Edizione n.20 di mercoledì 10 giugno 2026
Salute
Luino, Donne maltrattate, lo Sportello antiviolenza inizia la sua opera
Telefono: 3401548441
mail: donnasicura@libero.it
sito: www.donnasicura.org
Facebook: Associazione DonnaSiCura
Sono questi gli elementi fondamentali che, d'ora in poi, permetteranno alle donne vittime di maltrattamenti e violenza un approdo diretto per comunicare con operatori qualificati ed esporre quanto loro accaduto.
Lo Sportello antiviolenza, istituito a Luino su sollecitazione dell'assessora ai Servizi sociali Caterina Franzetti, è realtà. A gestirlo l’Associazione DonnaSiCura, costituita da donne professioniste del settore socio-sanitario e iscritta nel Registro regionale delle organizzazioni di volontariato, nell’Albo regionale e del Movimento per le pari opportunità, nella Consulta femminile provinciale e nel numero della Rete nazionale antiviolenza 1522 del Ministero Pari opportunità.
L'inaugurazione è avvenuta giovedì 24 novembre a Palazzo Serbelloni, in una sala affollata e partecipe. Insieme al sindaco di Luino Andrea Pellicini, erano sindaci, amministratori e consiglieri dai vari centri del territorio e da Varese, il presidente della Comunità Montana Valli del Verbano Giorgio Piccolo, rappresentanti delle forze dell'ordine e del mondo di volontariato e sanità.
Il servizio fornisce assistenza alle donne maltrattate con consulenza legale e psicologica e contatti sia con le forze dell‘ordine sia con le altre specificità che si occupano del fenomeno. Alla base dello sportello ci sono un protocollo di intesa sottoscritto il 19 ottobre 2015 con la Rete Interistituzionale della Provincia di Varese e l’adesione di 22 sindaci del Distretto di Luino. L’impegno di prevenzione e contrasto della violenza nei confronti delle donne è affiancato da Procura, Prefettura, Questura, Tribunale, Assistenti sociali, Uffici scolastici, Ambiti distrettuali e soprattutto dai Centri antiviolenza.
Le donne che abbiano bisogno di accedere non dovranno rivolgersi al Comune di Luino, bensì chiamare il numero 3401548441 attraverso cui otterranno un appuntamento nel rispetto della riservatezza e della sicurezza.
Malattie cardiovascolari e fattori di rischio, cambiare la rotta si può e fa bene
Creare uno stile di vita sano, e più della metà di ictus e infarti si può evitare. A dimostrarlo un nuovo studio internazionale che evidenzia come si possa intervenire in modo efficace sui cinque fattori di rischio modificabili: sovrappeso, pressione alta, colesterolo alto, fumo e diabete mellito. Alla ricerca, pubblicata sul New England Journal of Medicine, ha partecipato il Centro Epimed dell’Università dell’Insubria, con i professori Licia Iacoviello, Marco Ferrario e Giovanni Veronesi. Obiettivo dello studio anche trarre misure preventive mirate.
I fattori di rischio sono responsabili di più della metà delle malattie cardiovascolari e di circa il 20 per cento della mortalità generale. Ma non bisogna rassegnarsi e lasciar perdere perché intervenire è possibile e anche in modo efficace, in particolare con gli stili di vita. La ricerca su questa delicata e onnicomprensiva realtà è stata condotta su scala mondiale. A condurla gli scienziati del Global Cardiovascular Risk Consortium, coordinati dall’Heart & Vascular del Medical Center Hamburg-Eppendorf (Uke) e dal Centro tedesco per la ricerca cardiovascolare (Dzhk), con il contribuito del Centro ricerche in Epidemiologia e medicina preventiva (Epimed) dell’Università degli Studi dell’Insubria, Dipartimento di Medicina e Chirurgia. I risultati sono stati pubblicati il 26 agosto sul New England Journal of Medicine e hanno raccolto i dati di 1.5 milioni di persone da 34 Paesi.
Le malattie cardiovascolari sono responsabili di circa un terzo dei decessi a livello mondiale, in Italia (circa 230.000 morti l’anno) sono la prima causa di morte. Da tempo obesità, pressione arteriosa, colesterolo, fumo e diabete siano stati identificati quali fattori di rischio ma prima di questo studio la proporzione di malattie cardiovascolari a loro attribuibili non era stato del tutto chiarito, sottolineano i ricercatori.
Licia Iacoviello, professore ordinario di Igiene e Sanità Pubblica, direttrice del Centro Epimed e co-autrice dello studio, spiega: «Lo studio mostra chiaramente che più della metà degli infarti e degli ictus sono evitabili attraverso il controllo di questi cinque fattori di rischio modificabili. I risultati sono quindi di grande importanza per rafforzare la prevenzione in quest’area. Allo stesso tempo, il 45% circa degli eventi cardiovascolari ha cause diverse da queste, un gap che deve essere da stimolo per l’intera comunità scientifica ad intensificare gli sforzi di ricerca».
Il Global Cardiovascolar Risk Consortium ha valutato i dati individuali di 1.5 milioni di persone; centododici gli studi di coorte che provengono da Nord America, America Latina, Europa occidentale, Europa orientale e Russia, Nord Africa e Medio Oriente, Africa subsahariana, Asia e Australia e permettono tra l'altro di differenziare secondo le aree maggiori o minori incidenze.
«Il Centro Epimed contribuisce al Consorzio sia con i dati di diverse coorti di popolazione che con l’expertise dei suoi afferenti – aggiunge Giovanni Veronesi, professore associato di Statistica Medica e membro dello Statistical Working Group del Consorzio, oltre che co-autore del lavoro –. La recente aggiunta al Consorzio di uno studio di residenti anziani della città di Varese, di cui stiamo completando il follow-up per gli eventi cardiovascolari in collaborazione con alcuni colleghi clinici del Dipartimento, potrà rafforzare la posizione internazionale del Centro, e contribuire ad approfondire ulteriori aspetti messi in luce da questo lavoro, quali ad esempio il ruolo dei fattori di rischio alle diverse età».
Link all’articolo pubblicato da Nejm:
https://www.nejm.org/doi/full/10.1056/NEJMoa2206916?query=featured_home
Link al sito del centro Epimed:
http://epimed.uninsubria.it
• Nella fotografia Uninsubria, da sinistra: i professori Giovanni Veronesi, Licia Iacoviello e Marco Ferrario del Centro Epimed dell’Università dell’Insubria
Varese, nuove apparecchiature pediatriche
Non conosce sosta l’impegno dell'associazione Il Ponte del Sorriso di Varese nel garantire ai piccoli pazienti cure sempre più efficaci e tecnologie all’avanguardia. Due lettini di rianimazione neonatale destinati alle sale parto, un ecografo oculare per l’Oculistica pediatrica, una sonda per la Radiologia pediatrica, che consentirà di effettuare indagini diagnostiche anche sui pazienti più piccoli, sono la sua ultima donazione all’Ospedale Filippo Del Ponte.
Il 15 maggio 2026 le nuove apparecchiature sanitarie, del valore complessivo di circa 60mila euro, sono state formalmente consegnate ai vertici amministrativi e sanitari dell’Asst Sette Laghi dalla presidente della fondazione Emanuela Crivellaro.
A rendere possibile quest’altro risultato non è stata soltanto la raccolta fondi natalizia promossa dall’associazione, ma anche la generosità di tante persone che, negli ultimi mesi, hanno scelto di sostenere concretamente i progetti dedicati ai bambini ricoverati.
Dai privati alle aziende, fino ai sempre presenti Alpini di Agra, gli Arditi Curva Nord Pallacanestro di Varese, l’Associazione Aspide e il Club Bridge, ancora una volta la sollecita mobilitazione e la generosa risposta hanno reso possibile un gesto di solidarietà a favore della salute dei bambini.
Nella foto (Asst Sette. Laghi): ls consegna delle nuove apparecchiature pediatriche all’Ospedale Del Ponte.
Celiachia, in Lombardia libertà di acquisto prodotti mediante CNS
Bastano la Carta Nazionale dei Servizi (CNS) e un codice segreto e in Lombardia si possono acquistare i prodotti per celiaci con onere a carico del Servizio Sanitario Regionale. Su tutto il territorio regionale e indipendentemente dalla ATS di residenza. E, presto, anche in Veneto, Toscana e Lazio.
Sono alcuni effetti del progetto Nuova Celiachia, avviato dalla Regione Lombardia e presto diffuso in altre regioni in modalità Riuso ASP (Application Service Provider), attraverso Sistema informativo e gestione centralizzata in Regione Lombardia. «Tale sistema - ha dichiarato l'assessore al Welfare Giulio Gallera - è unico a livello nazionale e garantisce sia libera circolazione sul territorio regionale sia libertà di scelta del punto vendita. Ad oggi collega 2.800 farmacie, 196 negozi specializzati e 654 punti di vendita della grande distribuzione organizzata».
ACCESSO ED ESTENSIONE DEL SERVIZIO
L’accesso al servizio è semplice. L’assistito presenta al Pos (point of sale o punto vendita) dell’esercente la CNS e digita un codice segreto, consegnatogli dall'operatore della ASST all'atto dell'attivazione del piano terapeutico. «Oltre al beneficio garantito ai cittadini celiaci - ha aggiunto Gallera - il sistema nel suo complesso semplifica l'attività amministrativa di ogni Regione aderente, sollevando da onerose procedure di mobilità, in quanto le rispettive competenze sono calcolate e certificate del Sistema Celiachia».
Il progetto ha attirato l’interesse di Lazio, Toscana e Veneto, che hanno già richiesto di fruire del Servizio Celiachia attraverso l'attivazione di specifici accordi di collaborazione fondati sulla messa a disposizione del servizio secondo le logiche del "riuso". «Un cittadino che si rechi in Lazio o in Veneto, spiega Gallera, potrà fruire delle medesime condizioni di Servizio che dispone in Lombardia. Parimenti anche i cittadini delle altre regioni aderenti si avvantaggerebbero della medesima libertà di fruizione del servizio».
Varese, scoperta sui tumori da virus
L’argomento è molto tecnico, ma di portata, per tutti, immediatamente percepibile. Nel campo della lotta ai tumori la scienza progredisce a passi da gigante e una recente scoperta di studiosi varesini aggiunge un altro mattone alla costruzione di un futuro pieno di risultati. A Varese l’Università dell’Insubria ha effettuato una ricerca che a Tokio, il 10 marzo 2017, ha riscosso il riconoscimento del 18° Congresso mondiale della International Retrovirology Association per il professor Roberto Accolla, ordinario di Patologia generale.
Il gruppo diretto da Accolla - e in particolare il dottorando di Medicina sperimentale e traslazionale Marco Baratella e la ricercatrice del laboratorio di Patologia generale e Immunologia Greta Forlani - ha dimostrato che la proteina virale HBZ è espressa specificamente nel citoplasma delle cellule dei pazienti con Paraparesi Spastica Tropicale, mentre non è espressa o si localizza in altre sedi in tutti gli altri soggetti infettati dal virus, inclusi i pazienti leucemici.
SCOPERTA
<Il riconoscimento - spiega Accolla - è stato attribuito per la nostra recente scoperta, pubblicata nella rivista scientifica PLoS NTD, riguardante l’espressione differenziale e la localizzazione subcellulare della proteina oncogenica HBZ del virus HTLV-1 in pazienti infetti. Il virus HTLV-1, il primo retrovirus oncogeno umano scoperto agli inizi degli anni ’80, ha infettato attualmente più di 20 milioni di persone al mondo ed è l’agente causale, nel 5-7% dei soggetti infettati, di una leucemia delle cellule linfocitarie T umane nell’adulto allo stato ancora intrattabile da un punto di vista clinico e letale in pochi mesi>.
Secondo il professor Accolla, <gli effetti dell’infezione da parte del retrovirus HTLV-1 si fanno sentire anche sul sistema nervoso producendo nel 4-5% dei soggetti infettati una sindrome infiammatoria cronica altamente debilitante, anch’essa dall’esito infausto, che prende il nome di Paraparesi Spastica Tropicale o TSP perché molto diffusa nelle regioni tropicali e nella regione subsahariana>.
RILEVANZA
Quale la portata della ricerca? <La scoperta – ha precisato Accolla - rappresenta la prima dimostrazione dell’esistenza di un marcatore a localizzazione definita nella malattia neurologica e permette quindi di formulare la diagnosi di Paraparesi Spastica Tropicale indotta da virus in maniera precisa e specifica>.
Non è tutto. <Il fatto di avere a disposizione questo criterio diagnostico molecolare e cellulare - continua la spiegazione - ci permetterà di comprendere meglio la patogenesi della malattia e di definire molto più precocemente l’evoluzione dell’infezione verso la sindrome neurologica invalidante, dandoci quindi la possibilità di approntare in un futuro prossimo mezzi terapeutici più appropriati per interrompere o ritardare in maniera significativa la malattia stessa>.
Elisoccorso, da luglio voli notturni da Como e anche Brescia
Da luglio in Lombardia volerà di notte un secondo elicottero del 118, oltre quello di Como. Al volo notturno sarà abilitato anche l'elicottero della base di Brescia. I due elicotteri consentiranno un servizio più puntuale, specialmente per le zone montane o disagiate.
All'abilitazione del secondo elicottero si affianca un’altra grande novità, i cosiddetti Siti Hems, i luoghi cioè non convenzionali - come i campi sportivi - per l'atterraggio dell'elicottero. In Lombardia ne sono stati individuati, e saranno in funzione entro giugno, 52 e oltre 50 sono in via di abilitazione.
ELISOCCORSO NOTTURNO - Con l'applicazione sul territorio nazionale, dal 28 ottobre 2014, del Regolamento Europeo 965/2012, l'elisoccorso notturno in Lombardia si apre ad una nuova prospettiva. La normativa lascia prevedere un impiego più razionale, ma anche più esteso, della risorsa elicottero in orario notturno. La possibilità di disporre di elisuperfici abilitate al volo notturno è oggi alla portata di pochi tra i comuni di medie-piccole dimensioni.
L'individuazione di Siti Hems in aree non convenzionali - come campi sportivi o altre con precise caratteristiche, collocate in punti ritenuti logisticamente strategici per l'elisoccorso - rappresenta un valore aggiunto soprattutto per i Comuni situati in zone disagiate per viabilità e orografia del territorio.
Piemonte, verso la Farmacia dei servizi
In Piemonte, anche nel triennio 2016-2019, le 1600 farmacie pubbliche e private serviranno farmaci in regime di “distribuzione per conto”, potenzieranno la vaccinazione antinfluenzale e avvieranno la fornitura di servizi a favore di particolari categorie di pazienti. Lo stabilisce l’accordo sottoscritto il 19 agosto a Torino dall’assessore regionale alla Sanità, Antonio Saitta, da Massimo Mana per Federfarma e da Roberto Forte per Assofarm.
Per la Regione la spesa nel triennio è prevista in 6.500.000 euro (500.000 euro nel 2016 e 2.000.000 l’anno nel 2017, 2018 e 2019) e sarà commisurata alla puntuale erogazione dei servizi concordati.
DISTRIBUZIONE PER CONTO
La distribuzione per conto (DPC) è la dispensazione di alcune categorie di farmaci (quelli contenuti nel PHT, prontuario della distribuzione diretta ospedaliera-territorio) da parte delle farmacie territoriali. In pratica, le Asl acquistano direttamente i farmaci e, anziché farli dispensare ai pazienti nelle farmacie ospedaliere, ne dispongono la consegna nelle farmacie territoriali.
I pazienti dimessi dai vari reparti e che devono seguire specifiche cure farmacologiche, in base a quanto deciso dallo specialista, possono ritirare subito la prima confezione nella farmacia ospedaliera, mentre le altre confezioni verranno fornite nelle normali farmacie.
VACCINAZIONE ANTINFLUENZALE
Per il 2016 l’attività di collaborazione fra le farmacie convenzionate e il servizio sanitario regionale sarà indirizzata principalmente sulla vaccinazione antinfluenzale. I casi severi e le complicanze dell’influenza sono più frequenti nei soggetti ultra65enni e con condizioni di rischio, come diabete, malattie immunitarie o cardiovascolari e respiratorie croniche.
L’Organizzazione Mondiale della Sanità e il Piano nazionale prevenzione vaccinale indicano come obiettivi di copertura per la vaccinazione antinfluenzale il 75% come obiettivo minimo perseguibile e il 95% nei soggetti over65 e nei gruppi a rischio.
FARMACIA DEI SERVIZI
L’accordo sottoscritto prevede anche l’avvio, in via sperimentale, del progetto “Farmacia dei servizi” che prevede la presa in carico dei pazienti fragili, l’erogazione di specifici servizi, l’aderenza alla terapia in particolari ambiti terapeutici e la promozione e prevenzione della salute.
L’assessore Antonio Saitta ha dichiarato che, con il nuovo accordo, «partiamo dalla vaccinazione antinfluenzale, ma puntiamo a rafforzare, con il contributo delle farmacie che sono capillarmente distribuite in tutto il territorio, l’erogazione di tutti quei servizi che possono essere utili ai pazienti, soprattutto coloro che appartengono alle fasce più deboli, come anziani e malati cronici».
Mendrisiotto, la difficile vita delle api raccontata dal Museo della civiltà contadina
Al Museo della civiltà contadina del Mendrisiotto di Stabio (Svizzera) è in corso una esposizione tematica particolarmente attraente ed educativa, "Una Apis, nulla apis – cenni di apicoltura". All'inaugurazione dell'1 marzo è stata anche presentata la pubblicazione che l'accompagna, che entra nei dettagli di una conoscenza utile da approfondire.
La mostra è nata da una chiacchierata informale e si è poi trasformata in un sostanzioso lavoro sul mondo delle api. «Per affrontarlo – spiegano i responsabili del Museo - abbiamo chiesto la collaborazione della Società Ticinese di Apicoltura, rappresentata dal suo presidente Davide Conconi; dopo aver visto alcune sue foto non abbiamo potuto non coinvolgere Monica Rusconi, ci siamo lasciati dare qualche consiglio da Marco Bosia e infine anche Luca Menghini ci ha dato una mano».
Il percorso dell’esposizione è quasi un gioco “domanda e risposta” che intende soddisfare i tanti interrogativi sull’apicoltura e, pur senza allarmismi, sensibilizzare su ambito delicato.
I problemi sono noti infatti. Gli apicoltori negli ultimi anni incontrano molte difficoltà, in gran parte colpevoli gli insetticidi, i diserbanti, i pesticidi, l’inquinamento in generale, la mancanza di fiori. Basti pensare a quanti prati nei giardini e nelle aree pubbliche vengono tagliati troppo frequentemente per soddisfare canoni estetici che penalizzano proprio le api.
Come si sa le api non sono solo produttrici di ottimo miele e anche di cera. Sono indispensabili per l’impollinazione degli alberi, soprattutto quelli da frutto. La loro sparizione significherebbe il mancato percorso nella produzione di frutta e verdura necessaria all’uomo. Oltre a far conoscere lo splendido insetto impollinatore e la sua organizzazione sociale la mostra porta all'evidenza l’importanza della presenza delle api nella vita, nel paesaggio.
La mostra rimarrà aperta fino al 16 giugno 2016. Info, tel: +41 (0)91 641 69 90 – fax +41 (0)91 641 69 93, e-mail museo: museo@stabio.ch - marta.solinas@stabio.ch - web: www.stabio.ch
Orari d'apertura: martedì, giovedì, sabato, domenica e giorni festivi 14-17. Aperture fuori orario sono possibili previo accordo
Cittiglio, a fianco dei pazienti nel Giardino di Elisa
Promuovere la cura dello spazio verde e mettere in risalto che i pazienti psichiatrici non presentano solo problemi, ma sono anche una risorsa umana. Queste le coordinate di una iniziativa congiunta del reparto di Psichiatria di Cittiglio e di Maria Grazia Colombo, direttore amministrativo Asl di Varese e “giardiniera” volontaria a Cittiglio.
Sabato 8 novembre la dirigente sanitaria è arrivata nell’ospedale insieme con i figli, un nipote e due amiche e tutti, armati di rastrelli, secchi, ramazze e soprattutto olio di gomito, si sono dati a pulire dalle erbacce il Giardino di Elisa, prospiciente all’entrata del reparto di Psichiatria. Al loro fianco c’erano i dipendenti dell’ospedale Tiziano Monteggia e Maurizio Pisano e il gruppo riabilitativo giardinaggio, composto attualmente da un operatore della psichiatria e da sei pazienti.
VERDE E TERAPIA
Negli scorsi mesi l’alternarsi di sole e pioggia aveva favorito la crescita intensa di erbacce fra la convallaria, le camelie e gli altri arbusti pregiati e, successivamente, l’incessante maltempo ne aveva impedito l’estirpazione. «É noto - ha spiegato il direttore della Psichiatria del Verbano Isidoro Cioffi - che avere la possibilità di frequentare, o anche solo vedere, uno spazio verde curato e armonioso dona pace e serenità: componenti fondamentali per la salute mentale, una terapia parallela vera e propria. La pulizia di sabato 8 novembre farà sì che i pazienti psichiatrici e i loro visitatori possano riusufruire di un giardino ripensato al fine di favorire il contatto con la natura».
CULTURA DELL’ACCOGLIENZA
Non è la prima volta che la dirigente Colombo partecipi a iniziative di solidarietà e vicinanza agli utenti della psichiatria. Nel giugno 2013 aveva partecipato, insieme con oltre 400 runner alla “Folle Corsa” di Gavirate, che si proponeva di proiettare la questione psichiatrica nel territorio, all’interno del paese, negli spazi e luoghi di vita dei suoi abitanti.
«Riteniamo necessario promuovere e sostenere una cultura dell'accoglienza del disagio mentale» afferma Cioffi. «L'accettazione solidale del disagio da parte della società è il primo passo verso la guarigione. Si rafforza così la capacità dei sofferenti psichici di avere un ruolo sociale attivo e soddisfacente all'interno della comunità».
Cusio, Volontari del soccorso al fianco di Emergency e Mali
La traversata del Lago d'Orta, organizzata dai Volontari del soccorso Cusio Sud Ovest in collaborazione con Emergency gruppo Lago d’Orta, si è svolta il 6 luglio 2014. Da Pella a Orta San Giulio e suddivisa in sezioni agonistica e non agonistica, ha coperto una distanza di circa 1.500 metri. L'iniziativa a carattere benefico ha raccolto i suoi frutti e Pubblica Assistenza Anpas Cusio Sud Ovest di San Maurizio d’Opaglio ha devoluto l’avanzo netto della traversata, 6.025 euro. Ad Emergency per l’emergenza Ebola vanno 4.500 euro, ad Anpas nazionale a sostegno dei bambini del Mali 1.525 euro (campagna emergenza orfanotrofi Mali).
Con il progetto “Dona un sorriso ai bambini del Mali”, Anpas ha sostenuto 200 bimbi dell’orfanotrofio Assureme di Bamako realizzando l’impianto idrico (allaccio all’acquedotto locale, rubinetti e realizzazione di un bagno con sanitari e doccia).






