Edizione n.31 di mercoledì 30 settembre 2026
Milano, tornato alla luce il Salone Dorato
Un soffitto in legno dorato da cui prende il nome. Pareti decorate nella parte alta con affreschi con putti e festoni di fiori e frutti. La grande finestra a serliana che dava sul giardino. Sono le coordinate deI Salone Dorato, l’ambiente di rappresentanza della Casa Museo del marchese Gian Giacomo Poldi Pezzoli (1822-1879), dove è sistemata una raccolta di capolavori rinascimentali con opere, tra le altre, di Botticelli, Mantegna e Piero del Pollaiolo.
Il nuovo Salone Dorato del Museo Poldi Pezzoli di Milano è stato riaperto il 15 settembre 2026 dopo aver attraversato una distruzione bellica e cambiato pelle tre volte in centocinquant’anni.
Il restauro, curato dalla direttrice Alessandra Quarto e dall’architetto Piero Guicciardini, è stato avviato nel 2023 con il sostegno dell’organizzazione internazionale World Monuments Fund di New York ed è ripartito dalla ricostruzione condotta da Fernanda Wittgens dopo i bombardamenti dell’agosto 1943, che distrussero gli allestimenti ottocenteschi. Base del progetto, documenti su progettazione e realizzazione del Salone, tra i quali il contratto che fissava la consegna dei lavori al 15 settembre 1876, esattamente 150 anni fa.
Il recupero ha consentito di riportare nella sala due importanti arazzi fiamminghi seicenteschi e di riscoprire anche la grande arcata in marmo della finestra sul giardino, nascosta dal controsoffitto realizzato nel 1974.
Nelle foto (@Museo Poldi Pezzoli):
*1) Il Salone Dorato nei primi del Novecento con le vetrine e, sui cavalletti, la Dama di Piero del Pollaiolo e la Madonna con Bambino di Sandro Botticelli.
*2) Salone Dorato dopo il bombardamento del 1943.
*4) Salone Dorato, 15 settembre 2026.
*3) Salone Dorato, 15 settembre 2026 (lato serliana).
Lombardia, accoglienza minori in comunità
Per le spese di inserimento dei minori allontanati dal nucleo familiare a seguito di provvedimento dell’autorità giudiziaria in comunità educative, comunità familiari e alloggi per l’autonomia, stanziati ulteriori 2,6 milioni per 322 comuni della Lombardia con popolazione fino a 5mila abitanti. Il provvedimento regionale del 21 settembre 2026 stabilisce Il trasferimento delle risorse attraverso le Ats e gli Ambiti territoriali.
COMUNI BENEFICIARI
*Ats di Pavia – 44 Comuni – Totale assegnato: 296.940,96 euro;
*Ats della Città metropolitana di Milano – 32 Comuni – Totale assegnato: 310.152,60 euro;
*Ats dell’Insubria – 70 Comuni – Totale assegnato: 714.262,37 euro;
*Ats della Montagna – 25 Comuni – Totale assegnato: 182.581,71 euro;
*Ats della Brianza – 33 Comuni – Totale assegnato: 331.068,46 euro;
*Ats di Bergamo – 47 Comuni – Totale assegnato: 305.944,39 euro;
*Ats della Val Padana – 38 Comuni – Totale assegnato: 294.903,40 euro;
*Ats di Brescia – 33 Comuni – Totale assegnato: 178.660,33 euro-
VARESE E COMO
Nei territori di Varese e Como i comuni dell’ATS Insubria interessati sono settanta e riceveranno un contributo complessivo di 714.262,37 euro.
Sono: Bisuschio, Brusimpiano, Cantello, Porto Ceresio, Saltrio, Buguggiate, Casale Litta, Daverio, Gazzada Schianno, Morazzone, Mornago, Carimate, Cucciago, Senna Comasco, Gorla Maggiore, Bardello con Malgesso e Bregano, Brebbia, Casalzuigno, Cittiglio, Cocquio Trevisago, Cuveglio, Duno, Gemonio, Bellagio, Alzate Brianza, Asso, Caslino d’Erba, Magreglio, Merone, Monguzzo, Proserpio, Valbrona, Oggiona con Santo Stefano, Solbiate Arno, Fenegrò, Locate Varesino, Luisago, Vertemate con Minoprio, Cremenaga, Cunardo, Dumenza, Germignaga, Marchirolo, Mesenzana, Montegrino Valtravaglia, Porto Valtravaglia, Alta Valle Intelvi, Blessagno, Carlazzo, Centro Valle Intelvi, San Siro, Tremezzina, Valsolda, Albiolo, Bizzarone, Bulgarograsso, Faloppio, Rodero, Solbiate con Cagno, Valmorea, Veniano, Taino, Ternate, Travedona Monate, Arsago Seprio, Golasecca, Gornate Olona, Bodio Lomnago, Comerio e Luvinate.
Nella foto (LNews): Minori in comunità piccoli comuni.
Piemonte, cento anni sulla neve al servizio degli altri
A Torino, il 3 ottobre, il convegno “1926-2026: cento anni sulla neve, cento anni al servizio degli altri” celebrerà la storia lunga di soccorso, formazione e presenza sulle montagne piemontesi della Squadra di Montagna Anpas Croce Verde Torino, ripercorrendone l’evoluzione attraverso le persone, le competenze, le tecniche e le attrezzature che hanno accompagnato un secolo di soccorso in ambiente montano e sulle piste da sci.
La Squadra di Montagna nasce nel 1926 come Gruppo Escursionistico Alpinistico Croce Verde, su iniziativa dell’allora presidente della Croce Verde Torino, Gino Olivetti. Le origini sono legate alla passione per la montagna di alcuni militi delle squadre cittadine, tra i quali Enrico Caligaris e il capo squadra Francesco Proi. La costituzione del gruppo viene formalizzata con una delibera del Consiglio Direttivo nel dicembre dello stesso anno.
Il servizio si è progressivamente esteso a numerose località sciistiche piemontesi, accompagnando l’evoluzione dello sci e delle esigenze di sicurezza sulle piste. Nel corso dei decenni la Squadra di Montagna ha operato in diverse località, arrivando in alcune stagioni a garantire contemporaneamente il servizio in dieci stazioni. Attualmente è presente in diverse stazioni sciistiche piemontesi, tra cui Bardonecchia, Vialattea–con Sestriere, Sansicario, Sauze d’Oulx e Cesana/Claviere–Prali e Rucas, garantendo complessivamente circa novecento interventi ogni stagione.
La preparazione dei soccorritori si è sviluppata parallelamente all’evoluzione della medicina d’emergenza e delle tecniche di intervento e sono cambiate radicalmente anche le attrezzature. Dalle prime slitte in legno e dai materiali essenziali si è passati a toboga moderni, motoslitte, apparecchi di ricerca in valanga, dispositivi per la rianimazione, sonde e sistemi radio supportati da ponti. Nei casi più gravi, il coordinamento con il sistema di emergenza sanitaria consente l’intervento dell’elisoccorso.
Nelle foto (Anpas Piemonte): personaggi e impegno della Squadra di Montagna nel tempo.
Sesto Calende, l’inclusione in barca a vela
Per le persone con disabilità sarà possibile vivere tre giornate in barca a vela sul Lago Maggiore. A Sesto Calende, il 2, 10 e 16 ottobre 2026, salperà dal Parco Europa, meteo permettendo, il progetto di incontro e partecipazione Velando 2, che ripercorre il cammino iniziato nei mesi scorsi con VelAbility e il 3 settembre è stato presentato a Palazzo Chigi e il successivo 25 settembre nel comune di Sesto Calende.
Il progetto nazionale vede la Federazione Italiana Vela come capofila, in collaborazione con la Marina Militare e la Lega Navale Italiana. Da VelAbility è cresciuta una rete di persone e associazioni che ha scelto di tornare a navigare insieme, mettendo al centro gli ospiti, le loro famiglie e la possibilità di vivere il territorio senza barriere.
L’iniziativa Velando 2 riunisce il Lions Club Lombardia Lago Maggiore, i circoli velici, i volontari e gli enti del territorio e offre a persone con disabilità l’occasione di uscire in barca a vela, unendo le competenze di chi le accompagna ogni giorno alla passione dei velisti e alla disponibilità dei volontari.
Nella foto (Progetto Velando 2), Sesto Calende, i promotori.
Assistenza dopo il parto, servizio ostetrica domiciliare in tutto il territorio
Per le neomamme si allarga in Lombardia la continuità assistenziale concreta anche dopo il rientro a casa. Il servizio di assistenza ostetrica domiciliare dopo il parto è stato steso a tutto il territorio. Un provvedimento regionale del 25 settembre 2026 ha deciso la prosecuzione del progetto avviato in diciotto Asst e esteso il modello di 'Continuità assistenziale ostetrica’ complessivamente a tutte le ventotto Asst.
Dopo la dimissione dall’ospedale, le mamme potranno ricevere a domicilio una prima visita dell’ostetrica. Il servizio accompagnerà puerpera e neonato nei primi giorni dopo la nascita e garantirà una maggiore continuità tra l’assistenza ospedaliera e quella territoriale.
Durante la visita l’ostetrica può offrire sostegno all’allattamento e all’accudimento e individuare eventuali situazioni di fragilità o di rischio sociale, favorendo, quando necessario, il collegamento con gli altri servizi sanitari, sociosanitari e sociali del territorio.
All’attuazione del progetto sono destinati complessivamente 700mila euro sul bilancio 2026. In particolare, 106mila euro sono indirizzati alle dieci Asst già coinvolte nella sperimentazione e 594mila alle restanti diciotto Asst per accompagnare l’avvio del servizio nei territori che non avevano ancora partecipato alla sperimentazione.
Le Ats favoriranno inoltre il raccordo tra le strutture sanitarie e la rete dei servizi territoriali sociosanitari e sociali, con particolare attenzione alla collaborazione con i consultori familiari privati accreditati.
Rifiuti elettronici, riciclo a raggi X
Un’integrazione di tre tecnologie rende più efficace e produttiva la raccolta differenziata. Nel trattamento dei rifiuti elettronici un sistema avanzato riesce a ‘vedere’ e ‘catturare’ le batterie di litio in mezzo al resto della spazzatura e ad evitare il rischio di esplosioni e incendi.
Un’azienda del Lecchese ha sviluppato un progetto che combina tecnologie di imaging a raggi X, algoritmi di intelligenza artificiale e analisi avanzata dei materiali. Un software della Gilardoni spa di Mandello del Lario, tra le principali realtà italiane nel settore dei sistemi a raggi X, ultrasuoni e risonanza magnetica, identifica la presenza di eventuali batterie e ne localizza con precisione la posizione;
L'operatore riceve l'indicazione sul monitor e può procedere alla rimozione in modo rapido e sicuro.
Il sistema innovativo, realizzato da Gilardoni spa in collaborazione con due partner, Cefriel e Seval srl, è stato sostenuto da un finanziamento regionale del bando ‘Collabora e Innova’, che ha assegnato complessivi 156.000.000 di euro.
La crescente diffusione delle batterie, in particolare quelle agli ioni di litio, rappresenta una sfida importante per il settore del riciclo. Se non individuate prima delle operazioni di trattamento e frantumazione, le batterie possono provocare incendi, esplosioni e dispersione di sostanze potenzialmente inquinanti, oltre a comportare la perdita di materiali preziosi recuperabili.
Lago Ceresio, incontri senza “ramina” tra due comunità di frontiera
Ritorna tra Varesotto e Canton Ticino un evento nato nel 2025 dalla collaborazione tra due comunità al di qua e al di là della frontiera con l'obiettivo condiviso di promuovere lo sport, la natura e la cultura del territorio racchiuso attorno al Lago Ceresio e al Monte San Giorgio.
Tra Porto Ceresio, in Italia, e Brusino Arsizio, in Svizzera, nel mese di ottobre 2026 animeranno il territorio, per iniziativa dell’associazione l’Associazione Sportiva Dilettantistica Atletica 3V e del comitato organizzatore italo-svizzero di Porto-Brusino Trail, una gara podistica tra boschi e panorami prealpini, passeggiate dedicate ai bambini e alle loro famiglie, lezioni di ginnastica posturale aperte a tutti e momenti culturali sui temi più interessanti legati alla vita di confine e al suo sito Unesco.
INIZIATIVE
Sabato 10 ottobre il programma prevede, a Porto Ceresio, una lezione gratuita di ginnastica posturale per tutti e, a Brusino Arsizio, una prima serata culturale “Al di qua e al di là della ramina” (la rete metallica del confine) con relatori italiani e svizzeri.
I termi della serata saranno: San Giorgio, patrimonio Unesco italo-svizzero e Il fascino e il valore del Serpiano e saranno trattati da Markus Felber, geologo e promotore della candidatura ad Unesco del San Giorgio lato Svizzera, Alberto Marchi, site manager lato Italia del sito San Giorgio, e il docente e storico Alberto Poli.
Al centro di domenica 11 ottobre, invece, ci sarà la gara podistica non competitiva Porto-Brusino Trail 2026 e gli atleti potranno partecipare rispettivamente al percorso di 22 e di 12 chilometri.
Infine, sabato 24 ottobre, relatori italiani e svizzeri animeranno la seconda serata culturale Al di qua e al di là della ramina e moderatrice sarà sempre Tita Bernasconi. I temi trattati saranno: Manfredo Settala: il Beato conteso tra Italia e Svizzera; Un territorio tra Rito Ambrosiano e Rito Romano; Ceresio: un lago che unisce.
Interverranno: il vescovo emerito di Lugano Piergiacomo Grampa; il presidente della Società Navigazione del Lago di Lugano Agostino Ferrazzini; la ricercatrice storica e membro del comitato italo-svizzero Porto Brusino Trail, Jenny Santi. Informazioni: www.portobrusinotrail.it
In immagine, Lago Ceresio, Premiazione 2025 (foto Porto-Brusino Trail)
Obesità, una rete di prevenzione e contrasto
Per contrastare la diffusione dell’obesità, in Lombardia prenderanno forma una Rete regionale di assistenza integrata tra ospedale e territorio e un Tavolo permanente di coordinamento e monitoraggio epidemiologico della patologia e di aggiornamento delle politiche sanitarie. Una legge regionale, approvata il 22 settembre 2026 all’unanimità, attua la legge nazionale, che, prima al mondo, ha definito l’obesità una malattia cronica. Il provvedimento stabilisce un finanziamento di 3,3 milioni di euro nel triennio 2026-2028 e garantisce l’accesso gratuito, o ad un prezzo calmierato, alle terapie farmacologiche per alcune categorie di pazienti a elevata fragilità sociale ed economica affetti da obesità.
IN ITALIA...
In Italia, Paese della dieta mediterranea, patrimonio Unesco, il tasso di incidenza dell’obesità è tra i più alti in Europa.
Secondo i dati dell’Istituto Superiore di Sanità, nel 2024, il 38,9% degli italiani adulti è in sovrappeso e il 9,8% è obeso. Colpisce soprattutto le classi sociali che vivono in ambienti culturalmente svantaggiati, dove è più difficile sia acquisire strumenti di prevenzione sia accedere alle cure. Il manifestarsi dell’obesità dà avvio a una catena di conseguenze che portano l’organismo ad ammalarsi. Il legame più diretto è con il diabete di tipo 2: tra le persone obese la percentuale di diabetici supera il 10%, contro il 3% delle persone normopeso.
...E IN LOMBARDIA
Secondo i dati Istat, in Lombardia oltre 2,6 milioni di persone sono in sovrappeso e più di 880 mila risultano affette da obesità. Complessivamente, il 43% della popolazione adulta presenta un eccesso ponderale, mentre tra i bambini tra gli 8 e i 10 anni la quota supera il 25%.
Le patologie legate all’obesità sono spesso malattie di lungo decorso con costi rilevanti. Applicando una stima prudente di 10.000 euro annui per paziente e considerando i 3 milioni di italiani coinvolti, l’Eurispes ha calcolato che il costo complessivo dei disturbi alimentari in Italia supera i 30 miliardi di euro, circa due punti di Pil. Una cifra peraltro certamente sottostimata, perché non include i casi non diagnosticati, i costi sommersi e l’impatto sull’intero sistema sociale.
Nella foto (LNews): prevenzione obesità.
Influenza, al via la campagna vaccinale
Dal 1° ottobre 2026 inizia la campagna vaccinale antinfluenzale di Asst Sette Laghi di Varese.
La prima fase sarà dedicata alle categorie per le quali è prevista un’offerta prioritaria: donne in gravidanza, bambini e ragazzi dai 6 mesi ai 17 anni, persone con almeno 60 anni e lavoratori appartenenti alle categorie per cui la vaccinazione è raccomandata.
Dal 12 ottobre, invece, la vaccinazione antinfluenzale sarà gratuita per tutta la popolazione.
Uno dei primi appuntamenti sarà l’Open Day di sabato 3 ottobre, dalle 9 alle 15, con accesso alla vaccinazione in diverse sedi del territorio: Angera, Arcisate, Gavirate, Gazzada, Laveno Mombello, Luino, Malnate, Sesto Calende, Tradate e Varese, nelle sedi di via O. Rossi 9 e viale Borri 57.
La prenotazione tramite Prenota Salute è consigliata, ma sarà possibile accedere anche senza appuntamento.
La campagna proseguirà con altri Open Day nelle giornate del 24 ottobre, 7 novembre e 12 dicembre.
La vaccinazione potrà inoltre essere effettuata attraverso il proprio medico o pediatra di riferimento oppure prenotando presso i centri vaccinali tramite Prenota Salute. Dal 26 ottobre sarà possibile accedere senza prenotazione anche alla sede vaccinale di Varese, viale Borri 57. Per le persone allettate o con gravi difficoltà a raggiungere le sedi vaccinali è prevista anche la possibilità della vaccinazione a domicilio.
Informazioni e aggiornamenti sulla campagna saranno disponibili sul sito di Asst Sette Laghi.
Laghi lombardi, nuovo bando regionale per pescatori professionisti
Per i circa centocinquanta pescatori di professione attivi sui laghi lombardi sono disponibili 350mila euro per migliorare sicurezza e condizioni di lavoro, valorizzare il pescato e rendere le imprese più competitive.
Sul Bollettino ufficiale della Regione Lombardia del 29 settembre 2026 è stato pubblicato un secondo bando Feampa (Fondo europeo affari marittimi pesca e acquacoltura) rivolto alle imprese di piccola pesca delle acque interne, singole o associate, ai giovani pescatori professionisti e alle nuove imprese di pesca con partita iva aperta da meno di dodici mesi, in possesso dei requisiti previsti dall’avviso.
DOMANDE E CONTRIBUTI
Le domande potranno essere presentate dal 6 ottobre al 21 dicembre 2026 attraverso il portale regionale 'Bandi e Servizi’. I contributi sono diretti a investimenti non solo per la diversificazione delle attività, la lavorazione, trasformazione e vendita diretta del pescato (acquisto di attrezzature, automezzi refrigerati e strumenti per la tracciabilità dei prodotti), ma anche il primo acquisto di un’imbarcazione da pesca usata, di lunghezza non superiore a 12 metri o l’avvio di una nuova impresa di pesca da parte di giovani tra i 18 e i 40 anni.
Lombardia, ai Comuni di frontiera indennità per 2,5 miliardi nei prossimi anni
Non andranno a Roma, ma rimarranno alla Regione Lombardia, le tasse versate in Italia dai “nuovi frontalieri”, cioè gli assunti dopo l’accordo fiscale del 2023. Con quelle risorse sarà creato un fondo, previsto dall’art. 11 della legge 83/2023, di circa 2,5 miliardi di euro, destinato a sostenere la competitività delle aree di confine con particolare attenzione al differenziale salariale e agli stipendi.
Un decreto firmato il 17 settembre 2026 dal ministro dell'economia e delle finanze Giancarlo Giorgetti ha dato il via al procedimento. Ai comuni di frontiera, tra i quali Luino, saranno inoltre assegnati ristorni per 109 milioni di euro rispetto agli 89 stabiliti dalla legge 83/2023.
Il fondo servirà per retribuire meglio i lavoratori che rimarranno a lavorare in Italia nella fascia di confine e per realizzare opere infrastrutturali strategiche per il territorio. Si parla, sempre stando a quanto previsto dall’articolo 11 della legge, di circa 2,5 miliardi di euro in venti anni.
«Indennità di frontiera misura storica: 2,5 miliardi di euro nei prossimi anni» ha dichiarato il deputato di Fratelli d’Italia - e sindaco di Luino - Andrea Pellicini. «Si tratta della prima vera legge federalista in Italia. Come avevamo assicurato in questi mesi, il Governo ha rispettato tutti gli impegni assunti in risposta ai nostri ordini del giorno parlamentari e alle istanze del Comuni di frontiera».
Nella foto (Ibis): confine Italia-Svizzera
Svizzera, un viaggio nel tempo tra trentadue castelli e fortezze
Torna in Svizzera, il 4 ottobre 2026, la possibilità di scoprire come si viaggiava un tempo, tra mercanti, pellegrini, nobili e soldati, e di conoscere l’evoluzione dei mezzi di trasporto, dal mulo e dalla carrozza fino al treno e all’automobile.
La Giornata dei Castelli Svizzeri, organizzata dall'Associazione dei Castelli Svizzeri fondata nel 2014 come rete nazionale, presenta un programma speciale sulla storia di trentadue castelli e fortezze di tredici Cantoni e tre regioni linguistiche con passeggiate, rievocazioni medievali, giochi, laboratori creativi, danze, racconti.
Novità di quest’anno due nuove partecipazioni e un anniversario speciale
Il Castello di Nyon partecipa per la prima volta. Dopo un notevole intervento di ristrutturazione, torna inoltre a essere protagonista della manifestazione anche il Castello di Grandson. Una Giornata dei Castelli particolarmente speciale sarà celebrata quest'anno anche presso il Castello Stockalper di Briga-Glis, il cui Comune è stato insignito del Premio Wakker 2026.
CANTON TICINO
In Canton Ticino la Fortezza di Bellinzona organizza un “Viaggio nel tempo” con la rievocazione medievale a cura di Spada nella Rocca, che animerà il Castello di Montebello con accampamenti, spettacoli, dimostrazioni, giochi storici, artigiani e un mercato medievale. Dalle 10.30 alle 18.30 sarà inoltre disponibile una navetta gratuita da Largo Elvezia.
A Castel Grande, dalle 11, si terrà invece un concerto gratuito di pianoforte, violino e voce, in collaborazione con l’associazione 753 ArteBellezza, con un viaggio musicale tra jazz, soul e musica classica. A Castel Grande, inoltre, è esposta la mostra Progetto Castel Grande: sculture e dipinti di Ivo Soldini, al Castello di Sasso Corbaro invece la mostra Fra Roberto tra le mura.
Maggiori informazioni sui siti: www.fortezzabellinzona.ch; www.dieschweizerschloesser.ch
Nelle foto (@ Città di Bellinzona): Fortezza di Bellinzona e Castello di Habsburg.
Varese, un ponte tra ricovero e ospedale
Limitare, quando possibile e in piena sicurezza, il ricorso al ricovero ospedaliero; offrire alle persone anziane fragili percorsi di cura più appropriati, sicuri e continui. Tra Asst Sette Laghi e Fondazione Fratelli Paolo e Tito Molina è stata avviata, da luglio 2026, la collaborazione per la sperimentazione di un nuovo modello organizzativo dedicato alla gestione degli ospiti della Rsa che necessitino di una valutazione urgente o dell'accesso al Pronto soccorso dell'Ospedale di Circolo di Varese.
La convenzione, valida fino al 31 dicembre 2027, prevede un iter condiviso tra i medici della Fondazione Molina e quelli del Pronto soccorso dell'Ospedale di Circolo di Varese. Quando un ospite della Rsa presenta un problema di salute urgente ma non emergente, il medico del Molina può confrontarsi direttamente con il medico dell'Osservazione Breve Intensiva del Pronto soccorso per individuare la via assistenziale più appropriata.
La collaborazione tra i due enti e l’intervento del Team di risposta rapida domiciliare (Trrd) - un servizio dell'Asst dedicato alla gestione delle urgenze nelle strutture residenziali - possono assicurare una presa in carico più tempestiva, personalizzata e continua e, contemporaneamente, mantenere la persona nel proprio ambiente di vita ogni volta che sia possibile.
Per una persona anziana e fragile, l'accesso al Pronto soccorso e un'eventuale ospedalizzazione possono rappresentare un momento particolarmente delicato con un aumento del rischio di complicanze, perdita di autonomia e disorientamento. Da qui la scelta di rafforzare l'integrazione di competenze e servizi tra ospedale e territorio e garantire la risposta più adeguata a ogni singola situazione clinica.
A completamento della sperimentazione, la Fondazione Molina ha sottoscritto una convenzione con la Croce Rossa Italiana di Varese per il trasporto protetto non in urgenza degli ospiti da e verso il Pronto soccorso, in vigore tutti i giorni dalle ore 7 alle ore 23. Il progetto prevede infine un collegamento costante tra ospedale e Rsa anche dopo la dimissione, per assicurare la continuità delle cure e, quando necessario, il supporto del Team di Risposta Rapida Domiciliare nei giorni successivi.
Nella foto (Ibis): Hall Ospedale di Varese.
Amici a quattro zampe, una risorsa di guida e affezione
Sono il migliore amico dell’uomo, e il 26 agosto di ogni anno si celebra la loro Giornata Internazionale del cane. Ma sono anche i suoi occhi, e ogni 16 settembre si rende loro riconoscenza con la Giornata nazionale dei cani guida.
In Lombardia ai cani guida sono destinati, dal 2002, contributi regionali per il sostegno non solo dell’affidamento gratuito a ciechi e ipovedenti, ma anche delle attività delle associazioni che si occupano di allevamento, addestramento e crescita.
Ai corsi dei formatori nel 2025, a fronte dell'aumento dei costi energetici, veterinari, dei mangimi e dei medicinali, è stato riconosciuto un contributo del 70% delle spese sostenute per ciascun cane guida affidato a cittadini lombardi non vedenti, fino a un massimo di 20.000 euro. In base a questa risoluzione sono stati erogati 120.000 euro come contributo all'addestramento e alla consegna gratuita di sei cani guida.
Nel 2024 al Centro di Addestramento Lions Limbiate è stato completato l'ammodernamento del campo ostacoli interno secondo gli standard più aggiornati richiesti per l'addestramento dei cani guida. C’è, inoltre, in progetto il finanziamento della fornitura di tappetini sui sedili delle auto in servizio, sollecitata dalle associazioni e dai tassisti.
Tra Varese e Como
Varese è la città del territorio dell’Insubria con più cani registrati: 9.443 contro gli 8.970 di Como. Su tutto il territorio si contano in totale 220.403 cani e tra questi ci sono 71 mila meticci, oltre 10.000 chihuahua e circa 8.000 pastori tedeschi. I dati sono disponibili grazie ai proprietari che hanno identificato e iscritto all’anagrafe degli animali d’affezione i propri cani.
Dal 1° gennaio al 31 dicembre 2024 sono stati iscritti 12.344 cani da privati, mentre altri 2.636 sono stati iscritti da altre strutture come canili, allevamenti o strutture zoofile. Tra i cani iscritti oltre 9 mila hanno “cambiato casa”, risultano cioè ancora residenti nel territorio ma il loro domicilio e luogo di ubicazione è altrove.
La registrazione si può chiedere attraverso il Servizio Cup-Ats Insubria (ats-insubria.it), che consente la prenotazione di quattro prestazioni veterinarie: passaporto per animali da compagnia, certificato per l’esportazione di cani e gatti al seguito di viaggiatori, iscrizione all’anagrafe canina e/o passaggio di proprietà e/o dichiarazione di decesso, inserimento microchip e relativa registrazione in anagrafe degli animali d’affezione.
Nella foto (LNews): un cane guida.
Marina di Lisanza, barche d’epoca da Germania, Svizzera, Francia, Italia, Olanda e Inghilterra
Con ventidue barche provenienti da Germania, Svizzera, Francia, Italia, Olanda e Inghilterra il secondo Trofeo Carlo Riva–Coppa Marina di Lisanza, sul lago Maggiore, è stato quello con la più ampia partecipazione internazionale. A organizzarlo, dal 10 al 13 settembre 2026, sempre la Riva Historical Society) in collaborazione con il Riva Club Lago Maggiore, Riva Club Suisse e Riva Society Italia.
Le Imbarcazioni in gara da più lontano erano Florida Orion III 1963 (Haarlem, Olanda), Ariston Camille 1964 (UK), Imbarcazione più datata: Goya (Scoiattolo, 1957). La palma della vittoria è andata ex aequo a tre imbarcazioni di nazionalità tedesca: il Bettina (1965) di Jurgen Steinhauser da Stoccarda, il Ma Cherie (1964) di Michael Reeb da Karlsruhe e l’Alcazar (1960) di Thomas Batsch da Neumarkt.
Al concorso di Eleganza Frederique Constant si sono classificati, nell’ordine: Claudia (1971); Tempest II (1972); Clo Clo (1966) e Camille (1964). Nel Giudizio Storico Carlo Riva i tre piazzati sono: Arriva (1966) e Ghibli (1971); Bettina (1965); Bertram (1972). Per Abilità marinaresca i tre classificati sono Arielle (1968), Rik Robert (1962) ed Ely (1970), mentre il
Premio Junior 60 è andato a Zarina (1970).
STORIA IMPIANTO
Il prossimo appuntamento del trofeo è in programma nel 2028 e, in quell’occasione, gli ospiti nazionali e internazionali troveranno all’interno della Marina di Lisanza nuove migliorie, come l’aggiunta di altre aree verdi e l’allestimento di un’ampliata caffetteria per armatori ed equipaggi.
Nel luglio 1974 il conte Mario Agusta inaugurò il Club Nautico Mario Agusta a Lisanza, per alloggiare le barche da corsa del suo team “Ezio Selva” con un capannone creato in un profondo tunnel sotto la sede del club e il giardino.
Nel 2023 il porto, distante sessanta chilometri da Milano e oggi esteso su una superficie di ottomila metri quadrati, è stato rilevato dall’imprenditore milanese Massimo Sordi e trasformato in un polo nautico di eccellenza. L’impianto dispone ora di cinquecento metri lineari di pontili galleggianti, un’ottantina di posti barca esterni, quaranta all’interno dei mille metri quadrati del capannone di rimessaggio e una gru a ponte in grado di movimentare imbarcazioni fino a circa diciotto metri
di lunghezza.
Marina di Lisanza, motoscafi alla fonda (Credit Photo: Paolo Maccione - Vibra).
Luino, rinnovato e ampliato il centro sportivo Le Betulle
Ampliato e completamente rinnovato, il Centro sportivo comunale Le Betulle di Luino è, dal 16 settembre 2026, aperto al pubblico nella sua interezza, al termine del piano di ristrutturazione iniziato a febbraio. Il rinnovamento ha riguardato sia la struttura dell’edificio sia gli impianti.
A luglio era già stata aperta al pubblico la nuova area fitness di 320 metri quadri con oltre cinquanta macchinari. Nei mesi precedenti invece erano stati ripristinati il calcestruzzo e l’intonaco del cavedio tecnico, i serramenti nella sala vasche e la copertura dell’edificio.
All’inaugurazione della nuova area sono intervenuti, per l’amministrazione comunale, il vicesindaco Alessandro Casali e, in rappresentanza del gruppo Forus, Gregorio Garcia con lo staff tecnico e gestionale.
Con oltre tremila dipendenti e più di duecentocinquantamila abbonati, Forus è un gruppo internazionale che, dal 2010 in Spagna e Portogallo e dal 2020 in Italia, opera nella gestione e nello sviluppo di progetti di impianti sportivi e ricreativi.
IMPIANTI E LAVORI
Due le linee del progetto di riqualificazione a Luino: l’efficientamento energetico e la ricostruzione di sale e impiantistica interna.
Vari gli interventi per l’efficientamento. Sono stati installati un regolatore di frequenza per le pompe di filtrazione e un sistema di recupero del calore per l’acqua di rinnovo delle vasche. I motori delle unità di trattamento aria sono stati sostituiti con modelli ad alta efficienza e gli impianti elettrici sono stati adeguati secondo le prescrizioni dei vigili del fuoco, mentre l’illuminazione è stata realizzata con un nuovo sistema a led.
Totalmente infine ricostruito il piano inferiore con una nuova sala corsi e una con bike Technogym di ultima generazione. Aggiornati gli spogliatoi, inclusi i bagni e gli arredi utenti e personale, e l'impiantistica interna.
Nelle foto (Forus): piscina e palestra Betulle Luino.
Luino, nei porti torna l’acqua
Nei tre porti di Luino – Porto Lido, Porto Nuovo e Porto Vecchio - l’acqua ha ripreso a scorrere. Pur con qualche problema in alcune colonnine, il servizio di erogazione è stato, in via sperimentale, ripristinato mediante chiavette magnetiche ricaricabili.
Tutti i concessionari di posto barca possono, dal 18 settembre 2026, usufruire delle utenze di acqua ed energia elettrica attraverso un’apposita chiavetta magnetica, necessaria per l’erogazione. «Dal momento del nostro insediamento - ha dichiarato il sindaco Andrea Pellicini - ci siamo preoccupati del fatto che, da ben sei anni, le colonnine non erogassero ancora l’acqua e abbiamo lavorato a conseguire l’obiettivo».
Le chiavette sono disponibili nel punto vendita del cantiere nautico Marinestar di Luino, dove i concessionari potranno recarsi per ottenere il dispositivo.
Punto di ritiro delle chiavette: https://maps.app.goo.gl/d6ZMaZhfKj6WktKXA
Nella foto (Ibis): Luino, Porto Nuovo.
Varano Borghi, un museo diffuso sulla storia e il passato cotoniero
Un museo diffuso di tredici pannelli, collocati sul territorio comunale nel 2022, racconta la storia e il passato cotoniero di Varano Borghi, uno dei più originali villaggi operai del territorio varesotto. Realizzato dall’amministrazione comunale in collaborazione con la studiosa di storia locale Laura Daverio, accompagna i visitatori a percorrere un periodo storico dall’’800 in avanti.
Da domenica 27 settembre 2026 riprendono le visite guidate gratuite alla scoperta di Varano Borghi. Durata, circa due ore; percorso agevole per tutti. Numero massimo di partecipanti, venti persone, che saranno munite di radioguide. In caso di maltempo, la visita viene annullata.
«Varano - come ricorda Laura Daverio - divenne un grande centro industriale cotoniero grazie alla famiglia Borghi che qui impiantò il suo opificio “Cotonificio Pasquale e Fratelli Borghi” nel 1819.
«Da quel momento e per tutto l’Ottocento, la storia di Varano si intreccia con quella dei Borghi e ne segue la fortuna diventando un centro tra i più ricchi e moderni del Varesotto. Lo testimoniano gli edifici risalenti a quell’epoca nei quali i Borghi hanno saputo unire funzionalità e gusto estetico affidando l’incarico per realizzare la chiesa, il cimitero e la villa padronale al noto Paolo Cesa Bianchi, ingegnere e architetto molto attivo anche a Milano, sua città d’origine».
Nella foto (Laura Daverio): Varano Borghi.
Rifiutarono di collaborare con i nazifascisti
Anche a Varese è stato reso omaggio ai cittadini della provincia, che, dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943, rifiutarono di collaborare con lo Stato nazionalsocialista e con la Repubblica Sociale Italiana e furono deportati e internati nei lager nazisti.
A Villa Recalcati, il 20 settembre 2026, si è svolta la cerimonia provinciale dedicata alla Giornata degli Internati Militari Italiani, istituita con la legge 13 gennaio 2025 n. 6, ed è stata inaugurata la mostra itinerante “Voci sepolte nell'oblio della memoria”, promossa dall’Associazione Nazionale Reduci dalla Prigionia (Anrp) e aperta fino al 25 settembre 2026.
Momento centrale della mattinata, la consegna - da parte del prefetto Salvatore Pasquariello - delle Medaglie d’Onore conferite dal Presidente della Repubblica alla memoria di trenta militari e civili della provincia, deportati e internati nei lager nazisti in conseguenza del loro rifiuto di collaborare con i nazifascisti. Hanno partecipato, tra gli altri, circa trecento persone, i discendenti degli internati, e il delegato regionale Anrp, Paolo Vavassori,
La consegna delle medaglie ha coinvolto anche una coppia di gemelli, discendenti di due Internati militari.
Aprendo la cerimonia, il prefetto ha ricordato come «il gesto più semplice possa essere quello di servire», sottolineando il valore di una scelta pagata a caro prezzo da migliaia di militari italiani, «Su circa 650mila internati in tutta Italia — di cui ottomila dalla sola provincia di Varese — cinquantamila non fecero mai ritorno. Un sacrificio equiparabile a quello dei partigiani in armi, riconosciuto solo con la legge del 2006 e con l'istituzione della Giornata nazionale nel 2025».
I TRENTA DECORATI
Antonio Alborghetti (nato in provincia di Bergamo – famiglia di Cuveglio), Claudio Appennini (Seregno – Leggiuno), Natale Camillo Bianchi (Varese – Gavirate), Francesco Biassoni (Ferno), Salvatore Calabretta (Catania – Luino), Giovanni Canton (Padova – Ponte Tresa), Umberto Casarin (Padova – Fagnano Olona), Carlo Cattaneo (Venegono Superiore – Caronno Varesino), Giovanni Colombi (Bergamo – Induno Olona), Donato D'Arcangelo (Salerno – Oggiona Santo Stefano), Vincenzo De Rosa (Potenza – Somma Lombardo), Pietro Elia (Brindisi – Vedano Olona), Angelo Forlanelli (Bergamo – Castelseprio), Realdo Gilardi (Bobbiate – Varese), Gioacchino Lamantia (Agrigento – Dumenza), Virginio Mainoli (Brinzio – Cittiglio), Lucio Martinez (Novara – Saltrio), Gaetano Mauri (Busto Arsizio), Salvatore Meringolo (Cosenza – Castellanza), Giosué Micheli (Bergamo – Malnate), Agostino Montanari (Rimini – Gallarate), Giuseppe Parini (Montegrino), Luigia Giovanna Pessina (Caronno Pertusella – Sarono), Angelo Ponti (Induno Olona), Mario Radice (Busto Arsizio), Mario Realini (Saltrio), Alberto Realini (Saltrio), Luigi Tognoni (Gorla Minore), Augusto Valsecchi (Lavena Ponte Tresa – Luino), Giannino Zanetti (Morosolo – Gavirate).
Nella foto (Ibis): la prefettura di Varese.
Luino, una pausa per i familiari di pazienti Alzheimer
Per famiglie e curanti (caregiver) di malati di Alzheimer, che risiedano nei comuni del Piano di Zona di Luino, è ora possibile prendersi una pausa per sé o per le proprie necessità. Un nuovo servizio è gratuitamente aperto a Villa Hussy dall’Alzheimer Cafè, gestito dall’ottobre del 2023 dalla Fondazione Mons. Comi in collaborazione con l’Associazione Varese Alzheimer. È l’Alzheimer Cafè Evolution, una integrazione di una prestazione già in corso. Da gennaio 2026, di lunedì (dalle 14 alle 17), i familiari possono alternativamente, una volta, incontrare i loro cari e trascorrere alcune ore in un’atmosfera accogliente e centrata sull’ascolto; un’altra, portare i loro cari e affidarli a educatrici e volontari e ritornare a prenderli alla fine del servizio.
L’Alzheimer Cafè Evolution prevede molte attività per stimolare le funzioni cognitive, la convivialità e la socializzazione. Ogni mese si alternano attività di musicoterapia e pet therapy, svolte da professioniste affiancate dall’educatrice e dai volontari numerosi e presenti ad ogni incontro.
Alle famiglie dei malati il presidente, Gianfranco Malagola, e il direttore generale della Fondazione, Pierfrancesco Buchi, rivolgono l’invito a partecipare al progetto. Basta rivolgersi all’Ufficio accoglienza della Fondazione Mons. Comi e alla coordinatrice del progetto Isabella Santulli (tel.0332/542345; mail: i.santulli@fondazionecomi.it).
Nella foto (Ibis): Villa Hussy Luino.





























