Edizione n.28 di mercoledì 9 settembre 2026
Sondrio, la buona pasta della rinascita
Tutto ha avuto inizio anni fa con la riconversione di una autorimessa su iniziativa del Provveditorato di Milano e della Provincia di Sondrio. Ora il pastificio opera all’interno della Casa Circondariale di Sondrio e da mercoledì 8 marzo si è affacciato al grande pubblico con una degustazione guidata dallo chef Marcello Ferrarini in collaborazione con quattro persone detenute che hanno seguito un corso di formazione.
Il progetto di un pastificio è stato lanciato dalla direttrice della Casa Circondariale Stefania Mussio e subito sostenuto da Bim Adda, Fondazione Pro Valtellina e Confartigianato. La gestione dell’attività è stata affidata alla Cooperativa Ippogrifo, che ha accolto con favore l’invito del carcere e delle istituzioni locali ad impiegare personale detenuto.
I risultati sono stati da subito incoraggianti. «Abbiamo voluto realizzare – ha dichiarato Stefania Mussio - un prodotto di qualità, che fosse fin da subito inteso come un "buon prodotto". Vorremmo pertanto che le persone del territorio, che possono avere un interesse nella distribuzione e nella pubblicità del prodotto, possano conoscerlo, gustarlo, apprezzarlo e così stimolarne la vendita e la diffusione».
Alla responsabile della struttura penitenziaria e agli imprenditori coinvolti ha espresso piena adesione il presidente della Commissione speciale Carceri lombarda Fabio Fanetti. «La formazione dei detenuti e il loro reinserimento nella società – ha detto - sono fattori importanti e qualificanti. Tutto questo lavoro influisce sulla riduzione della recidiva e quindi porta benefici sia ai detenuti sia allo Stato, perché comporta una sensibile riduzione dei reati e quindi anche un importante risparmio sulla spesa pubblica».

