altre parole, nove persone su cento con Covid-19 svilupperanno nei mesi successivi alla fase acuta dell’infezione abnormi livelli di pressione arteriosa.
Già in altri importanti articoli Fabio Angeli, Martina Zappa e Paolo Verdecchia hanno spiegato come il Covid-19 generi complicanze cardiovascolari; nel nuovo lavoro chiamano in causa gli effetti dei frammenti del virus, che, permanendo per mesi nel nostro organismo dopo l’infezione acuta, alterano le capacità dei nostri meccanismi regolatori.
«In considerazione dell’elevato numero di infezioni da Sars-CoV-2 che si registra su scala mondiale», ha dichiarato Fabio Angeli, «l’insorgenza di uno stato ipertensivo dopo l’infezione è una delle sequele più allarmanti in termini epidemiologici anche perché espone i soggetti colpiti da questo fenomeno ad un aumentato rischio di eventi cardiovascolari come l’ictus e l’infarto».
Precisa e chiara la sua conclusione. «Uno screening per verificare i valori di pressione arteriosa nei mesi seguenti l’infezione ed eventualmente ridurli con la terapia per evitare eventi cardiovascolari - ha aggiunto - è oggi una delle priorità della cardiologia preventiva e merita appropriati e specifici percorsi e risorse».
Nella foto (Uninsubria): il professor Fabio Angeli.
Varese, scoperta sui tumori da virus
L’argomento è molto tecnico, ma di portata, per tutti, immediatamente percepibile. Nel campo della lotta ai tumori la scienza progredisce a passi da gigante e una recente scoperta di studiosi varesini aggiunge un altro mattone alla costruzione di un futuro pieno di risultati. A Varese l’Università dell’Insubria ha effettuato una ricerca che a Tokio, il 10 marzo 2017, ha riscosso il riconoscimento del 18° Congresso mondiale della International Retrovirology Association per il professor Roberto Accolla, ordinario di Patologia generale.
Il gruppo diretto da Accolla - e in particolare il dottorando di Medicina sperimentale e traslazionale Marco Baratella e la ricercatrice del laboratorio di Patologia generale e Immunologia Greta Forlani - ha dimostrato che la proteina virale HBZ è espressa specificamente nel citoplasma delle cellule dei pazienti con Paraparesi Spastica Tropicale, mentre non è espressa o si localizza in altre sedi in tutti gli altri soggetti infettati dal virus, inclusi i pazienti leucemici.
SCOPERTA
<Il riconoscimento - spiega Accolla - è stato attribuito per la nostra recente scoperta, pubblicata nella rivista scientifica PLoS NTD, riguardante l’espressione differenziale e la localizzazione subcellulare della proteina oncogenica HBZ del virus HTLV-1 in pazienti infetti. Il virus HTLV-1, il primo retrovirus oncogeno umano scoperto agli inizi degli anni ’80, ha infettato attualmente più di 20 milioni di persone al mondo ed è l’agente causale, nel 5-7% dei soggetti infettati, di una leucemia delle cellule linfocitarie T umane nell’adulto allo stato ancora intrattabile da un punto di vista clinico e letale in pochi mesi>.
Secondo il professor Accolla, <gli effetti dell’infezione da parte del retrovirus HTLV-1 si fanno sentire anche sul sistema nervoso producendo nel 4-5% dei soggetti infettati una sindrome infiammatoria cronica altamente debilitante, anch’essa dall’esito infausto, che prende il nome di Paraparesi Spastica Tropicale o TSP perché molto diffusa nelle regioni tropicali e nella regione subsahariana>.
RILEVANZA
Quale la portata della ricerca? <La scoperta – ha precisato Accolla - rappresenta la prima dimostrazione dell’esistenza di un marcatore a localizzazione definita nella malattia neurologica e permette quindi di formulare la diagnosi di Paraparesi Spastica Tropicale indotta da virus in maniera precisa e specifica>.
Non è tutto. <Il fatto di avere a disposizione questo criterio diagnostico molecolare e cellulare - continua la spiegazione - ci permetterà di comprendere meglio la patogenesi della malattia e di definire molto più precocemente l’evoluzione dell’infezione verso la sindrome neurologica invalidante, dandoci quindi la possibilità di approntare in un futuro prossimo mezzi terapeutici più appropriati per interrompere o ritardare in maniera significativa la malattia stessa>.
Turismo a Varese, estate 2016 meglio dell’effetto Expo
Buone notizie dal fronte turistico tra i Sette Laghi nel 2016. Da gennaio a settembre gli arrivi hanno sfiorato quota un milione (994.955), 1,4% in più sul dato del medesimo periodo 2015, che incorporava l’effetto Expo. Lo rileva la Camera di Commercio di Varese dai dati provvisori sui flussi turistici (Osservatorio Flussi Turistici Provincia di Varese su dati Eupolis Lombardia–Istat).
Va subito aggiunto che, se i turisti esteri in provincia di Varese registrano un incremento del 5,9% (605.317, il 61% del totale), sono invece in diminuzione gli arrivi di italiani (-4,9%). «Quest’attenzione nei confronti della destinazione Varese anche nel dopo Expo – ha commentato il presidente della Camera di Commercio, Giuseppe Albertini – costituisce il miglior viatico verso quell’impegno di valorizzazione turistica che la legge regionale attribuisce proprio alle Camere di Commercio in sinergia con la stessa Regione e in collaborazione con gli altri enti locali».
FLUSSI INTERNI
Sostanzialmente invariate rispetto al 2015 appaiono le giornate di soggiorno nel 2016 (1.696.670 presenze). Le cifre, provvisorie e ancora incomplete, probabilmente saranno migliori a consuntivo chiuso.
Durante il trimestre estivo l’andamento è stato positivo, in particolare quello dei flussi interni alla Lombardia. Da luglio a settembre 2016 hanno visitato Varese oltre 61mila turisti provenienti dalle province lombarde, quasi 10mila in più rispetto al medesimo periodo 2015. La permanenza complessiva ha sfiorato le 130mila giornate, 32mila in più rispetto all’analogo periodo 2015.
REDDITIVITÀ ALBERGHIERA
«Il fatto che i numeri tengano anche a un anno dall’Esposizione Universale ci fa particolarmente piacere – ha affermato il presidente provinciale di Federalberghi Frederick Venturi – così come è positivo per il nostro territorio il costante recupero di Malpensa. Certo, per il mio settore alberghiero rimane il problema di una redditività che resta bassa. L’interesse per il territorio è però un elemento che ci aiuterà nel migliorare questo fattore, che è decisivo per l’efficienza operativa delle nostre strutture».
TARGET STRANIERO
Più gratificante invece il target straniero. Sempre nel trimestre estivo, in aumento si sono rivelati gli arrivi dai principali paesi esteri: Regno Unito (+38%), Germania (+12%), Belgio (8,4%), Paesi Bassi (7,5%). Fa eccezione la Cina con un calo del 40% delle presenze, probabilmente poiché nel 2015 questo dato era fortemente influenzato dagli arrivi per Expo.








